Saving Italian Science

La rivista scientifica Nature la scorsa settimana si è occupata di noi; in particolare, delle nostre elezioni e delle eventuali conseguenze sulla ricerca scientifica in Italia (Saving Italian Science, Alison Abbott, Nature 440, 16 marzo 2006, pp. 264-265). Nell'articolo si citano le conclusioni del gruppo di scienziati radunati da Prodi per la sua fabbrica del programma; si criticano alcune scelte del governo attuale, ma anche alcune caratteristiche più di lungo corso del nostro sistema della ricerca (concorsi locali vs. nazionali, fondamentalmente).

Cercando altre informazioni, ho trovato due post interessanti di "Orizzonte Liberale" (che non so chi sia, ma sul suo secondo post in particolare mi trovo in accordo).

UPDATE: una copia "pirata" dell'articolo di Nature si trova qua.

Un sunto dell'articolo:

  • troppa incompetenza burocratica, ed una irragionevole domanda di risultato immediato, cosi' come troppi pochi soldi e troppa poca meritocrazia.
  • ... una serie di riforme mancate nei decenni passati hanno finito con il lasciare i principali enti di ricerca statali "con una serie di regole poco chiare, imponendo una cultura di estrema incertezza che non e' di supporto per la ricerca libera".
  • ...Le Universita' stanno ancora cercando di raggiungere i promessi vantaggi di una legge del 1990 che dava loro autonomia nella gestione dei fondi. Un'incertezza costante sulle regole significa che pochi sono i nuovi programmi di ricerca ad essere varati.
  • nonostante i problemi, l'Italia comunque produce bene dal punto di vista della ricerca di base (anche se nei dati a disposizione è inclusa la produzione più vecchia di cinque anni)
  • i capi della agenzie di ricerca scelti dall'ultimo governo, scelti politicamente, sono scientificamente poco carismatici ed inadeguati a difendere la tradizione italiana della ricerca (*)
  • i concorsi italiani (che siano locali o nazionali) rimangono un fenomeno poco comprensibile all'estero (ricordo che all'estero la lettera di raccomandazione è una prassi ma è pubblica, il che comporta una certa responsabilità di chi appoggia un candidato).
Riguardo l'ultimo punto, il matematico Modica propone concorsi locali in modo da dar modo alle singole università di scegliere, ma con un ambiente che spinga alla scelta del migliore.

Insomma, niente di nuovo se non il palcoscenico che è molto importante: Nature è una delle riviste scientifiche più prestigiose.

(*) C'è anche un simpatico box intitolato "Careless with truth", che riporta tre "imprecisioni" del presidente del CNR (Fabio Pistella, dichiara 150 pubblicazioni ma solo 3 sono note internazionalmente), di Claudio Regis (commissario dell'ENEA, che si dichiara ingegnere ma non lo è), di Sergio Vetrella (presidente dell'ASI, convinto che tra i piani dell'ASI ci sia un telescopio sulla luna, che non c'è).

Martedì 28 Marzo 2006 at 11:55 am | ¶ | riCercare

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