Con le peggiori intenzioni (A.Piperno)
Facciamo finta che io non abbia seguito certe recenti polemiche sui
blog e sui giornali, e non abbia sentito parlare di pauperismo e cose
così. Naif, entrato in libreria, comprato un libro con in copertina un
motoscafo seguendo il consiglio di una cara amica di cui mi fido.E così mi sono letto l'opera prima di un esordiente, Con le peggiori intenzioni (A.Piperno, Mondadori 2005); esordiente molto giovane (che vuol dire più giovane di me...).
Con le peggiori intenzioni è la saga in discesa di una famiglia ebrea di Roma, i cui membri sono tendenzialmente dediti alla bella vita in tutti i sensi, ad esclusione della voce narrante, rampollo più propenso ad una forzata astinenza. L'ambiente descritto a me è ignoto: pariolini, soldi spesi senza problemi, a me fanno un effetto esotico non da poco.
Scritto bene, soprattutto scritto in una forma abbastanza anomala in questo periodo, sarcastico o ironico (io, devo ancora decidere...), mi pare un bel romanzo, anche se mi sento di distinguere tra la prima parte, dove ho faticato a interrompere la lettura quando si faceva troppo tardi, e la seconda, in cui invece la tensione iniziale si perde, e l'espediente che porta alla chiusura mi pare un po' tirato per i capelli.
Proustiano in modo esplicito per come tratta la memoria, Piperno punteggia una lingua generalmente alta con piccole volgarità del parlato, ottenendo un effetto molto romano e, mi pare, personale.
Chiudo rapidamente: a parte i paragoni un po' esagerati che fanno parte dell'inevitabile battage attorno ad un autore su cui si punta molto, mi pare che come opera prima sia notevole, e attendo con interesse prove più mature.





Mi sento di concordare praticamente al 100%.