Iacoba ancilla - biografia imperfetta di una ragazza nel cinquecento (M.Giovannelli, KappaVu, 2005) è un libriccino a cavallo tra ricerca storica e romanzo, con l'effetto (dichiarato dall'autrice, e mantenuto) di
restauro a vista. La Giovannelli parte infatti da una minuscola traccia trovata tra le lettere del notaio udinese Belloni, che descrive in più occasioni un episodio di insofferenza di una sua serva. L'autrice approfitta di questo reperto per un paio di obiettivi: illustrare la condizione femminile nel cinquecento, e dare un piccolo affresco della vita quotidiana dell'epoca. Qua e là scivola anche qualche nota sulla relativa modernità delle vedute del notaio, o, volendo, sulla relativa antichità delle vedute di certa parte della società contemporanea (per esempio nei riguardi dell'aborto). A me è piaciuto: seppur in minore, quantomeno per la lunghezza del testo, mi sono trovato tra
Il formaggio e i vermi di Ginzburg e
La chimera di Vassalli.
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