
Calvino, quello di
Se una notte d'inverno un cacciatore; poi, i
personaggi di Wodehouse (a parte la questione sesso, che per gli
abitanti del castello di Blandings proprio non esiste). E' questo quel
che mi è venuto in mente iniziando a leggere
Il petalo Cremisi e il
bianco (M.Faber, Einaudi 2004). Come Martel, anche questo libro l'ho
letto senza prepararmi in alcun modo; quindi le prime sensazioni sono
state forse poco ortodosse. Per il resto, è un romanzone del genere di
quelli che vado a pescare (uno o due secoli prima) quando mi disamoro
appena della lettura ed ho bisogno di una carica di trame e passioni.
Mille pagine nella Londra di fine '800, tra prostitute, nobili e
industriali più o meno rampanti. Mi sarei aspettato un non so che di
più, o di meno, visto che è scritto nel terzo millennio (va bene, il
finale è aperto). Comunque l'ho letto volentieri. Non dico altro perché chi me l'ha prestato passa di qua...
io l’ho trovato uno del libri migliori dell’anno!!!