Pausa caffé (Giorgio Falco)

Sono in ritardo di tre-quattro libri; sono stato via in paesi del vicinissimo est, tra lavoro e sole. Comincio da Pausa caffé (G.Falco, Sironi 2004); scriverne mi pesa. Sono oltre trecento pagine di storie di moderno precariato, nelle sue varie declinazioni, sotto forma di racconti, prose poetiche, registrazioni. Leggendo freddamente, qualcosa poteva essere tagliato, poiché a racconti godibilissimi si inframmezzano registrazioni di dialoghi di call center, storie di Omnitel, e cose così. Ma la massa di testo che ne risulta è funzionale all'idea di caos che ne origina, all'agire da animali impauriti dei personaggi descritti. Ha ragione chi parla di testo politico, anche se la politica esplicita non è cosa di cui si occupano (di cui abbiano tempo e modo di occuparsi) i precari di Pausa caffé. Mi ha ricordato il Pagliarani de La ragazza Carla, per i temi e l'accostamento tra materiali diversi. Libro importante, non semplice da leggere.





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