Con l'uscita dell'edizione 2006 del Journal Citation Reports dell'ISI, Il Journal of Medical Internet Research (JMIR) è finalmente entrato nella lista delle riviste con Impact Factor. L'interesse della notizia è duplice (oltre all'orgoglio personale, come membro dell'editorial board): da un lato, è l'unica rivista di informatica medica, su una lista di 20, che rispetta il modello Open Access (cioé gratuità dell'accesso agli articoli, a fronte di un contributo spese degli autori). Dall'altro, entra nella lista con un notevole impact factor di 2.888, grazie al quale si piazza al secondo posto dietro allo storico Journal of the American Medical Informatics Association (ed al sesto nella più lunga lista del settore "Health Care Sciences & Services"). Questo è uno dei vantaggi del modello open access: rendendo gli articoli liberamente accessibili, è più facile che vengano citati (come del resto l'editor di JMIR, Gunther Eysenbach, aveva già valutato sperimentalmente).
E' di nuovo il momento del consueto e piacevole (sia per chi sta di qua che di là) appuntamento pordenonese organizzato da Gian Mario VIllalta a Pordenone (presso l'ex convento di San Francesco):
Festa di Poesia
L’atteso
appuntamento di inizio estate, l’attesa atmosfera di spontaneità, con
la rituale cadenza delle voci dei poeti, nella diversità dei toni,
delle pronunce, degli accenti, per un coinvolgente coro che ci
raccoglie nella comunità della parola. Per l’ottavo anno consecutivo,
seguendo una formula già collaudata, voci di poeti nuovi e di poeti già
affermati si avvicenderanno per creare insieme un tempo di condivisione
e una piacevole aria di festa.
Lunedì 2 luglio ore 21.00: Antonella
Bukovaz, Pierluigi Cappello, Barbara Codogno, Vincenzo Della Mea, Luigi
Natale, Michele Obit, Giancarlo Pauletto, Darina Šestáková, Giovanni
Turra
Lunedì 9 luglio ore 21.00: Antonio
De Biasio, Fabio Franzin, Marco Marangoni, Giuseppe Mariuz, Silvio
Ornella, Piero Simon Ostan, Christian Sinicco, Mary B. Tolusso, Daniela
Turchetto
Acquisto da aeroporto (negli ultimi dieci giorni ho cercato Odifreddi in tre aeroporti diversi senza esito, così ho preso altro): La banda dei brocchi (J.Coe, Feltrinelli 2004). Io con Coe ho sbagliato molto: ho letto prima Donna per caso, che è brutto, poi Circolo chiuso, che sarebbe il seguito de La banda dei brocchi. Mi è piaciuto (a parte la questione della lingua: alla cieca, farei fatica a distinguere una pagina di Coe da una di Hornby e forse anche di Lodge). Strepitoso il capitolo in cui si mescolano il torrente di parole imparate sui libri che Sam Chase vorrebbe riversare addosso all'amante di sua moglie con quelle del presidente della British Leyland che annuncia i licenziamenti.
Non troppo tempo fa ho visto Branciaroli interpretare Galileo, ed è stato bellissimo; non sapevo però se e quanto fosse rimasto aderente al testo originale (mi era venuto un dubbio quando ha fatto riferimento all'uso del latino da parte della Chiesa, tema piuttosto attuale...). Così mi sono letto Vita di Galileo (B.Brecht, Einaudi 2005). Bello anche da leggere e non solo da vedere, a parte qualche erroretto di traduzione (incluso un imbarazzante c'è n'è). E il riferimento al latino chiaramente c'era.
Oggi nel PoDcast di PoEcast abbiamo Giovanni Fierro, poeta e libraio di Gorizia; la lettura è di Pierluigi Pintar.
RIcevo e diffondo:
Giovedì 21 giugno 2007 alle 22.00, al PUNTO GIOVANI di via Cappuccini 21, (entrata parcheggio Secondo Piano) a Gorizia
“CANTI E SCANTI”
ovvero: la conta degli abbracci da traviarsà (musiche e letture per anime e mancanze)
con: Fabian Riz, canzoni e chitarra; Giovanni Fierro, parole
Oggi è l'ultimo giorno di Residenze Estive a Duino, evento organizzato da Gabriella Musetti. Dopo l'incontro su "Riviste, siti, forum, blog di poesia: quali spazi per la poesia oggi?" (che ho moderato, o meglio, cercato di moderare), ne ho approfittato ed ho registrato direttamente sul posto Gabriella, che ho appena inserito sul Podcast di Poecast.
