Un poeta se ne va

UNVIÂR (Amedeo Giacomini, 1939 - 2006)

'A è in me vuê, tal pluj fons,
une posse inglassade, e a disfâle
a' nol baste il sâl dal tiò ben.
Un ajar di mil ans al é passât su di mé
scancelanmi tanche 'ne strade;
'i tu varèssis di lâ cumò come vuarbe,
menade dal tiò dolôr d'aghe sorgive,
ma tu rèstis ferme su la pedrade,
ingrisulide dal nuje che intôr 'a semene
la grivie man dal miò unviâr.

INVERNO. C'è in me oggi, nel più fondo, / una pozzanghera ghiacciata, e a disfarla / non basta il sale del tuo bene. / Un vento di mille anni è passato su di me / cancellandomi come una strada; / dovresti andare adesso come cieca, / portata dal tuo dolore d'acqua sorgiva, / ma resti ferma sulla pietra della fonte, / raggricciata dal nulla che semina intorno / la greve mano del mio inverno.

Lunedì 23 Gennaio 2006 at 10:21 pm | ¶ | succede

Un commento

vocativo

peccato! non so leggere il friulano… ma partecipo comunque.

vocativo, () (URL) - 24-01-’06 22:09
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