Poesia e vino a Cormons

Le giornate della Poesia e del Vino a Cormòns
 Venerdì 28 agosto a Cormòns sarà di scena il Festival Internazionale di Poesia di Medana “Le giornate della poesia e del vino”, organizzato, con il contributo della Comunità Europea, dall’Associazione Culturale Vileg novella dal Judri Culturaglobale, Ŝtudenska založba di Lubljana (Slovenia), Ars Poetica di Bratislava (Slovacchia), Ramus Forlag HB di Malmoe (Svezia), in collaborazione con Comune di Cormòns, Associazione Culturale Equilibri di Gorizia, Cantina Vino della Pace di Cormòns e Enoteca di Cormòns.
 L’evento prevede la presenza di una trentina di poeti provenienti dai vari continenti che nella giornata di venerdì, dopo essere stati ospiti dell’Enoteca, visiteranno la cittadina e la Cantina Produttori Cormòns, e quella dei poeti regionali Giuseppe Mariuz, Michele Obit, Vincenzo Della Mea, Roberto Masini e l’italo-svizzero Fabiano Alborghetti, che leggeranno con inizio alle 18.30, nello spazio antistante l’Enoteca, le loro liriche accompagnati da musica dal vivo eseguita da Walter Benussi al sax e Francesco Gavosto alle percussioni.
 A seguire, verso le 20.00 sul palco di piazza XXIV maggio, si esibirà il fisarmonicista Jazz sloveno Marsell Maršinek, che farà da ouverture all’importante concerto jazz del pianista Glauco Venier, che nel 2008 ha avuto una nomination ai Grammy Awards, assieme Klaus Gesing e Norma Winstone, con “Distances” come miglior album jazz vocale. “Ritratto di un musicista di campagna” è il titolo del concerto che inizierà alle 21.30 del noto pianista e compositore friulano, che con le note di un pianoforte gran coda farà un escursus nel mondo della musica jazz.

Ulteriori informazioni qui.

Giovedì 27 Agosto 2009 at 11:35 am | | doubleVie, succede | Nessun commento
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Stabat Mater (T.Scarpa)

Di solito non ho idea di chi vinca i premi di narrativa, comunque mi sono letto il Premio Strega di quest'anno (Stabat Mater, T.Scarpa, Einaudi 2009). Di Scarpa avevo già letto con moderato piacere Occhi sulla graticola e Amore®, poi mi ero un po' stufato. Questo brevissimo epistolario, omaggio a Vivaldi, è il monologo (molto musicale) di un'adolescente ospite dell'orfanotrofio in cui Vivaldi va ad insegnare musica. La protagonista, ottima musicista, scrive alla madre ignota, ovviamente senza risposta; i pochi dialoghi sono interiori, con una figura immaginaria di ruolo simile all'uomo-coniglio di Donnie Darko. Il libro si chiude bruscamente, alla lunghezza probabilmente perfetta per una struttura di questo tipo, ma sono rimasto perplesso. Piacevoli le note finali dell'autore.

Lunedì 24 Agosto 2009 at 11:40 am | | letture | Nessun commento

La vita agra (L.Bianciardi)

Tra le mie letture estive c'era anche La vita agra (L.Bianciardi, Bompiani). E per fortuna: sto leggendo una serie di libretti che mi lasciano sempre parzialmente insoddisfatto.

In questo libro c'è il miracolo italiano visto dal margine, per quanto si tratti di un margine di nicchia, quello del lavoratore culturale. Bianciardi aveva già capito tutto, e quel che aveva capito dura a lungo. Una citazione per tutte:
"... Così la bontà di un uomo politico non si misura sul bene che egli riesce a fare agli altri, ma sulla rapidità con cui arriva al vertice e sul tempo che vi si mantiene. E la lotta politica, cioè la lotta per la conquista e la conservazione del potere, non è ormai più – apparenze a parte – fra stato e stato, tra fazione e fazione, ma interna allo stato, interna alla fazione.”

A tratti divertente, quando si ride si ride come dopo un'operazione di appendicite: si deve ridere ma fa male qualcosa, da qualche parte. Per esempio, una redattrice che si rivolge al protagonista (traduttore, di fatto è Bianciardi stesso):

".Lei mi traduce: Sotto ragazzi, eccetera. Il testo dice: Come on boys. Capisce? Lei mi ha invertito il significato. Come on boys vuol dire venite su ragazzi. Lei mi mette l’opposto, cioè non su, ma sotto. E ancora più avanti, dove descrive l’alzabandiera a bordo. Lei ha tradotto, mi pare, i marinai si scoprirono, sì, si scoprirono, ha tradotto lei, mentre il testo inglese diceva: the crew raised their hats. Vede l’inglese come è preciso? La ciurma alzò i loro cappelli. Alzò, capisce, come a salutare la bandiera sul pennone”.

Io in realtà sono rimasto più colpito dalla miseria, vicina ai racconti dei miei genitori, e nel tono, anche se non penso ci siano legami, vicino a certe poesie di Beppe Salvia.

Mercoledì 12 Agosto 2009 at 10:44 am | | letture | Nessun commento

Il giornale invisibile (S.Dovlatov)

Scoperto tramite Anobii (guardando in un paio di librerie ad alta compatibilità con la mia), mi sono letto Il giornale invisibile di Sergej Dovlatov  (Sellerio 2009). Raccontino semi-autobiografico sull'Homo Sovieticus che rimane tale anche se emigra a New York, tristemente umoristico, si fa leggere d'un fiato anche perché la scrittura è molto leggera. In sintesi: cosa può fare un gruppo di intellettuali russi emigrati in America, non sapendo fare nessun mestiere? Fondano un giornale.

Quando ci sono le apprezzo, come in questo caso: le note di traduzione di Laura Salmon, che aprono uno spiraglio sulle difficoltà della traduzione e le possibili soluzioni.

Giovedì 06 Agosto 2009 at 2:00 pm | | letture | Nessun commento
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Sugli esami di cultura regionale...

... grazie a Giacomo Sandron sono arrivato a questo splendido post di Leonardo che in modo godibilissimo esplicita il problema. Pur dando per ormai chiarito che la Lega non chiedeva esami di dialetto ma qualcosa di più generale. E dando anche per scontato che il tipico politico (leghista e purtroppo non solo) un esame di culturale, generale o regionale, non lo passerebbe mai.

Mercoledì 05 Agosto 2009 at 12:09 pm | | doubleVie | Nessun commento

La strage degli imbecilli (C. Aderhold)

Libro estivo dal titolo e quarta di copertina accattivanti, come accattivante è l'idea: La strage degli imbecilli (Carl Aderhold, Fazi 2009) purtroppo non regge sulla distanza delle 300 e passa pagine di cui è composto, necessarie alla descrizione di 140 omicidi di imbecilli e teorie su come riconoscerli e su quanto poco siano recuperabili.

E' comunque una lettura estiva a tratti divertente, che da pagina 200 in poi potrebbe finire in qualsiasi momento senza fastidio per il lettore. La scena forse più esilarante è quando l'intero set di un film porno si trova ad aver letto il Convivio di Platone e a parlare di amore platonico durante le riprese... per il resto, non è giallo, non è splatter nonostante la quantità di morti, non è nemmeno un romanzo filosofico (e figurarsi).

Martedì 04 Agosto 2009 at 10:00 pm | | letture | Un commento
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