Dopo Avoledo e Nothomb, era forse inevitabile (per me) la lettura di Le mosche del capitale (P.Volponi, Einaudi 1989), trovato poco tempo fa tra i remainders. In questo è ritratta l'industria italiana degli anni '80 (mentre in Avoledo e Nothomb troviamo un terziario-finanziario-bolla speculativa che, rispetto all'industria di Volponi, ha un prodotto molto meno chiaro). La vicenda descritta è grossomodo quella di un dirigente illuminato di origine umanista, tale Saraccini, che passa da un'industria media ad una molto più grande, da cui poi scappa a orecchie basse in occasione di problemi con i dipendenti (licenziamento di contestatori, sciopero dei ceti medi) che non intende gestire nel ruolo di capo del personale. Torna alla prima azienda, ma è solo un'anticamera alla pensione. Per chi non ha vissuto coscientemente quegli anni, l'intepretazione fortiniana (e a buon senso) è che la prima azienda è più o meno l'Olivetti (Adriano Olivetti è dedicatario del libro, e Volponi come altri intellettuali italiani ci ha lavorato a lungo), la seconda è più o meno la Fiat, nel periodo dello sciopero dei colletti bianchi.
Scorporare così la trama è un esercizio abbastanza inutile, perché il succo del libro sta altrove. La scrittura è molto particolare, anche se spesso serve per non comunicare niente: i dialoghi dei grandi capitani di industria di fatto non hanno un vero contenuto, e ciononostante comportano degli esiti pratici anche drammatici. Io ho apprezzato soprattutto la prima metà, poi mi sono un po' perso; comunque, è stata una lettura a tratti appassionante.
"Passaggi" - Percorsi d'Arte nel Castello di Gorizia
sabato 16 giugno - ore 20.30
incontro con i poeti che hanno partecipato con i loro scritti alla realizzazione del catalogo dell'esposizione: Pierluigi Cappello, Ivan Crico, Tito Maniacco, Matjaz Pikalo, Francesco Tomada, Gian Mario Villalta.
Prologo - Associazione Culturale per la promozione delle Arti Contemporanee

Questo è forse il
titolo meno bello di Amelie Nothomb:
Stupore e tremori (A.Nothomb, Guanda 2006). Il libro in sé invece è nello stile tipico della Nothomb: cinico, veloce, divertente. Quasi autobiografico: un anno di lavoro in Giappone, in una grandissima azienda dove la protagonista sbaglia tutto suo malgrado; e parole terribili sulla condizione della donna in Giappone.
La prima parte è anche piacevole da leggere dopo
l'ultimo Avoledo.
Ci sono cascato anch'io, a causa di G.G.: parte della mia libreria è ora su Anobii, un sito di condivisione molto in stile 2.0 che consiste in una specie di scaffale virtuale, visitabile dagli altri, in cui mostriamo i nostri libri, con commenti, ecc.; più i soliti supporti di comunità. Dà una certa dipendenza, almeno agli inizi; e navigando tra gli scaffali altrui si possono fare belle scoperte.
Altro spazio interessante, che per quel che mi riguarda sostituisce BookRepublic, è lo spazio libri di BlogBabel. E' ancora grezzo, perché limitarsi a vedere i libri della settimana è un po' poco, ma aiuta a trovare commenti e recensioni.
Questi sarebbero spazi in cui i poeti potrebbero lasciare tracce per rendere più raggiungibili anche i libri di poesia (le proprie letture preferite ma anche i propri testi). Su Anobii c'è poca poesia, per il momento. Ho creato un gruppo che si chiama "poesia italiana" e che potrebbe radunare gli interessati. Per comparire su BlogBabel basterebbe, oltre che essere inseriti nella lista dei blog (facile), linkare la scheda su IBS dei libri di cui si parla nei blog, quando esiste. Piccolo sforzo, per un pelino di visibilità in più (anche se non tutte le case editrici di poesia hanno distribuzione nelle librerie online).
