E' di questi giorni la sfilza di articoli su Massimo Zeviani "bocciato" in un concorso universitario a Padova, ma assunto a Cambridge come direttore, evento inserito in contesti che velatamente suggeriscono cattive pratiche durante il concorso. In particolare, nell'articolo di Pierluigi Magnaschi su Italia Oggi (11/5/2012) si dice che, non essendo Zeviani "inserito nelle cordate giuste, non è mai riuscito a vincere una cattedra universitaria, nonostante abbia pubblicato l'esito delle sue ricerche in riviste come Nature e Science sulle cui colonne arrivano soltanto i ricercatori ipermeritevoli di tutto il mondo".
Le cattive pratiche anche ci sono, ma in questo caso farei l'avvocato del diavolo, perché dire che il più bravo è stato bocciato è come dire che gli altri due, Stefano Piccolo e Tullio Pozzan, sono dei delinquenti. Ci sono state delle occasioni in passato in cui la situazione era esattamente di questo tipo, e ce ne saranno sicuramente in futuro, ma in questo caso, dati alla mano, la situazione non è così tagliata col coltello.
Ho dato un'occhiata veloce a PubMed: il luogo dove si trova tutta la bibliografia biomedica, per verificare cosa hanno pubblicato i tre candidati su Nature e Science (senza fare ragionamenti sulle date di pubblicazione, anche perché mancano altri dati essenziali, come le età). Bene, tutti e tre (a meno di omonimie) hanno pubblicato sulle due prestigiose riviste, con pattern leggermente diversi (Zeviani: 3 su Science, 1 su Nature; Piccolo: 1 su Science, 3 su Nature; Pozzan: 3 su Science, 7 su Nature). Se le pubblicazioni di prestigio (con i loro limiti) fossero l'unico criterio, allora Pozzan, all'epoca del concorso già professore associato (e quindi forse con una carriera già più avanzata), sarebbe stato il vincitore ideale. Pozzan per inciso è anche davanti a Zeviani nella classifica dei Top Italian Scientists secondo VIA Academy, basata sull'H-index (con i suoi limiti). In ogni caso si trattava di tre candidati notevoli, dove parlare di bocciatura è solo una scelta giornalistica (ecco proprio il parere di Pozzan su Il Mattino di Padova). Permettersi di tenere tutti i bravissimi è qualcosa che è possibile solo dove le risorse per la ricerca sono ritenute importanti, quindi non in Italia.
E' inutile elencare il comunque eccellente curriculum di Zeviani senza confrontarlo con quello degli altri due candidati (ad esempio, articolo del Corriere), perché dice solo che lui è molto bravo, non che è più bravo degli altri. E mi pare che gli altri due non si siano presentati come candidati a Cambridge, quindi non sappiamo come sarebbe andato il confronto diretto in situazione extraitaliana. Oltretutto, se in Italia i colloqui si facessero con la semplicità con cui si fanno a Cambridge, ci sarebbero ogni giorno articoli sulla poca serietà con cui si assumono i docenti universitari (e non sto dicendo che il metodo di Cambridge è poco serio: sto dicendo che noi italiani riteniamo che nella complicazione sta la serietà, quando si tratta delle nostre cose, salvo poi invidiare chi se la cava senza perdere tempo).
Quel che invece ora dovremmo sapere e ricordarci, è che a Zeviani sono stati assicurati 50 milioni di dollari in 5 anni per la ricerca. Sono certo che quei fondi qua passerebbero per uno spreco*, ed è circa un terzo di quello che il MIUR ha garantito quest'anno a TUTTI gli atenei italiani col suo bando PRIN su progetti triennali. E' una promessa che qua non si potrebbe fare nemmeno su cifre molto più basse, perché nessuno in università è in grado di sapere quante risorse arriveranno l'anno prossimo, né sarebbe possibile prometterle ad uno specifico ricercatore (qua si fa solo su bando, decine di pagine e mesi/persona di lavoro con probabilità di accettazione inferiore al 5%). Se vogliamo i migliori e che lavorino al meglio, quelli sono i costi associati alle loro ricerche. Chi li tira fuori?
