
Quasi per sbaglio, sono finalmente riuscito a leggere
Gioventù
(J.M.Coetzee, Einaudi 2002). Storia di apprendistato artistico e
sentimentale di un programmatore, che non riesce né a vivere, né a
lavorare, né a scrivere, tutto preso da modelli letterari che comprende
solo superficialmente. Sullo sfondo, Sudafrica ed Inghilterra degli
anni '60. Sospendo il giudizio:
mi è piaciuto,
l'ho letto volentieri, l'ho dovuto divorare e non ho ancora capito perché (il che forse è uno degli aspetti interessanti del libro).
io ho da poco letto “Vergogna” di Coetzee e mi ha fulminata per la sua scrittura così asciutta e senza sconti, diretta e cruda, ma con una lieve nota di ironia che riesce a far assorbire i colpi che la storia assesta pagina dopo pagina