Ho appena messo online il postcast di Anila Resuli. Buon ascolto e buona domenica...
Da pochissimo è attivo www.francobuffoni.it, sito web di Franco Buffoni, con informazioni sulla sua produzione poetica, saggistica, e di traduzione, ed una sezione di notizie dotata anche di feed.
A brevissimo ci saranno due incontri relativi a web (rete, blog, ecc.) e poesia a:
Io sarò presente in entrambi i casi, a Milano come relatore (assieme a Sebastiano Aglieco, Fabiano Alborghetti, Valter Binaghi, Biagio
Cepollaro, Matteo Fantuzzi, Massimiliano Martines,
Franco Romanò, Ottavio Rossani, Antonio Spagnuolo, Marco Saya, Italo
Testa), a Duino come moderatore (di interventi a proposito di Almanacco del Ramo d’Oro, Kamen’, Il Cavallo di Cavalcanti, Ulisse,
GAMMM, Anterem, Poetikon, Smerilliana, PoEcast, Lietoblog, Sottomondo,
PaginaZero, Sidaja, LeggereDonna, Indobia, Zeta, La Battana, Fili
d’aquilone, Zoooom, e altri).
La Scuola Superiore dell'Università di Udine organizza un incontro con Pierluigi Cappello, il 7 giugno 2007 alle ore 17.30. La sede è la Sala Tomadini in via Tomadini 30, Udine. Già che siamo in zona, domani (mercoledì 6), ore 18, alla libreria Friuli viene presentato L'algoritmo del parcheggio.
Brundibàr
mercoledì 06 giugno 2007 – ore 21:00, Romans d'Isonzo (GO), Ex Latteria ICEA (via Cividale) - ingresso libero (in caso di maltempo: Romans d’Isonzo, Auditorium Galupin) - info: www.teatrinodelrifo.it
Associazione Artemìa / teatrino del Rifo
BRUNDIBAR
Nel 1941 a Praga il compositore Hans Krasa scrive l’operina per bambini Brundibar, per un concorso organizzato dal Ministero della Cultura e dell’Educazione della Cecoslovacchia; lo stesso anno Krasa viene arrestato, e internato a Terezin.
Sappiamo come quel campo, esaltato in un filmato voluto dal Ministero della Propaganda nazista dal titolo "Il Fuhrer dona una città agli Ebrei" come campo "modello" in cui gli ebrei sarebbero stati protetti dall’odio che li circondava (bugia che fu serenamente inghiottita da tutte le istituzioni, Croce Rossa compresa, in un sopralluogo che fecero il 23 giugno del ‘44), era in realtà l’anticamera dei campi di sterminio.
Costretti a mimare una vita "normale", gli ebrei di Terezin cercano nella cultura e nell’arte, e non nella sopraffazione per una sopravvivenza a tutti i costi, la forza di esistere, dando una lezione di civiltà al mondo.
Brundibar racconta la storia - metaforica - di due bimbi che sconfiggono un prepotente. E il ritmo ternario del valzer di Brundibar ("lento cantabile" in partitura) diventò l'inno dei prigionieri di Terezín, la colonna sonora di una residua speranza di libertà.
L’operina di Krasa, con la sua ingenua "moralité" viene messa in scena a Terezin, nel settembre del ’43 e replicata 55 volte. C’era già stata la ritirata di Russia e lo sbarco in Sicilia, l’impero di Brundibar scricchiolava, ma la sua ferocia era intatta. Nei mesi successivi quasi tutti gli interpreti e il compositore vengono "trasferiti" e uccisi.
Nell’operetta i bambini alzano gli occhi verso un aeroplano che vola, e sognano di volarsene via. Ma quell’aeroplano sorvola troppo tardi il campo di Terezin.
IL GHETTO DI TEREZIN
Terezin è una città della Cecoslovacchia che servì da ghetto tra il 1941 e il 1945, per circa 140.000 ebrei deportati dai nazisti dall’Europa Centrale ed Orientale.