*: perché magari il titolo del progetto è incomprensibile ad un politico o ad un giornalista, e quindi viene usato come arma per denunciare usi impropri del denaro pubblico (per esempio, le "opinioni" di Barbareschi o quanto descritto nel terzo capoverso di questo intervento di Amedeo Balbi).
Per chi fosse interessato, il mio libro Algoritmi si può reperire direttamente dall'editore Lietocolle, oppure anche su IBS (ed immagino altri negozi online). L'infanzia di Goedel invece è esaurito da tempo.
Il video della Macchina di Turing è reperibile su Youtube.
Questa sera alle ore 20.45 presso la Biblioteca Comunale di Remanzacco, ci sarà la presentazione del libro di M.Mattiuzza "il derby della luna". La presentazione è l'ultima del programma invernale della Commissione Biblioteca.
3 racconti di straordinaria intensità emotiva, onirici e al tempo stesso di quella concretezza che hanno le delusioni,quando investono una creatura e ne segnano il destino. (Mario Brandolin, Messaggero Veneto)

Sta per iniziare il corso di Tecnologie Web Avanzate, che parte per la prima volta quest'anno. Lo tengo io, con l'aiuto di qualche seminario esterno. Si tratta del primo anno, e nella transizione tra due ordinamenti diversi: ci sarà qualche tema in comune col corso che una volta si chiamava LATLS/TW2, e che ora è stato anch'esso aggiornato. Ecco qualche notizia sul corso:
Finalità
Il corso si propone di introdurre gli studenti alle Tecnologie Web destinate all'interoperabilità, alla condivisione di risorse ed alla cooperazione, sia dal punto di vista concettuale che pratico tramite esercitazioni e casi di studio. Il corso consente allo studente di completare la formazione in tema di tecnologie web già iniziata con i corsi di Tecnologie Web e Complementi di Tecnologie Web. Le lezioni frontali teoriche sono complementate da seminari su argomenti specifici, che possono includere anche attività pratiche in laboratorio.
Programma
- Service Oriented Architecture
- Web Services (Base, Tecniche avanzate: coreografia ed orchestrazione )
- (Grid- e ) Cloud Computing (Basi, Cenni su reti peer-to-peer, Esempi di piattaforme per il Cloud Computing e casi di studio)
- Tecnologie Web per la cooperazione e condivisione di risorse (MVC, Piattaforme sociali, Casi di studio)
Bibliografia
M.P. Papazoglou. Web Services: Principles and Technology, Pearson Education, 2008.
T.Erl. Service-Oriented Architecture: Concepts, Technology, and Design, Prentice Hall, 2005.
J.Barr. Cloud computing. Apogeo 2010.
A lezione verrà anche segnalato o fornito altro materiale
Modalità d'esame
Orale obbligatorio + seminario + progetto, a seconda dell'ordinamento (6 o 9 crediti) e delle aspettative di voto.
Buongiorno a tutti,
sto rimettendo mano alla lista dei blog aggregati da Poecast. Numerosi erano ospitati da Splinder; alcuni mi hanno detto dove sono approdati e li ho aggiornati. Pian pianino conterei di farlo per tutti quelli che sopravvivono al passaggio. Ditemi dove siete così vi aggiorno. E se nel mentre avete suggerimenti su chi aggiungere, vi ricordo che la politica di Poecast è che chi è già dentro può proporre nuovi blog.
Sulla morte senza esagerare
Non si intende di scherzi,
stelle, ponti,
tessitura, miniere, lavoro dei campi,
costruzione di navi e cottura di dolci.
Quando conversiamo del domani
intromette la sua ultima parola
a sproposito. Non sa fare neppure ciò
che attiene al suo mestiere:
né scavare una fossa,
né mettere insieme una bara
né rassettare il disordine che lascia.
Occupata a uccidere,
lo fa in modo maldestro,
senza metodo né abilità.
Come se con ognuno di noi stesse imparando.
Vada per i trionfi,
ma quante disfatte,
colpi a vuoto
e tentativi ripetuti da capo!
A volte le manca la forza
di far cadere una mosca in volo.
