
Mercoledi 1 febbraio, alle 21:30, al
Circolo Pabitele di Udine ricomincia "
Librarsi - letture che sollevano": il tema della prima serata è "
Liber(a)Tutti", e vedrà letture giocose da Pierluigi Cappello, Julio Cortázar, Fedor Dostoevskij, Dave Eggers, Ian McEwan, Luigi Meneghello, Amelie Nothomb, Josè Emilio Pacheco, Chuck Pahlaniuk, Giancarlo Sissa. Più informazioni, per questa e le prossime serate,
qui.
Il
31 gennaio 2006, alle ore 18, presso la libreria
Archivi del '900 di Milano si terrà la presentazione ufficiale dell'antologia poetica "
Verso i bit - poesia e computer", curata da me e Gianluca D'Andrea. Nata da un concorso indetto nel marzo 2005, che prevedeva l'invio dei contributi via mail sul tema del rapporto/contagio del linguaggio informatico con la poesia, l'antologia presenta una raccolta eterogenea per stili con testi di poeti noti e meno noti. La presentazione, inserita nel ciclo di incontri "Poesia contemporanea - ipotesi di tendenze", prevede una introduzione di Franco Buffoni, interventi dei due curatori, e letture da parte di alcuni dei poeti coinvolti.
Maggiori informazioni qui.
Ho avuto paura, ma alla fine l'ho letto: La fame che abbiamo (D.Eggers, Mondadori 2005). Paura perché a me L'opera struggente di un formidabile genio era piaciuta, ma mi era parsa poco replicabile, se non con un ribaltone stilistico totale, e, forse, anni e anni di tempo a disposizione. Nel frattempo, Eggers ha scritto altro (che non ho letto), finché un caro amico che riceve i libri dalle case editrici mi ha regalato quest'ultima raccolta di racconti, così non ho avuto scuse.
Che dire? I racconti sono in generale piacevoli, ricordano in continuazione al lettore che l'autore è il formidabile genio dell'opera struggente, ma il ribaltone stilistico non c'è stato. Alcuni sono belli, altri sono esercizi.

Non appena uscito ma un po' dopo:
Le intermittenze della morte (J.Saramago, Einaudi 2005) è stata la mia (veloce) lettura di questi giorni. Saramago a me piace molto, soprattutto mi è piaciuto tantissimo il
Memoriale del convento. Gli ultimi romanzi mi prendono appena meno, ma c'è sempre qualcosa per cui vale la pena di leggerli. Ne
Le intermittenze della morte accade un evento impossibile come nel
Saggio sulla lucidità, ma anche in
Cecità, e risalendo indietro nel tempo, ne
La zattera di pietra. Nessuno muore più entro i confini di un paese immaginario, ed il paese stesso trova il modo di arrangiarsi, finché la situazione non torna un po' più normale (per modo dire). Ecco, se c'è una debolezza, è nel ritorno alla quasi normalità: succede forse troppo in fretta, senza giustificazioni in cui il lettore possa credere tanto quanto crede nell'evento iniziale.
UNVIÂR (Amedeo Giacomini, 1939 - 2006)
'A è in me vuê, tal pluj fons,
une posse inglassade, e a disfâle
a' nol baste il sâl dal tiò ben.
Un ajar di mil ans al é passât su di mé
scancelanmi tanche 'ne strade;
'i tu varèssis di lâ cumò come vuarbe,
menade dal tiò dolôr d'aghe sorgive,
ma tu rèstis ferme su la pedrade,
ingrisulide dal nuje che intôr 'a semene
la grivie man dal miò unviâr.
INVERNO. C'è in me oggi, nel più fondo, / una pozzanghera ghiacciata, e a disfarla / non basta il sale del tuo bene. / Un vento di mille anni è passato su di me / cancellandomi come una strada; / dovresti andare adesso come cieca, / portata dal tuo dolore d'acqua sorgiva, / ma resti ferma sulla pietra della fonte, / raggricciata dal nulla che semina intorno / la greve mano del mio inverno.
... io me ne sto zitto zitto per non sciupare sorprese, e
qualcuno ne scrive tranquillamente nei posti più inaspettati...
(miei, intendo)
Il 31 gennaio sono a Milano per la presentazione ufficiale dell'antologia Verso i bit; introduce Franco Buffoni, leggono alcuni poeti presenti nella raccolta. L'appuntamento è alle ore 18 presso la libreria Archivi del '900, nella serie di incontri Poesia Contemporanea / Ipotesi di tendenze. Poi il giorno dopo comincia la nuova edizione di Librarsi, presso il circolo culturale Pabitele di Udine (ore 2130); il tema della prima serata è Liber(a)Tutti. Mercoledì 8 febbraio alle 20:30 riproponiamo la serata più riuscita dell'edizione precedente di Librarsi (Seduzione Tascabile) all'enoteca Al posto di conversazione di Remanzacco, nell'ambito dell'iniziativa Un libro al bar.
Guerra (F.Buffoni, Mondadori 2005) è un libro di poesie civili molto intenso. Fedele al sottotitolo di questo blog,volendo parlarne con una certa ampiezza, lo faccio sul sito di
Lietocolle.
... mostra fotografica sulla Resistenza in Friuli, presso la Galleria Comunale d'Arte. Informazioni
qui.
... il n.7, in cui ci sono contributi di Benedetti, Dagnino, Desiati, e di altri tra cui qualcosa di mio (un testo che risale al 2001, ed a cui sono molto affezionato).

