La misteriosa fiamma della regina Loana (U.Eco)

U.Eco In ferie ho letto poco. Ho comunque finito La misteriosa fiamma della regina Loana (U.Eco, Bompiani 2004). L'ultimo tomo di Eco è illustrato, a colori, e diviso in tre parti.
Nella prima il protagonista, sessantenne, si risveglia da un incidente, senza ricordi della sua vita ma ricordandosi praticamente tutto il resto (e sostanzialmente le sue letture). Ricomincia una vita con moglie e figlie, finché non va a passare un periodo nella sua casa d'infanzia. Nella seconda parte ripercorre libri, quaderni, fotografie, dischi di quand'era piccolo, cercando tracce per capire com'era prima. Riesce a capire qualcosa di sè e della sua famiglia, ma ad un certo punto... Si passa alla terza parte, dove ricorda tutto, in modo torrenziale, con sorpresa finale.
Che dire: l'idea è bella, e la seconda parte è molto piacevole per due ragioni: il periodo ricostruito è quello dell'infanzia di Eco, e quindi il fascismo e la guerra; il metodo della ricostruzione comprende la rilettura dei libri d'infanzia, il ritrovamento di vecchi temi e poesie, l'ascolto di dischi, nel tentativo di ricostruire la formazione della propria personalità: questo è per me intrigante, anche perché, da lettore appassionato, mi capita di pensare a quali siano stati i libri che mi hanno formato, che sono visibili in quello che sono adesso (istintivamente per esempio direi Robinson Crusoe). Poiché il protagonista del libro di Eco non sa niente di sé, nella sua ricostruzione ci sono dei buchi che non sa riempire, e che sono dovuti ad esperienze di vita "reale" (due in particolare, una banale ed una meno), non reperibili sui libri. 
Nella terza parte i buchi si riempiono: il protagonista inizia a ricordare tutto in modo disordinato, e non dico altro perché di questa parte, almeno in questa forma, avrei fatto volentieri a meno.  Se la seconda parte è una specie di giallo che si svolge tutto dentro le stanze di una vecchia casa contadina, la terza è una specie di backstage, dove si rivelano quelli che per me sono quasi dei dettagli, per di più a seguito di un espediente abbastanza banale.
Comunque, il nucleo centrale della seconda parte è interessante. Interessante la schizofrenia del sistema, le canzoni ufficiali del fascismo e Pippo non lo sa (tra l'altro, appariva in un suo divertentissimo pastiche del primo Diario minimo), l'esaltazione della forza e le battaglie perse, insomma, cose che non serve essere vissuti in quell'epoca per conoscere...

Lunedì 23 Agosto 2004 at 10:08 am | ¶ | letture

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