Più d’un brucola batte in velocità.
Tutti quei bulbi, baccelli,
antenne, pinne, trachee,
piumaggi nuziali e pelame invernale
testimoniano i ritardi
nel suo gravoso lavoro.
La cattiva volontà non basta
e anche il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
è, almeno finora, insufficiente.
I cuori battono nelle uova.
Crescono gli scheletri dei neonati.
Dai semi spuntano le prime due foglioline,
e spesso anche grandi alberi all’orizzonte.
Chi ne afferma l’onnipotenza,
egli stesso è la prova vivente
che essa onnipotente non è.
Non c’è vita
che almeno per un attimo
non sia stata immortale.
La morte
è sempre in ritardo di quell’attimo.
Invano scuote la maniglia
d’una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.
Ed ora "Programmazione web lato server" si può compare anche a... Spicchi. E' la nuova collana di ebook di Apogeo, divisi in capitoli o gruppi di capitoli che possono quindi essere "montati" assieme a seconda delle esigenze didattiche.
Programmazione web lato server, gli Spicchi:
- Pagine web statiche
- Siti web dinamici
- Il linguaggio di scripting PHP
- JSP: Java Server Pages
- Java Enterprise Edition: tecniche avanzate
- Tecnologie per il Web 2.0
E' finalmente cominciato un movimento trasversale per richiedere l'assegnazione dei benefici della Legge Bacchelli a Pierluigi Cappello. Maggiori informazioni in questo articolo del Messaggero Veneto, in questo appello di Gian Mario Villalta sul Gazzettino, e per gli utenti di Facebook c'è un gruppo apposito cui aderire.
Questi sono i link a pubblicazioni e materiali che ho usato per il mio intervento al convegno "Il pediatra, il bambino, la rete. Luci e ombre" (Palmanova 17 dicembre 2011). Il mio intervento si intitola "Medicina
e rapporti umani/professionali nell'era di Internet e social network".
Un po' di bibliografia:
- Fenton CH. A few fears felt using Facebook. BMJ 2011; 343:d5619
- Jent JF, Eaton CK, Merrick MT, Englebert NE, Dandes SK, Chapman AV, Hershorin ER. The decision to access patient information from a social media site: what would you do? J Adolesc Health. 2011 Oct;49(4):414-20.
- Thompson LA, Black E, Duff WP, Paradise Black N, Saliba H, Dawson K. Protected health information on social networking sites: ethical and legal considerations. J Med Internet Res. 2011 Jan 19;13(1):e8.
- Devi S. Facebook friend request from a patient? Lancet 2011; 377:1141-2
- Pow H. Doctors caught revealing secret patient information in Facebook posts. The Sunday Telegraph September 25, 2010
- Landman MP, Shelton J, Kauffmann RM, Dattilo JB. Guidelines for maintaining a professional compass in the era of social networking. J Surg Educ. 2010 Nov-Dec;67(6):381-6.
- Moubarak G, Guiot A, Benhamou Y, Benhamou A, Hariri S. Facebook activity of residents and fellows and its impact on the doctor-patient relationship. J Med Ethics. 2011 Feb;37(2):101-4.
- McCartney M: We shouldn’t fear social media. BMJ 2011; 343:d4864
- Mansfield SJ, Morrison SG, Stephens HO, Bonning MA, Wang SH, Withers AH, Olver RC, Perry AW. Social media and the medical profession. Med J Aust. 2011 Jun 20;194(12):642-4.
- AMA, NZMA, AMSA. Social media and the medical profession. 2010.
- BMA. Using social media: practical and ethical guidance for doctors and medical students. 2011
- Garante della Privacy. Linee guida in tema di Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse) e di dossier sanitario. G.U. n.178, 3/8/2009.
- Garante della Privacy. Linee guida in tema di referti on-line. G.U. n. 288, 11 dicembre 2009.
E per finire le mie slides (che saranno online subito dopo il convegno).
