Fiction (G.Mozzi)
Andando a
Dublino, invece di rileggermi la tesi di dottorato che avrei dovuto
leggere, ho finito Fiction (G.Mozzi, Einaudi 2001), prestatomi un paio
di giorni prima dall'amica S., grande ammiratrice di Mozzi forse
spiazzata da questo libro (questa nota è per strapparle un commento, so
che passa di qua ma nemmeno saluta...). In Fiction c'è una serie di
racconti, tratti oppure no da storie di cronaca vere, e spesso
accompagnati da materiale aggiuntivo come articoli di giornale,
dichiarazioni, etc; materiale vero oppure no. Alcuni racconti non sono
scritti da Mozzi ma da altri artisti, veri oppure no. Un bel caos tra
vero e non vero, "contro" la fiction (cioè la finzione, imitazione) in
quanto contrario dell'invenzione.In mezzo a tutto ci sta Narratology, un racconto/manifesto programmatico che "chiarisce" le posizioni di Mozzi (a meno che non sia fiction
Ora sono pronto per Il suicidio di Angela B..
nove commenti
Io l’ho letto un annetto fa, su suggerimento di un mio amico, e l’ho trovato molto noioso: specie nell’uso della forma epistolare, che Mozzi riesce a rendere più pesante e indigeribile anche rispetto a David Grossman (giusto per citare un autore che, in certe cose, gli rassomiglia).
Io l’ho letto dal punto di vista del rapporto tra vero e non vero: in questo, mi è piaciuto. Poi è vero che le voci sono tutte uguali: tutti i personaggi parlano più o meno la stessa lingua, a volte troppo curata. Ho preso anche questa come una scelta precisa: anzi, ho presa, come direbbe ogni personaggio del libro come pure il loro autore.
Io non lÂ’ho letto, ma mi chiedo se il buon Giulio avesse in mente il punto di riferimento delle Ficciones di Borges.
Mozzi. Dopo averlo incontrato nel condominio, nonchè nelle risse condominiali dei blogger che gli si accalcano attorno per toccare un lembo del suo vestito (il link è alla mia sinistra, praticamente sullo stesso pianterottolo), lo sto studiando. Interessante. Forse comincia a chiarirmisi l’intenzione dello scrittore… quel gioco di sdoppiamenti e mascheramenti che i blog incoraggiano… Anche i suoi libri sono interessanti.
p.s. ma perchè scrivo tre puntini di sospensione, o di reticenza, e vengono fuori quelle barrette nere?
Giovanni: probabilmente è il carattere “tre puntini” che viene tradotto male (forse dal tuo browser, perché io vedo bene).
No, non avevo in mente Borges, che ho appena leggiucchiato. – Va chiarito, forse, che gli “altri artisti” che hanno collaborato a Fiction sono immaginari (cosa che non impedisce loro di scrivere racconti, partecipare a mostre di arti figurative eccetera). – Fare un libro intero in forma epistolare (più precisamente: prevedendo sempre un lettore implicito) può in effetti non essere stata una grande idea.





Ieri sera ho stirato quasi tutto il cestone. E sono anche riuscito ad ascoltare tutto Clapton, Unplugged.
La parte più dura è stata su un paio di pantaloni di mio figlio, con mille tasche esterne. Ti mettono a dura prova, ci vogliono nervi saldi. Un lavoro da duri.