Saggio sulla lucidità (J.Saramago)
Non leggevo un Saramago da un po'. E' stato il turno di Saggio sulla luciditÃ
(J. Saramago, Einaudi 2004). Come ogni volta, le prime, non poche
pagine servono per addestrarsi alla lingua particolare che Saramago
impiega; addestramento che costa fatica ma poi rende. In questo romanzo, gli abitanti della capitale di uno stato non ben definito votano in massa scheda bianca alle elezioni; le elezioni vengono ripetute, e il fenomeno si ripete con ancora maggiore forza. Questo dà inizio ad una specie di assedio, nel tentativo inutile di trovare i responsabili di una eventuale cospirazione, nonostante il fatto che votare scheda bianca sia legale. Il tentativo sfocia nell'identificazione di un capro espiatorio (che è poi un personaggio proveniente da un'opera precedente di Saramago).
Saramago è sempre politico nei suoi romanzi, e qui lo è in modo ancora più esplicito, poiché si occupa direttamente del sistema democratico e dei suoi metodi di autodifesa. C'è dell'utopia (la città , senza polizia e senza controlli, si autoregola e funziona comunque); c'è una buona dose di fiducia nell'informazione, o perlomeno di quella parte che andrebbe sotto il nome di controinformazione; ma il finale non lascia scampo.





Assai invitante. Entra nel girone di selezione per i libri da portare in campeggio. La gara si è appena aperta, e i libri già in scaffale fanno un’accanita concorrenza, ma questo di Saramango sembra meritare l’acquisto. Di questi tempi, il tema della democrazia e dei suoi paradossi pizzica la mente…
Ciao