Lo stato dell'unione (T.Avoledo)
Non mi ero accorto che fosse giÃ
uscito Lo stato dell'unione (T.Avoledo,
Sironi 2005), ma un amico si. Così, complice un viaggio in treno a
Verona, l'ho letto. Dico subito che mi è piaciuto più di Mare di
Bering; riguardo all'Elenco telefonico di Atlantide, non saprei che dire perché
quella volta c'era anche la curiosità per l'opera prima. Quest'ultimo libro è ambientato in una regione che decide di "sviluppare" una sua identità celtica; l'assessorato alla cultura affida quindi una immensa campagna pubblicitaria ad un creativo in cattive acque. Essendo la regione non più celtica delle altre, ovviamente la campagna non sarà pulitissima; e, avoledianamente, ci sarà pure qualche mistero.
Per chi vive in Friuli, il divertimento è assicurato, e per qualche personaggio è fin troppo semplice trovare un'equivalenza nella politica regionale degli ultimi anni. D'altra parte, la campagna parte da una mostra sui Celti esplicitamente copiata da una fatta in Friuli, molti anni prima. Fantapolitica quindi, ma non troppo, se non negli esiti finali.
Nel bilancio generale del romanzo c'è un solo punto che mi è parso eccessivo, e che non posso rivelare. Dirò solo che è verso il finale; finale che, come negli altri due libri di Avoledo, è la parte meno solida, quasi chiusa di corsa e con spreco di fuochi artificiali. Nel complesso però è molto piacevole, di ritmo sostenuto, difficile da abbandonare.





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