Le irregolari (M.Carlotto)

Questo è un messaggio pre-datato: sono stato pigro, in questi giorni, ma questo è un libro letto nel 2004 e lì deve stare, nel mio quaderno online.
Le irregolari - Buenos Aires Horror Tour (M.Carlotto, E/O 1999): me lo sono portato dietro a Buenos Aires ma l'ho letto a partire dalla fine del viaggio di ritorno (ed in un certo senso meglio così). Comincio da cosa non mi è piaciuto: un po' la scrittura, a tratti approssimativa, un po', visto dal punto di vista letterario, l'espediente dell'horror tour. Solo che il punto di vista letterario non basta per leggere questo libro. E' un documentario agghiacciante e sentito sui desaparecidos, che merita di essere letto in ogni caso. Il titolo si rifà alla fazione più radicale delle Madri di Plaza de Mayo: è la ragione per allargare il discorso ai perseguitati di tutto il mondo.

Venerdì 31 Dicembre 2004 at 09:55 am | | letture | Sei commenti

Ancora Futbol Bailado

Mi ero ripromesso di scriverne altrove. Fatto: c'è una recensione nella versione online di Daemon, una bella rivista su libri e culture artistiche.

Domenica 26 Dicembre 2004 at 12:07 pm | | letture | Un commento

Pierluigi Cappello sul Corriere della Sera

Oggi, sul Corriere della Sera, c'è un bell'articolo su Pierluigi Cappello.

Giovedì 23 Dicembre 2004 at 10:47 am | | doubleVie, succede | Sei commenti

Il petalo cremisi e il bianco (M.Faber)

M.Faber Calvino, quello di Se una notte d'inverno un cacciatore; poi, i personaggi di Wodehouse (a parte la questione sesso, che per gli abitanti del castello di Blandings proprio non esiste). E' questo quel che mi è venuto in mente iniziando a leggere Il petalo Cremisi e il bianco (M.Faber, Einaudi 2004). Come Martel, anche questo libro l'ho letto senza prepararmi in alcun modo; quindi le prime sensazioni sono state forse poco ortodosse. Per il resto, è un romanzone del genere di quelli che vado a pescare (uno o due secoli prima) quando mi disamoro appena della lettura ed ho bisogno di una carica di trame e passioni. Mille pagine nella Londra di fine '800, tra prostitute, nobili e industriali più o meno rampanti. Mi sarei aspettato un non so che di più, o di meno, visto che è scritto nel terzo millennio (va bene, il finale è aperto). Comunque l'ho letto volentieri. Non dico altro perché chi me l'ha prestato passa di qua...

Lunedì 20 Dicembre 2004 at 11:50 am | | letture | Tre commenti

Vita di Pi (Y.Martel)

Y.Martel Nelle 28 ore di viaggio verso e da Buenos Aires, ho letto "solo" due libri, piuttosto ingombranti, e reperiti un po' di corsa senza troppe informazioni di contorno.
Il primo è stato uno strano Vita di Pi (Y.Martel, Piemme 2003); mattoncino da 400 pagine, di cui le prime novanta sono una specie di tirata a sfondo teologico/zoologico (non particolarmente pesante, ne' particolarmente convincente). Il protagonista, Pi, è figlio del direttore di uno zoo indiano che ad un certo punto decide di spostarsi in Canada. Nonostante l'attacco contro gli agnostici che vivono nel dubbio (peggio quindi degli atei che almeno credono in qualcosa...), Pi abbraccia contemporaneamente induismo, cristianesimo e islamismo, o quantomeno gli aspetti superficiali delle tre religioni. Vabbè. Il bello inizia dopo (ed era quello che mi aveva incuriosito nei brani letti dall'amico che me lo ha prestato in certe serate di letture che facciamo tra di noi): la nave su cui viaggia la famiglia di Pi con gli animali naufraga, e lui passa qualche mese su una zattera assieme ad una tigre. Questa parte mi è piaciuta, nonostante l'argomento "sopravvissuti" possa essere a rischio noia. La chiusura del romanzo rivela qualcosa che è meglio non rivelare, tornando anche sull'impeto teologico iniziale.

Lunedì 13 Dicembre 2004 at 3:32 pm | | letture | Tre commenti

Vado e torno

Ci vediamo tra una settimana circa.

Giovedì 02 Dicembre 2004 at 2:53 pm | | riCercare | Sette commenti