Atomico Dandy (P.Pallavicini)
Domenica d'ozio leggendo Atomico Dandy
(P.Pallavicini, Feltrinelli 2005), comprato sabato a Venezia in
chiusura di una bella giornata di cibo, spritz e un paio di chiese (*).
Ero curioso di vedere come un ricercatore potesse rendere in narrativa
l'ambiente scientifico-universitario, ma poi mi sono fatto prendere ed
il libro è finito. Direi che già questo è un giudizio positivo: la
trama è senza dubbio sempre avvincente.Ci sono due piani temporali, più un terzo secondario (per numero di capitoli dedicati, non per altro). Il protagonista è un sostanzialmente antipatico professore di successo, con tendenze decadenti. Nei capitoli dedicati al 1986, il protagonista si forma scientificamente (con la tesi) e sessualmente (goffo e tutt'altro che precoce); inizia anche a formarsi politicamente, o meglio, a fare una rocambolesca transizione fascismo-piuomenocomunismo. Nel 2002 ha fatto carriera, ha sostituito il suo maestro nella gestione del dipartimento, è sessualmente iperattivo e promiscuo, danaroso, sempre dandy. Lo scambio tra i due piani è ben realizzato, ed anche il terzo è una sorpresa ben riuscita (sto cercando di non dire troppo).
E' scritto bene, è divertente, alcuni aspetti della vita universitaria sono resi in modo onesto, anche se l'eccezionalità del personaggio modella il dipartimento in una forma improbabile (statisticamente improbabile, non impossibile!), e dà luogo a qualche passaggio spericolato.
Lo metto di fianco ai libri di Avoledo. Tranne che, e quasi mi spiace dirlo, è scritto meglio.
(*) Ai Ss. Giovanni e Paolo ho trovato una statua della Malinconia di Melchiorre Barthel molto interessante, soprattutto a guardarla da vicino. Nasconde un segreto che secondo me non molti scoprono.
cinque commenti
Carlo: direi qualcosa di più. C‘è una bella ricostruzione del 1986, per esempio, che a posteriori mi ha fatto rivedere con altri occhi un anno per certi versi cruciali (Chernobyl, la Libia, …).
E c‘è il personaggio con cui è difficile identificarsi (o anche solo apprezzare), cosa poco da ombrellone.





Una bella recensione su “Atomico Dandy” l’ha scritta proprio Avoledo.