E' appena uscita la seconda edizione aggiornata di "Programmazione Web Lato Server" (V.Della Mea, L.Di Gaspero, I.Scagnetto, Apogeo 2011). La seconda edizione è andata esaurita rapidamente, e l'editore ne ha voluto approfittare per eliminare due problemi tipografici, nel contempo aggiornando leggermente i contenuti. Questa edizione in più ha di sostanziale, tra gli esempi anche un'applicazione per Facebook, oltre ad una revisione dei contenuti mirata ad aggiornare eventuali riferimenti a librerie deprecate.
E' disponibile un posto di assegnista di ricerca sul tema "Formalizzazione ontologica della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF)". Si tratta di un assegno della durata di un anno, rinnovabile almeno per un altro anno (fondi già disponibili). La scadenza per la domanda è il 7 novembre 2011; ulteriori informazioni nell'albo ufficiale (posizione n.5). Il candidato ideale dovrebbe possedere almeno qualche nozione su ontologie e Semantic Web, e lavorerà a contatto con gli esperti della rete dei centri collaboratori dell'OMS per le classificazioni (ed in particolare col centro collaboratore italiano).
I'm looking for applications for a research fellowship on the topic "Ontological formalization of the International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF)". One year contract, extendible for at least another year (with already available funding). Deadline is 7th November. Further info (in Italian) at the university web site, position no.5, and soon also on EURAXESS (in English). The ideal candidate should know about ontologies and Semantic Web, and he/she will work together with experts of the WHO-FIC network (in particular, with the Italian Collaborating Center).
Così siamo
Dicevano, a Padova, "anch'io"
gli amici "l'ho conosciuto".
E c'era il romorio d'un acqua sporca
prossima, e d'una sporca fabbrica:
stupende nel silenzio.
Perché era notte. "Anch'io
l'ho conosciuto".
Vitalmente ho pensato
a te che ora
non sei né soggetto né oggetto
né lingua usuale né gergo
né quiete né movimento
neppure il né che negava
e che per quanto s'affondino
gli occhi miei dentro la sua cruna
mai ti nega abbastanza.
E così sia: ma io
credo con altrettanta
forza in tutto il mio nulla,
perciò non ti ho perduto
o, più ti perdo e più ti perdi,
più mi sei simile, più m'avvicini.
(A. Zanzotto, 1921-2011)
Domani sarò all'UdineBarCamp. Non sono cittadino di Udine, ma qualcuno dovrà pur iniziare a pensare a come può interagire una pubblica amministrazione con i suoi utenti.
UdineBarCamp: Una giornata di lavoro per fare brainstorming insieme e per iniziare a seminare ciò che sarà il futuro web del Comune di Udine
Dove: Udine, Via Savorgnana, sede di Friuli Future Forum
Quando: 14 ottobre 2011, 930-17
Cosa: Web e Pubblica Amministrazione. Per iniziare a seminare ciò che sarà il futuro web del Comune di Udine.
In questi giorni ho incrociato due articoli che suggeriscono la stessa "alternativa" alle metodologie proposte dall'ANVUR per la valutazione: Ricercatori, l'italia si ostina a non adottare criteri europei di Fulvio Esposito e Enrico Alleva (sull'Unità di sabato 1/10/2011) e Poveri ricercatori, frustrati dalle mode e da vecchi preconcetti di Giulio Peruzzi (sul Mattino di Padova di venerdì 7/10/2011).
Entrambi espongono delle critiche su cui posso tranquillamente trovarmi d'accordo. In particolare, più passa il tempo e più mi rendo conto che la sezione relativa ai settori umanistici è ancora distante da soluzioni realmente accettabili.
C'è però un suggerimento che secondo me proprio non funziona.
Entrambi citano una bozza di nota della Commissione Europea intitolata Towards a European Framework for Research Careers, che descrive una classificazione dei ricercatori (in senso generale) in 4 livelli: R1 (first stage), R2 (recognised), R3 (established), R4 (leading).
Secodo Esposito ed Alleva, per ogni livello la nota (citando più o meno letteralmente) presenta una griglia di valutazione assolutamente indipendente dall'area disciplinare, composta da requisiti necessari e competenze auspicabili ma non vincolanti, che secondo loro sono rispettivamente associabili a requisiti di ammissione ed alla formazione di graduatorie. L'ANVUR dovrebbe partire da quelle classificazioni per definire i criteri di ammissione in modo "europeo". Giulio Peruzzi riprende la stessa posizione nell'altro articolo.
