E' di nuovo il momento del consueto e piacevole (sia per chi sta di qua che di là) appuntamento pordenonese organizzato da Gian Mario VIllalta a Pordenone (presso l'ex convento di San Francesco):
Festa di Poesia
L’atteso
appuntamento di inizio estate, l’attesa atmosfera di spontaneità, con
la rituale cadenza delle voci dei poeti, nella diversità dei toni,
delle pronunce, degli accenti, per un coinvolgente coro che ci
raccoglie nella comunità della parola. Per l’ottavo anno consecutivo,
seguendo una formula già collaudata, voci di poeti nuovi e di poeti già
affermati si avvicenderanno per creare insieme un tempo di condivisione
e una piacevole aria di festa.
Lunedì 2 luglio ore 21.00: Antonella
Bukovaz, Pierluigi Cappello, Barbara Codogno, Vincenzo Della Mea, Luigi
Natale, Michele Obit, Giancarlo Pauletto, Darina Šestáková, Giovanni
Turra
Lunedì 9 luglio ore 21.00: Antonio
De Biasio, Fabio Franzin, Marco Marangoni, Giuseppe Mariuz, Silvio
Ornella, Piero Simon Ostan, Christian Sinicco, Mary B. Tolusso, Daniela
Turchetto
Oggi nel PoDcast di PoEcast abbiamo Giovanni Fierro, poeta e libraio di Gorizia; la lettura è di Pierluigi Pintar.
RIcevo e diffondo:
Giovedì 21 giugno 2007 alle 22.00, al PUNTO GIOVANI di via Cappuccini 21, (entrata parcheggio Secondo Piano) a Gorizia
“CANTI E SCANTI”
ovvero: la conta degli abbracci da traviarsà (musiche e letture per anime e mancanze)
con: Fabian Riz, canzoni e chitarra; Giovanni Fierro, parole
Oggi è l'ultimo giorno di Residenze Estive a Duino, evento organizzato da Gabriella Musetti. Dopo l'incontro su "Riviste, siti, forum, blog di poesia: quali spazi per la poesia oggi?" (che ho moderato, o meglio, cercato di moderare), ne ho approfittato ed ho registrato direttamente sul posto Gabriella, che ho appena inserito sul Podcast di Poecast.
"Passaggi" - Percorsi d'Arte nel Castello di Gorizia
sabato 16 giugno - ore 20.30
incontro con i poeti che hanno partecipato con i loro scritti alla realizzazione del catalogo dell'esposizione: Pierluigi Cappello, Ivan Crico, Tito Maniacco, Matjaz Pikalo, Francesco Tomada, Gian Mario Villalta.
Prologo - Associazione Culturale per la promozione delle Arti Contemporanee
Ci sono cascato anch'io, a causa di G.G.: parte della mia libreria è ora su Anobii, un sito di condivisione molto in stile 2.0 che consiste in una specie di scaffale virtuale, visitabile dagli altri, in cui mostriamo i nostri libri, con commenti, ecc.; più i soliti supporti di comunità. Dà una certa dipendenza, almeno agli inizi; e navigando tra gli scaffali altrui si possono fare belle scoperte.
Altro spazio interessante, che per quel che mi riguarda sostituisce BookRepublic, è lo spazio libri di BlogBabel. E' ancora grezzo, perché limitarsi a vedere i libri della settimana è un po' poco, ma aiuta a trovare commenti e recensioni.
Questi sarebbero spazi in cui i poeti potrebbero lasciare tracce per rendere più raggiungibili anche i libri di poesia (le proprie letture preferite ma anche i propri testi). Su Anobii c'è poca poesia, per il momento. Ho creato un gruppo che si chiama "poesia italiana" e che potrebbe radunare gli interessati. Per comparire su BlogBabel basterebbe, oltre che essere inseriti nella lista dei blog (facile), linkare la scheda su IBS dei libri di cui si parla nei blog, quando esiste. Piccolo sforzo, per un pelino di visibilità in più (anche se non tutte le case editrici di poesia hanno distribuzione nelle librerie online).
Ho appena messo online il postcast di Anila Resuli. Buon ascolto e buona domenica...
Da pochissimo è attivo www.francobuffoni.it, sito web di Franco Buffoni, con informazioni sulla sua produzione poetica, saggistica, e di traduzione, ed una sezione di notizie dotata anche di feed.
