Il fucile da caccia (I.Yasushi)
Quando ci troviamo per preparare le letture di Librarsi
(a proposito, prossima puntata: mercoledi 18), portiamo diversi libri a
testa e poi facciamo selezione. Capita che un libro non selezionato
passi di mano in mano, e si fermi in mani diverse da quelle di
partenza. Proprio questo è successo con Il fucile da caccia (Inoue
Yasushi, Einaudi 2004), breve romanzo epistolare di un autore che non
avevo nemmeno mai sentito nominare; questa è la sua opera prima, e risale al
1949.Un'introduzione, e quattro lettere ad incastro, che presentano un evento da tre punti di vista. Il tema del libro è probabilmente il punto di vista mancante. Lingua: quel che nella mia ignoranza mi aspetto da uno scrittore giapponese.
Una lettura piacevole, di quelle adatte a interrompere, senza distrarmi troppo, la lettura del Tom Jones di Fielding.
due commenti
Diciamo che il mio post è un po’ superficiale nella terminologia: però non è alternativo al tuo commento. “Piacevole”= mi è piaciuto; “senza distrarmi troppo” = “è così breve che posso tornare a Tom Jones senza smarrimenti. L’ho letto a causa di una parte dell’ultima lettera: quella sull’amare ed essere amati.





Devo dire che a me è piaciuto assai, e non mi è sembrato neanche così ‘leggero’: ci ho trovato una bella pienezza di significati.