In questi giorni di semilibertà mi sono letto pure
Sabato (Ian McEwan, Einaudi 2005). Io sono (sono stato?) un suo affezionato lettore fin dal fulminante
Giardino di cemento, ma inizio ad allontanarmi. Gli ultimi 4 libri sono piacevoli da leggere, sono interessanti per il dilemma morale attorno cui, sempre, si fondano, ma... non so, mi sembra di leggere sempre lo stesso libro.
Sabato è la giornata (un po' particolare) di un neurochirurgo; ad occhio, direi 24 ore quasi precise (del resto, precisione è la cifra di McEwan). E' anche la giornata di una grande manifestazione contro la guerra a Londra, dove è ambientato il romanzo. Tra la guerra a Saddam e gli incidenti della giornata del neurochirurgo c'è un parallelo, anche se la fine è diversa. La partita a squash con l'amico anestesista è una riproduzione in scala di
Amsterdam. Il coprotagonista è almeno parente del coprotagonista de
L'amore fatale. Il protagonista compie un atto moralmente equivoco come succede in
Espiazione (non altrettanto dannoso, peraltro). A mettere in fila queste osservazioni mi sembra quasi più bello di quel che è stato leggendo...
E' on-line il numero 5-6 dell'Ulisse, incentrato sul tema-inchiesta "Le riviste cartacee italiane di poesia", consultabile all'indirizzo
www.lietocolle.com/ulisse. Oltre al tema-inchiesta, ci sono poesie di diversi autori, tra cui alcune
mie tratte da
Algoritmi.

Mi stavo dimenticando di registrare la lettura di
Perceber (L.Colombati, Sironi 2005). Il sottotitolo è "romanzo eroicomico", e penso gli stia bene, se non altro perché durante l'anno appena passato mi sono letto anche quasi tutto il
Tom Jones, e sono imparentati. Non posso però dire di avere letto
Perceber tutto d'un fiato: è un libro interessante, colto, divertente, ma "tanto", faticoso per la sovrabbondanza di sollecitazioni che offre al lettore. Essendo un'opera prima, mi pare quasi un (bel) campionario di quel che Colombati sa fare; magari in qualche opera futura userà con maggiore discrezione il suo strumentario. Segnalo anche il sito web di supporto al libro (con materiali aggiuntivi, divagazioni, etc: insomma, ulteriori sollecitazioni):
www.perceber.com.
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