Babylon (V.Pelevin)
Ho dato una seconda possibilità a Pelevin: dopo La freccia gialla, è stato il turno di Babylon (V.Pelevin, Mondadori 2000), trovato in un supermercato tra i remainders. 4.90 € ben spesi, spesi benissimo: mi sono divertito, e non ho trovato quell'eccesso di orientalismo, orientalità, o simili, che mi aveva fatto poco apprezzare due dei tre racconti de La freccia gialla. Qua c'è comunque qualche eccesso orfico/spiritualeggiante, prevalentemente dovuto ad assunzione di droghe, però si inserisce in un contesto babelico in cui ha, o può avere, un suo senso (da me comprensibile e/o apprezzabile). In particolare, la teoria dell'oranus (trad. boccaculo) è piuttosto accattivante, e mi ha ricordato certe posizioni di Tommaso Labranca; non penso si applichi solo alla Russia post-comunista, anzi.
sei commenti
Ciao Vincenzo, l’antologia mi interessa molto: verrò alla Fiera a Roma e la prendo lì.
Sugli psicologi: ho fatto sedute da qualche “comportamentale” e devo dire che sono formidabili. Mentre ho amiche che vanno da anni da “freudiani” e sono sempre lì. Interessanti le tue segnalazioni su Pelevin; peccato che io sia in un periodo di scarse letture letterarie; lo metto da parte per tempi migliori.
Mohole: grazie per i consigli, questo comunque mi è piaciuto molto.
Hugo: hai ragione, però penso sia una questione di gusto personale, anche; in ogni caso a Pelevin ci sono arrivato grazie ad un articolo letto sulla rivista Daemon, un numero di un annetto fa sull’Europa dell’est.





Prova con le raccolte di racconti “La lanterna blu” e “Un problema di lupi mannari nella Russia Centrale”, potrebbe andare meglio.