Tutto bene, professore? (U.Fiori)

U.Fiori Conoscevo Umberto Fiori come (bravo) poeta; qualcuno lo ricorderà invece come leader degli Stormy Six. Comunque, nei giorni scorsi ho letto quella sua specie di diario di un insegnante che è Tutto bene, professore? (Baldini e Castoldi 2003). E' un libriccino smilzo alla Starnone, tranne che è più esplicitamente politico nei giudizi (ma forse nei libri che ho letto io di Starnone non si era ancora arrivati alle tre i...).
Fiori parla di modernizzazione della scuola vista (dal legislatore) esclusivamente in termini di aziendalizzazione, come se fosse la panacea; della scuola come preparazione al lavoro invece che alla vita.
E' un libro che mette tristezza, prevalentemente. Io gli studenti li vedo al livello successivo, ed i problemi sono gli stessi, tranne per il fatto che all'università un docente -anzi, un formatore, nel formatorese in uso oggi- può non sentirsi in dovere di essere anche educatore.
Sabato 19 Febbraio 2005 at 11:26 am | ¶ | letture, riCercare

tre commenti

davide l. malesi

Il fatto che l’Italia si riempia sempre più di adolescenti e post-adolescenti che sono in gran parte coglioncelli senza spina dorsale, è una responsabilità che i legislatori d’oggi dovranno assumersi, quando per la Storia sarà il momento d’assegnare determinate colpe. O forse riusciranno a dare la colpa a qualcun altro, visto che di scansare le responsabilità ne han fatto quasi un mestiere (e quelli di sinistra non sono tanto meglio).

davide l. malesi, (URL) - 19-02-’05 12:42
remix

formare al mondo del lavoro è un’impresa difficile. spesso coloro che si rifanno al “formatorese” (inteso come linguaggio, ma anche come metodologia) non sanno altro che dar consigli su “come adattarsi al mercato flessibile”, anche se loro – quel mercato – non l’hanno mai visto perché assunti a tempo indeterminato da una vita. in altre parole ti consigliano la marca migliore di vaselina e ti propinano chili di orrende presentazioni in powerpoint, dove ricorrono frasi tipo “sapersi vendere”.
la questione del vendere e del vendersi, bella differenza tra i due concetti. il formatore dovrebbe avere il coraggio di dire qualcosa di sensato, che a volte significa un bel calcio in culo a certi giovincelli. ma chi si prende questa responsabilità? pochi. ah, dimenticavo… secondo me un docente, o formatore, non deve essere un educatore.

remix, () (URL) - 21-02-’05 13:37
Vincenzo

Davide: concorderei, ma in quel momento avanzerà qualcuno lucido?
Remix: il calcio in culo non è solo responsabilità. In università uno degli obiettivi da perseguire (con conseguenze economiche) è evitare gli abbandoni…
Comunque secondo me fino ad una certa età l’educazione passa anche per la scuola.

Vincenzo, (URL) - 22-02-’05 20:33
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