
Era da tempo che non scrivevo un post nella categoria
letture. E' il turno di
La porta
(M.Szabò, Einaudi 2005): da quel che ho capito, il capolavoro della più
grande scrittrice ungherese (che non conoscevo). La trama è semplice e
apparentemente poco invitante: una scrittrice ha un rapporto
conflittuale ma (col tempo) affettuoso con la sua anziana domestica.
Questa semplicità mi ha fatto iniziare con titubanza la lettura, ma in
realtà Emerenc, la rude domestica, è un personaggio estremamente
interessante. Ha attraversato la storia, e ne porta tracce che
raramente esplicita, se non in modo quasi casuale. Vive quasi solo
pubblicamente, lavorando per tutto il vicinato: ma quel poco di vita
privata che ha, cioè la sua casa, è completamente privato (nessuno o
quasi passa la porta del titolo, che è quella di casa sua. In
più, c'è il conflitto tra la lavoratrice intellettuale e la lavoratrice
manuale, senza prese di posizione semplificatrici. C'è anche qualcosa
che non mi va, ma non ho ancora identificato cosa (forse certi passaggi
dell'epilogo drammatico, appena scontati).
Grazie Vincenzo
Sebastiano