A Terezin, su un’area che aveva contenuto in precedenza 6-7.000 abitanti, fu stipata, per ondate successive, una popolazione che raggiunse, nel 1942, 87.093 persone. I piani nazisti prevedevano un duplice scopo:
• trasferire gradatamente gli abitanti dal ghetto ai campi di sterminio;
• nascondere al mondo libero il fatto che la comunità ebraica europea fosse in procinto di essere sterminata, esibendo in maniera propagandistica Terezin come un "insediamento modello".
Quando,nell’ottobre del 1943, il governo danese chiese conto degli ebrei catturati a Copenhagen, le autorità naziste concessero una visita del Campo ai rappresentanti della Croce Rossa internazionale. Ma la visita potè avere luogo solo nella primavera dell’anno successivo: ai tedeschi serviva tempo per effettuare una eccezionale operazione di abbellimento del campo.
La Croce Rossa internazionale e due membri del governo danese visitarono il Campo il 23 giugno 1944 per circa tre ore, durante le quali la messa in scena del Campo modello sapientemente orchestrata funzionò alla perfezione.
LA MUSICA A TEREZIN
Musicisti professionisti e semplici dilettanti sfidarono l’iniziale proibizione di svolgere qualsiasi iniziativa artistica, pur di organizzare un’attività musicale all’interno del ghetto.
Si ha notizia di almeno due formazioni quartettistiche che iniziarono la loro attività clandestinamente perché sprovvisti di musica stampata. Questi musicisti copiavano a mano, o ricostruivano a memoria gli spartiti, su carta di pessima qualità, rischiando la vita.
Significativo fu l’allestimento dell’operina per bambini, intitolata "Brundibàr", composta e strumentata da Hans Kràsa. Questa fu l’unica opera lirica che poté essere rappresentata in forma teatrale, con scene e costumi.
L’operina venne replicata 55 volte e il livello dello spettacolo era tanto elevato, che Berlino mandò a Terezin una troupe cinematografica per girare un documentario di propaganda. In quell’occasione, "Brundibàr" venne rappresentata in un teatro vero e proprio. Finite le riprese tutti i membri dell’orchestra, i collaboratori, i bambini che vi avevano partecipato, vennero deportati ad Auschwitz.
I BAMBINI DI TEREZIN
Fra i prigionieri del ghetto di Terezin ci furono all’incirca 15.000 bambini, compresi i neonati. Erano in prevalenza bambini degli ebrei cechi, deportati a Terezin insieme ai genitori. La maggior parte di essi morì nel corso del 1944 nelle camere a gas di Auschwitz.
Nelle case operarono educatori e insegnanti prigionieri che riuscirono, nonostante le infinite difficoltà e nel quadro di limitate possibilità, a organizzare per i bambini una vita giornaliera e perfino l’insegnamento clandestino.
Sotto la guida degli educatori i bambini frequentavano le lezioni e partecipavano a molte iniziative culturali preparate dai detenuti. E non furono solo ascoltatori: molti di essi divennero attivi partecipanti a questi avvenimenti, fondarono circoli di recitazione e di canto, facevano teatro.
I bambini di Terezin scrivevano soprattutto poesie.