Io la nota della Commissione Europea l'ho letta. L'obiettivo è fornire una classificazione dei ricercatori (sempre in senso generale) spendibile sul mondo del lavoro: il ricercatore sa come proporsi, il datore di lavoro sa cosa aspettarsi. Nessun cenno a come valutare: classificare è definire, e non permette di mettere in fila in una graduatoria più persone appartenenti allo stesso livello. Certo, il "datore di lavoro" può essere anche l'università pubblica. Ma che sia una classificazione destinata a ben altro genere di datore (quello che in Italia manca: l'imprenditore che fa ricerca vera) si vede benissimo dalle competenze auspicabili che secondo Esposito ed Alleva dovrebbero servire per formare le graduatorie. Per esempio, due delle competenze auspicabili per il livello R2 sono:
- Understands the agenda of industry and other related employment sectors
- Understands the value of their research work in the context of products and services from industry and other related employment sectors
Voglio proprio vedere una commissione di concorso di un settore umanistico usare regole del genere per stilare una graduatoria.
D'altro canto, le competenze necessarie sono decisamente più ovvie:
- Has demonstrated a systematic understanding of a field of study and mastery of research associated with that field
- Has demonstrated the ability to conceive, design, implement and adapt a substantial programme of research with integrity
- Has made a contribution through original research that extends the frontier of knowledge by developing a substantial body of work, innovation or application. This could merit national or international refereed publication or patent.
- Demonstrates critical analysis, evaluation and synthesis of new and complex ideas
- Can communicate with their peers - be able to explain the outcome of their research and value thereof to the research community
- Takes ownership for and manages own career progression, sets realistic and achievable career goals, identifies and develops ways to improve employability.
- Co-authors papers at workshop and conferences
E sono quelle che già sono più o meno considerate nei concorsi vecchio stampo, dove, nelle valutazioni, si trovano giudizi pertinenti con una valutazione della maturità scientifica, della competenza nel proprio settore, ecc. E che purtroppo però permettono una varietà di interpretazioni, per cui dalla graduatoria finale è a volte difficile risalire a quel "molto buono" invece di "più che egregiamente" che ha fatto la differenza per il vincitore rispetto ad altri candidati.
Alcuni esempi di giudizi ad un concorso, presi a caso usando Google, anonimizzati. Sono tre candidati con i giudizi di due commissari. Chi prendereste?
- C1
- La produzione scientifica della candidata non permette di farsi alcuna idea sulla sua capacita’ di ricerca scientifica autonoma.
- Laureata in XXX con una discreta carriera di studi, presenta titoli che dimostrano interesse per le problematiche della ricerca e della didattica.
- C2
- I lavori presentati evidenziano che il candidato è ancora in una fase di inserimento nella ricerca scientifica autonoma.
- Il profilo complessivo del candidato mostra una produzione discontinua e parziale, che da un lato evidenzia una molteplicità di interessi, mentre da un altro non mette in evidenza capacita' di approfondimento.
- C3
- Il candidato presenta molti lavori nel campo XXX. E’ ben inserito nel proprio campo di ricerca.
- Il profilo scientifico complessivo e' quello di un candidato dalla solida preparazione e indubbie qualità di ricercatore, testimoniate da una produzione scientifica sia in lavori da solo sia in collaborazione con un alto numero di ricercatori a livello internazionale, e da una notevole attività seminariale all'estero. I suoi lavori dimostrano capacita' di affrontare sia questioni XXX generali, sia problemi a cavallo con la XXX.
Questo pomeriggio (lunedì 3 ottobre 2011) non faccio ricevimento studenti perché ho lezione (spostata all'improvviso, colpa mia).
Invece il mio seminario PHP nel corso di Complementi di Tecnologie Web (ex TW2) sarà domani in seconda fascia invece di mercoledì.
