Recensione sul Gazzettino

Domenica 18 luglio, sul Gazzettino, è stata pubblicata una recensione di M.B.Tolusso a Algoritmi.

Gli Algoritmi di Della Mea

Che cos'è un algoritmo? Una serie di operazioni logiche e algebriche, espresse in linguaggio comprensibile all'elaboratore, la cui sequenza costituisce un programma. Un procedimento meccanico che permette la risoluzione di problemi mediante un numero finito di passi, insomma un procedimento sistematico di calcolo. Non si scandalizzino quindi i cultori dell'ars poetica, se per spiegarceli, i suoiAlgoritmi (Lietocolle, 49 pagine, 10 euro), il friulano Vincenzo Della Mea si affida proprio al verso. Da un lieve disagio iniziale, in queste espressioni di "logica" che pur vanno a capo così come vuole il genere, rimane di più un senso di straniamento, leggendo ciò che solitamente non appartiene al tradizionale ambito poetico.

Della Mea mette in versi quello che siamo abituati a scorrere su manuali scientifici, tentazione già in atto daL'infanzia di Gödel (La Barca di Babele, Meduno, 1999) che qui assume una sua struttura precisa con l'aggiunta di un nutrito apparato di note ai testi. Si tratta di un libro da "terza cultura - sottolinea Franco Buffoni nell'introduzione - dove le due anime che lo compongono, l'endecasillabo e il mega-byte, nel processo di fusione portano a un risultato alto sul piano letterario e persino autorevole su quello della divulgazione di linguaggio e nozioni scientifiche". Ciò che costituisce oggetto di interesse di una certa cultura, può costituire anche la ragione d'essere delle sue narrazioni e, perché no, destrutturazioni.

E forse non sarà del tutto casuale che un libro dal titolo "rigoroso" ci porti invece laddove una certa "casualità" la fa da padrona, ovvero a ricordare che la "scimmia di Eddington/ pestando a caso su una tastiera/ potrebbe scrivere questa poesia./ Magari col tuo nome come autore". Sono i versi conclusivi della raccolta, versi compresi in un testo che porta il titolo diPoeta, e che lasciano un ampio margine di traduzione a uno stato di cose che certo non si risolve solo in base a regole e logiche. Ma c'è tutto un mondo di vincoli (anche doppi, alla Bateson) e di interpretazioni che alimentano questa interessante operazione. Una dimensione di paradossi e dimostrazioni che, forse al contrario di ciò che si apprende a prima lettura, vogliono proprio "alleggerire" quello che difficilmente è catalogabile come "leggero". E se si scorge qualche similitudine "umana" tra i fraintendimenti di un linguaggio che si crede perfettamente calcolabile (Desideri), il gioco delle forme non impedisce l'irruzione di tutto il resto e anche nel non detto, o detto a colpi di eccessi scientifici, si dice ("Rumore") e si concede pure alle leggi del "sentimento". Come se il moltiplicarsi e il perfezionarsi delle forme, addirittura delle formule, non bastasse (mai?) a contenere l'irruenza della vita.

Mary B. Tolusso

da Il Gazzettino, 18 luglio 2004

Martedì 20 Luglio 2004 at 3:25 pm | | evidenziatore, doubleVie

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