
Ci ho messo oltre un mese per leggere i sei saggi di Luigi Sertorio
raccolti sotto il titolo di
Storia dell'abbondanza (Bollati Boringhieri
2002); e sono solo 180 pagine circa. Sertorio è un fisico che ha anche avuto un ruolo politicamente
nella NATO. Si può dire che il libro sia costruito attorno alla
definizione di consumismo alternativa data dall'autore in chiusura:
"modo di funzionare di una società basato sul consumo di petrolio".
Sertorio nei vari saggi spiega (secondo lui) come ci si è arrivati,
perché l'apparente benessere che deriva dal consumismo non può essere
per tutti, perché non può durare, perché chi controlla l'energia cerca
di difenderne il controllo anche con le bombe, e che conseguenze ha
questo per le politiche del solare e del nucleare (ed in definitiva,
per l'ecosistema). Il tutto con l'ausilio di matematica e fisica.
Un libro interessante, che si potrebbe inserire nel filone new-global,
a meno di un paio di dettagli relativamente anomali e proprio per
questo ancora più interessanti. Sertorio infatti su solare, nucleare e
alternative vegetali al petrolio esprime dei punti vista leggermente
diversi da quelli usuali dell'ecologismo (almeno di quello più
mainstream: non sono un esperto in materia). Una nota alla scrittura: ogni tanto
sembra un po' approssimativo.

Sabato 29 gennaio alle ore 18, al Circolo Culturale
Pabitele di Udine, ci sarà la presentazione del numero 10 della rivista
Daemon.
La presentazione è accompagnata da un reportage fotografico dalla
rassegna internazionale di fumetto di Pancevo (Serbia), e letture
poetiche di
Pierluigi Cappello,
Alberto Cellotto,
Azzurra D'Agostino e
io. Altri dettagli nel seguito del post.
(leggi il resto)

Qualcuno rilegge i libri
dell'infanzia? Io ho un ricordo fortissimo di alcuni libri che ho letto
da bambino,
libri che però ho perso nei vari
traslochi post-terremoto. Ricordo bene alcuni dettagli apparentemente
insignificanti, più o meno parti della trama, qualche
personaggio; non ricordo di solito titolo ed autori, il che
rende difficile ritrovarli.
Però ogni tanto ho qualche colpo di fortuna.
Uno dei libri che mi stavano a cuore raccontava di una banda di ragazzi
in guerra contro un'altra banda, in periodo di guerra. Che dettagli
ricordavo? Scavo di trincee, e dei fiammiferi antivento. Capirai...
Invece, mentre cercavo dei libretti da regalare ai figli di una coppia
di amici, mi è cascato l'occhio su
Una banda senza nome, di Guido
Petter (Giunti 1972, ristampato nel 2004); aiutato anche dall'aspetto
vintage della copertina. Scorsa all'indice: uno dei
capitoli si intitola I fiammiferi a vento. Preso e riletto in un attimo.
Età consigliata: 11-13 anni. Età mia: tre volte tanto.
Un altro libro che invece ho cercato con una certa cura è stato
La
soffitta sconosciuta di John Rowe Townsend (Oscar Ragazzi, 1974): una
storia un po' cupa, che mi è rimasta incisa dentro. Questo ce l'ho in
fotocopia; trovato grazie a Internet circa cinque anni fa. Nel seguito
del post, se a qualcuno può interessare, ho allegato un messaggio che
all'epoca avevo spedito ad un'amica per raccontarle del ritrovamento.
Adesso forse sarebbe più facile... o forse no.
(leggi il resto)

... sequestrato durante un esame scritto. Non era nemmeno l'unico
oggettino in circolazione, ma l'unico per cui avessi certezze (sono
troppo garantista).
Comunque mi sono offeso meno di quando ho trovato tutto il programma su un post-it.
Mercoledi 19 gennaio, alle ore 21,
wu ming 1 presenta il suo "oggetto narrativo"
New Thing al circolo culturale
Pàbitelé (a Udine, in via Fiume).
Technorati Tags: wuming1, romanzo, udine

...sarà in
Molvania.
Dopo avere letto questa guida, ho deciso così. Una recensione di
Molvania. Una terra mai raggiunta dai dentisti (S.Cilauro, T.Gleisner,
R.Sitch, Rizzoli 2004) si trova
qua.

Lettura delle feste:
L'opera struggente di un formidabile genio (Dave
Eggers, Mondadori 2000). E' un libro di culto (dirò subito: a ragione), anche
se in linea di massima cerco sempre di resistere alle sirene, quando
cantano troppo presto (e non solo in attesa dell'edizione tascabile).
Come descriverlo? E' un'autobiografia megalomane che deborda fino agli
elementi paratestuali del libro (i ringraziamenti, la prefazione,
l'onestissima nota che dichiara che è un'opera di fantasia solo dove
non è riuscito a ricordarsi perfettamente le cose, etc). Narra un
doppio evento tristissimo: la morte di entrambi i genitori del
protagonista. Però è un libro spesso divertente. Il protagonista
ventenne deve tirare su il fratello di otto anni, facendogli da
genitore; nel mentre, fonda una rivista alternativa di poca fortuna. E'
postmodernamente autoreferenziale: , il protagonista si interroga su
come starebbero certi resoconti nel libro, i personaggi secondari ogni
tanto si ribellano (John, sul libro stesso: "Lo sai di cosa si tratta?
Di
entertainment. Se fai un paio di passi indietro, ti accorgerai come tutto sia diventato uno show."). Il genere è decisamente "abbuffata".
Mi sa che leggerò qualcos'altro, di questo Eggers. Così mi accerterò
della correttezza del titolo (l'opera è struggente, ma non basta un
libro per un genio. O no?)
... è arrivato lo spam. Ho appena cancellato una quarantina di
commenti, quasi un'intera farmacia; ho aggiornato Pivot alla versione
più recente ed aggiunto un meccanismo che dovrebbe tenere lontani gli
spammer.
Se ci sono problemi coi commenti, per favore ditemelo (non vorrei che il filtro filtrasse troppo)
.
Ah... viceversa, se qualcuno usa Pivot come piattaforma e vuole sapere cosa e come ho fatto, sono qua.
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