
Quest'estate è stata avara di letture, parzialmente a causa di uno dei libri che sto finendo di leggere e di cui parlerò (non troppo bene) appena finito. Comunque, qualche tempo fa in stazione a Mestre cercavo qualcosa di divertente per complementare i libri troppo seri (
o quasi) che mi ero portato dietro per un viaggio, e la gentilissima ed anomala (di solito le librerie di stazione o aeroporto sono libraia della stazione mi ha aiutato a tirare fuori
Figli del limo (R.Queneau, Einaudi 2003), in mancanza di un Lansdale. Al solito, quando leggo Queneau rimpiango la mancata conoscenza del francese. Comunque, è una piacevole storia di pazzi letterari e francesi alto- e basso-locati degli anni '30.
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