Vita della mia vita (G.M.Villalta)

E' uscito il secondo romanzo di Gian Mario Villalta, "Vita della mia vita" (G.M.Villalta, Mondadori 2006), ed è stato il mio compagno di viaggio nel ritorno da Roma. La trama: una donna single si sottopone a fecondazione artificiale eterologa, che va a compimento però dopo che ha incontrato un compagno, il quale ha qualche difficoltà ad accettare la cosa. Il tema è intrigante e più che politico (riguardo la fecondazione assistita, su cui peraltro qualche spunto polemico c'è), è esistenziale, ed ha a che fare con il nuovo genere di relazione di coppia (ed il nuovo senso di paternità) che bisogna inventare nel momento in cui la procreazione può uscire dagli schemi tradizionali.

Come il precedente, anche questo romanzo rifugge da colpi di scena, fragori, prurigini, etc: è giocato su modi e tempi molto intimi (e questo probabilmente gli renderà difficile arrivare in cima alle classifiche). A questo proposito, sospetto che una chiave di lettura sia quella che si può trovare a pag.68: "... si sentiva "femminilizzare" da tutto quel discorrere di dettagli, di particolari insignificanti che rischiavano di ingigantirsi a forza di rievocarli e di immaginare chissà che cosa. Non era mai niente di afferrabile, e poteva all'improvviso, per lo stato d'animo del momento, trasformarsi in qualsiasi cosa."

Questo passo apre anche ad un punto di interesse ulteriore (ma dovrei pensarci un po' di più): Villalta, in più occasioni espressosi per una maggiore interazione tra letteratura e neuroscienze, indaga in questo libro sugli stati instabili che può assumere la mente; in questo caso, sotto la pressione dell'evento felicissimo ma incomprensibile della nascita.

Giovedì 02 Marzo 2006 at 09:26 am | ¶ | letture

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