Ho incrociato un interessante articolo su NoiseFromAmerika: Le attitudini degli studenti italiani per la matematica e la fisica, dove l'autore ha verificato che percentuale degli studenti che si sono presentati all'ultimo test di ammissione a Medicina consegue un voto sufficiente, cioé >=6,6 (o anche solo decente, >= 5) sui soli quesiti di matematica e fisica (che sono 11).
Il risultato in effetti è sconfortante: nelle quattro sedi analizzate si va dallo 0,55% (Napoli Federico II) al 2,25% di Milano. L'autore usa questo dato per avere un'indicazione sulla formazione scientifica degli studenti, che in teoria dovrebbero essere già abbastanza selezionati. Anche usando come soglia il voto pari a 5, si va dal 2,36% al 7,18%. Dall'altro lato, un numero di studenti tra il 24% ed il 40% riesce a prendere meno di zero (ricordo che una risposta giusta vale 1, una sbagliata -0,25, una non data 0).
Ho replicato l'analisi su sul test di ammissione Udine-Trieste, quest'anno fatto assieme. I sufficienti sono l'1,52% , i "decenti" l'8,77%, i meno di zero il 18%. La media del voto è 1,66. Che pensare? Secondo l'autore dell'articolo, 9 degli 11 quesiti erano risolubili con normali conoscenze dalle elementari alle superiori.
EDIT: ho fatto i conti anche con solo i 242 che hanno superato il test (96 per Udine, 121 per Trieste, 25 per Odontoiatria): sufficienti 7,85%, decenti 32,64%, meno di zero 13,22%, media 3,77. Una popolazione per fortuna un po' diversa, anche se lo stesso un po' preoccupante.
Maarja Kangro è una scrittrice estone del 1973, che scrive poesia, teatro, letteratura per l'infanzia, e traduce anche i poeti italiani, a partire da Zanzotto. E' ospite di PordenoneLegge; io l'ho sentita ieri sera con piacere, sarà di nuovo questa sera sotto la loggia del municipio alle ore 21.In italiano si trova la plaquette "La farfalla dell'irreversibilità", editore Gattomerlino, 2011, da cui è tratta la poesia che segue.
La farfalla dell'irreversibilità
“ancora” è una grande parola
lentamente e velocemente
ancora
ancora una volta gli uomini alla radio
si complimentano di essere sulla strada giusta
e discutono della ciclicità del tempo
la strada giusta gira intorno, anch’io
riconosco la pelle giovane sulla spiaggia
e l’altoparlante canta "et si tu n’existais pas"
gli uomini alla radio parlano di come tutto è
legato con tutto, uno dice con voce sonora: “l’effetto farfalla”
io dispiego le ali
il tempo ciclico favorisce il buon sonno
un sonno da cui crediamo di risvegliarci
e ancora
sbatto le ali
i brav’uomini alla radio iniziano a tossire
le sbatto più forte e si alza il vento
gli uomini tossiscono ansimando, l’etere si ribella
le navi e i bagnanti annegano, l’ultimo sogno
sarà grigio e tempestoso
pensiamo alla parola che non c’era prima
c’è stata ora
e adesso non c’è più
In un modo che è sostanzialmente apprezzabile e simile a quanto è successo in Inghilterra per il RAE, l'ANVUR ha effettivamente raccolto pareri sulla sua prima bozza dei criteri di valutazione (di cui avevo parlato qui), ed ha pubblicato un documento di risposta circostanziato. Il documento contiene anche delle proposte di modifica per rispondere ad alcune delle critiche.
Una modifica ragionevole che va nella direzione di riconoscere che ci possono essere diverse strategie di pubblicazione è quella che riguarda i tre indicatori bibliometrici: nella versione precedente il numero di pubblicazioni superiore alla mediana del settore era dominante sugli altri due, mentre ora si propone semplicemente di avere valori superiori in almeno due (qualsiasi) degli indicatori. In questo modo chi pubblica poco ma bene può non avere molti articoli, ma saranno ben citati e daranno luogo ad un buon h-index.