A brevissimo ci saranno due incontri relativi a web (rete, blog, ecc.) e poesia a:
Io sarò presente in entrambi i casi, a Milano come relatore (assieme a Sebastiano Aglieco, Fabiano Alborghetti, Valter Binaghi, Biagio
Cepollaro, Matteo Fantuzzi, Massimiliano Martines,
Franco Romanò, Ottavio Rossani, Antonio Spagnuolo, Marco Saya, Italo
Testa), a Duino come moderatore (di interventi a proposito di Almanacco del Ramo d’Oro, Kamen’, Il Cavallo di Cavalcanti, Ulisse,
GAMMM, Anterem, Poetikon, Smerilliana, PoEcast, Lietoblog, Sottomondo,
PaginaZero, Sidaja, LeggereDonna, Indobia, Zeta, La Battana, Fili
d’aquilone, Zoooom, e altri).
La Scuola Superiore dell'Università di Udine organizza un incontro con Pierluigi Cappello, il 7 giugno 2007 alle ore 17.30. La sede è la Sala Tomadini in via Tomadini 30, Udine. Già che siamo in zona, domani (mercoledì 6), ore 18, alla libreria Friuli viene presentato L'algoritmo del parcheggio.
Brundibàr
mercoledì 06 giugno 2007 – ore 21:00, Romans d'Isonzo (GO), Ex Latteria ICEA (via Cividale) - ingresso libero (in caso di maltempo: Romans d’Isonzo, Auditorium Galupin) - info: www.teatrinodelrifo.it
Associazione Artemìa / teatrino del Rifo
BRUNDIBAR
Nel 1941 a Praga il compositore Hans Krasa scrive l’operina per bambini Brundibar, per un concorso organizzato dal Ministero della Cultura e dell’Educazione della Cecoslovacchia; lo stesso anno Krasa viene arrestato, e internato a Terezin.
Sappiamo come quel campo, esaltato in un filmato voluto dal Ministero della Propaganda nazista dal titolo "Il Fuhrer dona una città agli Ebrei" come campo "modello" in cui gli ebrei sarebbero stati protetti dall’odio che li circondava (bugia che fu serenamente inghiottita da tutte le istituzioni, Croce Rossa compresa, in un sopralluogo che fecero il 23 giugno del ‘44), era in realtà l’anticamera dei campi di sterminio.
Costretti a mimare una vita "normale", gli ebrei di Terezin cercano nella cultura e nell’arte, e non nella sopraffazione per una sopravvivenza a tutti i costi, la forza di esistere, dando una lezione di civiltà al mondo.
Brundibar racconta la storia - metaforica - di due bimbi che sconfiggono un prepotente. E il ritmo ternario del valzer di Brundibar ("lento cantabile" in partitura) diventò l'inno dei prigionieri di Terezín, la colonna sonora di una residua speranza di libertà.
L’operina di Krasa, con la sua ingenua "moralité" viene messa in scena a Terezin, nel settembre del ’43 e replicata 55 volte. C’era già stata la ritirata di Russia e lo sbarco in Sicilia, l’impero di Brundibar scricchiolava, ma la sua ferocia era intatta. Nei mesi successivi quasi tutti gli interpreti e il compositore vengono "trasferiti" e uccisi.
Nell’operetta i bambini alzano gli occhi verso un aeroplano che vola, e sognano di volarsene via. Ma quell’aeroplano sorvola troppo tardi il campo di Terezin.
IL GHETTO DI TEREZIN
Terezin è una città della Cecoslovacchia che servì da ghetto tra il 1941 e il 1945, per circa 140.000 ebrei deportati dai nazisti dall’Europa Centrale ed Orientale.
A Terezin, su un’area che aveva contenuto in precedenza 6-7.000 abitanti, fu stipata, per ondate successive, una popolazione che raggiunse, nel 1942, 87.093 persone. I piani nazisti prevedevano un duplice scopo:
• trasferire gradatamente gli abitanti dal ghetto ai campi di sterminio;
• nascondere al mondo libero il fatto che la comunità ebraica europea fosse in procinto di essere sterminata, esibendo in maniera propagandistica Terezin come un "insediamento modello".
Quando,nell’ottobre del 1943, il governo danese chiese conto degli ebrei catturati a Copenhagen, le autorità naziste concessero una visita del Campo ai rappresentanti della Croce Rossa internazionale. Ma la visita potè avere luogo solo nella primavera dell’anno successivo: ai tedeschi serviva tempo per effettuare una eccezionale operazione di abbellimento del campo.
