Michael Gorman sui bloggers
"Given the quality of the writing in the blogs I have seen, I doubt that many of the Blog People are in the habit of sustained reading of complex texts. It is entirely possible that their intellectual needs are met by an accumulation of random facts and paragraphs."Michael Gorman, presidente della American Library Association, sul Library Journal.
Da quel che ho capito, era stato criticato per un suo articolo sul Los Angeles Times in cui a sua volta criticava la digitalizzazione dei libri proposta da Google ("Google and God's mind"). Qualcosa di utile nell'articolo c'è: basta seguire la traccia del sottotitolo ("The problem is, information isn't knowledge. ").
quattro commenti
Faccio l’avvocato del diavolo: se l’unico contatto di Gorman con i blogger sono stati dei computer-dipendenti assatanati, ne avrà tratto quell’impressione e basta.
Sulla digitalizzazione, sono d’accordo con te. Sono d’accordo con lui che il solo avere a disposizione l’informazione non significa possedere conoscenza, e dal punto di vista educativo è una questione importante.
Comunque, sei mai stato al sito http://www.bibliotecaitaliana.it??
Diciamo che è una specie di LiberLiber istituzionale, interessante.
Per il mio libro, mi hai fatto scoprire tu che si compra anche su IBS. Se tu fossi andato direttamente al sito di Lietocolle, potevi comprarlo da lì… il servizio è molto veloce, di solito.
Ormai il tuo libro arrivarà tramite ibs, che comunque mi ha un pò deluso. Su dieci libri ordinati, ben due non sono disponibili. Sono curioso di leggerlo.
Il sito biblioteca italiana è una meraviglia: avevo perso Leporeo (insieme ad un amore: perdo le due cose insieme, di solito…) e lì c‘è tutto. Vedo che anche da noi qualcosa comincia a muoversi. Non siamo ancora al livello di gallica, la biblioteca nazinale francese online, ma è già gradevole. Per il tuo prossimo libro, ordinerò da Lietocolle.
Saluti cordialissimi.






Ho letto gli articoli che segnali. Gorman ha due parti di ragione e due di torto, secondo me. Lui riceve critiche dai bloggers e se la prende con quelli che lo criticano, pensando che sia tutto così. In realtà mi sembra attendibile l’idea che molti bloggers possano o vogliano solo fare diario e frammenti (guarda me…), ma trascura il fatto che ci sono autori di blog che leggono moltissimi libri e anche lunghi; e molti blog letterari, giornalistici, “d’autore”, producono concreta conoscenza e cultura molto al di là dell’informazione che secondo lui non è cultura. Condivisibile la sensazione che si legga troppo frammenti, e che Google e i motori di ricerca incentivino questo. Ma l’esperienza di chi con i motori ha tante volte trovato conoscenza e non solo informazione e frammenti contraddice certo suo estremismo.
Discorso aperto, poi, quello sull’utilità di digitalizzare interi libri. Può essere vero che si tratti di uno spreco, per molti versi, ma lui non pensa all’utilità per una persona posta in un punto qualunque del mondo di poter leggere presto e studiare testi difficilmente reperibili in tempi umani: già solo per trovare il tuo libro di poesie in versione cartacea ci sto impiegando tre settimane: e parliamo di un testo italiano cercato da un residente qui.
La digitalizzazione mi sembra poi estremamente utile (su questo è d’accordo anche lui) per repertori, enciclopedie e dizionari…
Ma anche per tutta la manualistica ad esempio informatica e tecnica in genere: quanti metri cubi di manuali dovrei avere? e dopo tre mesi sono vecchi!
Che dire poi dei libri di scuola, che Gorman considera indispensabile avere in carta? quelli di mio figlio al liceo fanno pena, e cambiano insulsamente ogni anno in cento piccoli particolari: inoltre vengono studiati a piccole rate. Molto meglio stampare!