Collasso - come le società scelgono di morire o vivere (J.Diamond)
Non riporto sulle mie letture da un sacco di tempo perché sono stato tanto a finire un libro, anche considerando che nelle due settimane di ferie non ho letto niente, nemmeno gli ingredienti sui barattoli delle pringles.
Il libro lungo ed intenso è Collasso - come le società scelgono di morire o vivere (J.Diamond, Einaudi 2005); un regalo che ho letto volentieri. Jared Diamond è professore di geografia alla UCLA, ambientalista, biologo evoluzionista, ornitologo a tempo perso. In questo libro discute di come siano collassate o sopravvissute alcune civiltà del passato, tentando di trarne insegnamenti per il presente. Non avendo idee precisissime sull'argomento, alcune delle narrazioni risultano molto appassionanti (in particolare isola di Pasqua ed altre piccole civiltà della zona). Diamond individua un numero limitato di problemi che si possono riscontrare nella vita di una società, e di cui uno abbastanza centrale un tempo come ora è la deforestazione (e la sovrappopolazione, il contatto con altre società, ecc.). Li esamina poi nel caso di un certo numero di società che vanno dal Montana di questo secolo all'isola di Pasqua all'Islanda, ecc. In chiusura, riporta le valutazioni allo stato attuale della Terra, traendone motivi di preoccupazione e speranza.
Alcune delle questioni esposte appaiono abbastanza evidenti per chi abbia una posizione anche solo un po' ambientalista; alcuni dettagli però sono particolari e quasi paradossali. Un esempio che mi ha colpito è la questione degli incendi boschivi (perché vengo da una zona che fino a non molti anni fa era frequentemente devastata dagli incendi). Secondo Diamond, e sospetto non solo lui, l'incendio naturale causato da fulmine ha una funzione di regolazione del sottobosco, atta a smaltire la quantità di materiale combustibile presente sul terreno. In condizioni naturali, un incendio da fulmine non distruggerebbe un intero bosco, ma attaccherebbe solo le piante più basse, dalle quali il fuoco farebbe fatica a passare agli alberi più anziani e robusti, che quindi rimarrebbero intatti; l'incendio nel suo complesso non dovrebbe crescere più di tanto. Il controllo degli incendi da parte dell'uomo (determinato da ragioni non tanto ambientaliste, quanto di protezione delle abitazioni e delle proprietà a rischio in caso di incendio) ha l'effetto collaterale di non regolare lo stato del sottobosco e del bosco, che così diventa più facilmente soggetto a incendi di proporzioni maggiori che diventano più difficilmente controllabili ed a caro costo, causando una deforestazione più grave di quella provocata da incendi più piccoli. Strano ma vero. Diamond pone altre questioni interessanti, per le quali conviene leggersi il libro, ma una fondamentale è: quali dei nostri valori tradizionali è il caso di rivedere affinché si possa continuare ad abitare la Terra?






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