Associazione Musicale Artemìa
Coro di Voci Bianche e Piccolo Coro Artemìa
Ensemble Strumentale Associazione Artemìa
Torviscosa
Con:
Giovanna Aldrigo, Sarah Anania, Sara Baldassi, Marta Baldin, Alessia Battiston, Giacomo Battiston, Jessica Bavaro, Stefania Bertoldi, Samanta Bertoz, Chiara Borinato, Giulia De Lazzari, Anna De Piante, Valentina Devescovi, Giorgia Fabrici, Carlotta Festa, Gina Gaggiano, Alessia Gambacorta, Ambra Ietri, Elisabetta Livon, Erica Mondolo, Selina Mondolo, Elisa Morandin, Anna Morsut, Chiara Ongaro, Giorgia Ontani, Claudia Palumbo, Francesca Panizzo, Chiara Pellizzon, Anna Peloi, Marta Peloi, Elisa Perino, Sara Pitta, Chiara Polidori, Giulia Polidori, Debora Ranut, Angie Rinaldi, Sara Salzillo, Angelica Sculac, Federica Sesso, Rachele Sesso, Delia Stabile, Leonardo Stincone, Valentina Stincone, Elisa Tolloi, Silvia Tuniz, Michela Versolato, Luca Zamaro, Sofia Zamaro, Greta Zanfagnin, Sara Zocca
ENSEMBLE STRUMENTALE
Patrizia Dri pianoforte
Elena Paroni clarinetto
Sebastiano Titton flauto traverso
Andrea Valent fisarmonica
Luca Peloi chitarra
Mattia Martincigh percussioni
preparatore vocale: Barbara Di Bert
direttore del coro: Denis Monte
scenografia: Laura De Nadai, Samuel Buset
tecnico del suono: Cristiano Pittini - CT Sound
regia teatrale: Giorgio Monte, Manuel Buttus
E' online la versione 2.0 di flora.uniud.it, il sito di catalogazione floristica dell'Università di Udine. L'impostazione grafica del sito è cambiata: mi sono basato sul template di default di WordPress "Kubrick", di Michael Heilemann. Il visualizzatore di immagini è basato su LuckyView di LuckyTeam.co.uk. Entrambi con modifiche, in quanto entrambi non facevano esattamente quel che mi serviva. Dietro c'è qualche ulteriore piccola modifica, in attesa di tempo per farne di più serie.
Oggi sul PoDcast di PoEcast si può ascoltare
Sara Ventroni, che ringrazio. Di Sara, ricordo che da poco è uscito
Nel gasometro nella collana "Fuori Formato" dell'editrice Le Lettere.

Un test interessante: un
confronto tra un Mac Plus del 1986 ed un recentissimo PC con un processore AMD Dual Core, rispetto a funzioni che ovviamente entrambi possiedono (cioè essenzialmente Office). L'esito conferma la sensazione che chi lavora nel settore ha sicuramente da tempo, e che gli autori del test riassumono con
zero advance in productivity: per editare un testo con Word, oppure lavorare con Excel, 20 anni non hanno dato molto (mentre il tempo di boot è aumentato).
Non troppo tempo fa, un gruppetto di studenti del MIT (Jeremy Stribling, Max Krohn, Dan Aguayo) era diventato famoso per avere sviluppato un generatore automatico di articoli scientifici di ambito informatico (SCIgen). Il generatore era stato usato per produrre articoli poi accettati in una conferenza di incerta qualità. Il primo "esperimento" del genere è il famoso articolo (scritto a mano, non generato automaticamente) di Alan Sokal, pubblicato nonostante fosse una parodia. Altri poi avevano seguito l'esempio usando il generatore, visto che esistono delle conferenze scientifiche organizzate esclusivamente per questioni economiche (chiaramente con la cooperazione di chi ci va per allungare la lista dei paper in curriculum). Di queste conferenze praticamente non si può parlare: i siti che mantenevano liste sono stati costretti a rimuovere ogni riferimento.
Detto questo, uno studente iraniano è riuscito a farsi accettare un articolo generato con SCIgen non da una conferenza fasulla, ma da una rivista scientifica non nota per essere fittizia: Applied Mathematics and Computation di Elsevier, il cui condirettore è John L. Casti. L'articolo Cooperative, compact algorithms for randomized algorithms (Rohollah Mosallahnezhad) era presente nella coda degli articoli in via di pubblicazione fino alla settimana scorsa, ma ora è segnato come "retracted" (l'originale si trova ancora lì, ed eventualmente qua). Che ci sia un problema di peer review? O meglio, di controllo di qualità nell'operato dei referee?
Questo è l'abstract, tanto per dare un'idea dello stile:
Experts agree that encrypted methodologies are an interesting new topic in the field of theory, and information theorists concur. In this position paper, we argue the appropriate unification of web browsers and Internet QoS. Our focus in this paper is not on whether information retrieval systems can be made reliable, linear time, and Bayesian, but rather on describing new wireless archetypes (Bots).
Da qualche giorno sul sito della casa editrice sono scaricabili anche i listati di tutti gli esempi contenuti in Programmazione Web Lato Server (V.Della Mea, L.Di Gaspero, I.Scagnetto, Apogeo 2007).
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