La Croce Rossa internazionale e due membri del governo danese visitarono il Campo il 23 giugno 1944 per circa tre ore, durante le quali la messa in scena del Campo modello sapientemente orchestrata funzionò alla perfezione.
LA MUSICA A TEREZIN
Musicisti professionisti e semplici dilettanti sfidarono l’iniziale proibizione di svolgere qualsiasi iniziativa artistica, pur di organizzare un’attività musicale all’interno del ghetto.
Si ha notizia di almeno due formazioni quartettistiche che iniziarono la loro attività clandestinamente perché sprovvisti di musica stampata. Questi musicisti copiavano a mano, o ricostruivano a memoria gli spartiti, su carta di pessima qualità, rischiando la vita.
Significativo fu l’allestimento dell’operina per bambini, intitolata "Brundibàr", composta e strumentata da Hans Kràsa. Questa fu l’unica opera lirica che poté essere rappresentata in forma teatrale, con scene e costumi.
L’operina venne replicata 55 volte e il livello dello spettacolo era tanto elevato, che Berlino mandò a Terezin una troupe cinematografica per girare un documentario di propaganda. In quell’occasione, "Brundibàr" venne rappresentata in un teatro vero e proprio. Finite le riprese tutti i membri dell’orchestra, i collaboratori, i bambini che vi avevano partecipato, vennero deportati ad Auschwitz.
I BAMBINI DI TEREZIN
Fra i prigionieri del ghetto di Terezin ci furono all’incirca 15.000 bambini, compresi i neonati. Erano in prevalenza bambini degli ebrei cechi, deportati a Terezin insieme ai genitori. La maggior parte di essi morì nel corso del 1944 nelle camere a gas di Auschwitz.
Nelle case operarono educatori e insegnanti prigionieri che riuscirono, nonostante le infinite difficoltà e nel quadro di limitate possibilità, a organizzare per i bambini una vita giornaliera e perfino l’insegnamento clandestino.
Sotto la guida degli educatori i bambini frequentavano le lezioni e partecipavano a molte iniziative culturali preparate dai detenuti. E non furono solo ascoltatori: molti di essi divennero attivi partecipanti a questi avvenimenti, fondarono circoli di recitazione e di canto, facevano teatro.
I bambini di Terezin scrivevano soprattutto poesie.
Associazione Musicale Artemìa
Coro di Voci Bianche e Piccolo Coro Artemìa
Ensemble Strumentale Associazione Artemìa
Torviscosa
Con:
Giovanna Aldrigo, Sarah Anania, Sara Baldassi, Marta Baldin, Alessia Battiston, Giacomo Battiston, Jessica Bavaro, Stefania Bertoldi, Samanta Bertoz, Chiara Borinato, Giulia De Lazzari, Anna De Piante, Valentina Devescovi, Giorgia Fabrici, Carlotta Festa, Gina Gaggiano, Alessia Gambacorta, Ambra Ietri, Elisabetta Livon, Erica Mondolo, Selina Mondolo, Elisa Morandin, Anna Morsut, Chiara Ongaro, Giorgia Ontani, Claudia Palumbo, Francesca Panizzo, Chiara Pellizzon, Anna Peloi, Marta Peloi, Elisa Perino, Sara Pitta, Chiara Polidori, Giulia Polidori, Debora Ranut, Angie Rinaldi, Sara Salzillo, Angelica Sculac, Federica Sesso, Rachele Sesso, Delia Stabile, Leonardo Stincone, Valentina Stincone, Elisa Tolloi, Silvia Tuniz, Michela Versolato, Luca Zamaro, Sofia Zamaro, Greta Zanfagnin, Sara Zocca
ENSEMBLE STRUMENTALE
Patrizia Dri pianoforte
Elena Paroni clarinetto
Sebastiano Titton flauto traverso
Andrea Valent fisarmonica
Luca Peloi chitarra
Mattia Martincigh percussioni
preparatore vocale: Barbara Di Bert
direttore del coro: Denis Monte
scenografia: Laura De Nadai, Samuel Buset
tecnico del suono: Cristiano Pittini - CT Sound
regia teatrale: Giorgio Monte, Manuel Buttus
Oggi sul PoDcast di PoEcast si può ascoltare
Sara Ventroni, che ringrazio. Di Sara, ricordo che da poco è uscito
Nel gasometro nella collana "Fuori Formato" dell'editrice Le Lettere.
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