Si sfiorano poi gli usuali problemi relativi all'authorship sia in generale che con le specificità del settore biomedico: conteggio frazionale, valore del primo ed ultimo autore, ecc. Non si propongono soluzioni stabili se non l'osservazione dei pattern di pubblicazione nei singoli SSD per evitare che quelli con caratteristiche sostanzialmente diverse dal resto dell'area siano avvantaggiati o svantaggiati. Nel caso del primo/ultimo autore (in Medicina: autore principale e coordinatore, con autori interni a scalare in importanza) sono d'accordo che è complesso tenerne conto. Le riviste più rigorose in realtà hanno risolto il problema di stabilire il contributo dei singoli autori richiedendo una dichiarazione, in calce all'articolo, che descrive i contributi di ogni firmatario al lavoro complessivo. Situazione questa ancora meno computabile, ma che potrebbe servire alla commissione per valutare nella sostanza gli articoli presentati.
Più delicata la situazione di comunità scientifiche sociologicamente differenziate che convivono nello stesso SSD (dando luogo a distribuzioni multimodali): l'ANVUR prevede che possa essere attivata una procedura di riconoscimento, volta a calcolare le mediane sulle singole popolazioni. Si porrà comunque il problema di comunità tanto specializzate da essere statisticamente poco rilevanti. Quelle comunità potrebbero essere vasi di coccio che si occupano di ricerca apparentemente marginale, ma con la ricerca non si sa mai: spingere alla conversione verso temi più alla moda (perché questo succederebbe) potrebbe costare caro nel lungo termine.
Riguardo i database bibliografici, c'è apertura verso proposte ulteriori in aggiunta ai due soliti ISI e Scopus, il che potrebbe servire per aree scientifiche mal servite dai due grandi. Per l'occasione ho ripreso in mano il software Publish or Perish, che utilizza Google Scholar, e pare che abbia implementato qualche algoritmo un po' più taffinato per selezionare gli articoli. Col mio "delicato" cognome infatti avevo valori piuttosto sballati, ora il mio H-index risulterebbe un più ragionevole 13, compreso tra l'11 di ISI ed il 14 di Scopus (a proposito: io come dovrei presentarmi? Scelgo io? Sceglie la commissione? In modo uniforme oppure caso per caso?).
Riguardo la qualità delle riviste incluse nei due principali database, per fortuna c'è anche Scopus, perché in passato sono stati più volte sollevati dubbi sui criteri di inclusione (non trasparenti) usati da ISI. Anni fa il database era molto orientato verso pubblicazioni statunitensi (es. Seglen PO), che oltretutto ospitano autori statunitensi che si citano (preferibilmente) tra di loro. Ora con Scopus c'è una corsa a chi fa meglio, tanto di guadagnato per tutti.
Non ho competenza per discutere i punti relativi alle aree umanistiche, anche se sono certo che le osservazioni nel punto 3.9 (alcune condivisibili) susciteranno un po' di fastidio. Tuttavia non sono convintissimo della distinzione a priori tra nazionale ed internazionale, anche perché "internazionale" pare significare "in inglese", che è una scelta in qualche modo criticabile. Sarebbe preferibile che la distinzione tra "buono" e "meno buono" fosse fatta anch'essa in base a qualche criterio oggettivo (idealmente l'equivalente di impact factor o meglio: eigenfactor o SJR?).
Piccola lista di blog a sfondo scientifico e di ricerca che mi capita di consultare di quando in quando (e che continuerò a modificare quando necessario):
In inglese:
Sto leggendo Un buon posto per morire di Avoledo e Dileo. Premetto che mi sta piacendo meno degli altri libri di Avoledo, comunque quello che di Avoledo c'è ancora e sicuramente è la capacità visionaria che fa ritrovare nei suoi romanzi cose che succedono, durante o dopo, nel mondo reale. In questo caso, quel che è successo in Norvegia in questi giorni potrebbe tranquillamente essere successo dentro il romanzo, o dentro il gioco - Festung Antartika- attorno a cui il romanzo ruota. C'è perfino un personaggio che assomiglia a Breivik, ci sono gli stessi ragionamenti. Quest'uomo ha naso per la realtà, anche se poi sembra fare "solo" fantascienza.
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