Come si ottengono i fondi di ricerca

Ho appena incrociato un articolo molto interessante che descrive uno scenario molto realista sulla procedura tipicamente adottata per distribuire fondi di ricerca (e di conseguenza, ottenerli o no): Lawrence PA (2009) Real Lives and White Lies in the Funding of Scientific Research. PLoS Biol 7(9): e1000197.

L'articolo riguarda sostanzialmente il tempo perso a causa del meccanismo di finanziamento basato sulla presentazione di (lunghi) progetti, lunghi da scrivere e da leggere (da parte dei revisori), il tempo perso addestrando studenti e dottorandi che poi quando non si sa se i prossimi fondi arrivano ovviamente sono costretti a scappare e quindi bisogna ripartire da zero, ecc. Tanta burocrazia che coinvolge direttamente il ricercatore, e che favorisce i gruppi di ricerca grandi che possono permettersi personale aggiuntivo che si occupa solo, appunto, della burocrazia, ed in cui i fallimenti si "nascondono" meglio; con le metriche usuali un gruppo grande appare più produttivo semplicemente perché numericamente finisce per produrre di più, a prescindere dalla qualità.

Con qualche divagazione sui guai causati dall'eccessiva considerazione del numero di paper invece che della loro qualità, ed una serie di commenti inviati all'autore da altri ricercatori. Tra questi ultimi, anche un suggerimento interessante di Ross Cagan per la distribuzione di fondi che diventa effettivamente basata su peer review (a posteriori) invece dell'attuale prejudicial review.

Mercoledì 30 Settembre 2009 at 9:40 pm | | riCercare, vdm | Nessun commento
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L'imbalsamatrice (Mary B.Tolusso, Gaffi 2009)

Una nota rapida per un libro che non ho ancora letto (perlomeno in questa forma), ma che prenderò appena possibile: L'imbalsamatrice di Mary Barbara Tolusso (Gaffi, 2009). Non solo poesia per Mary Barbara; del resto tra le sue ultime cose ci sono anche delle prose poetiche che forse fanno da ponte. Auguri!

Lunedì 28 Settembre 2009 at 9:14 pm | | doubleVie, letture | Un commento
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Due poesie sull'evoluzione

Annoto qua due poesie che hanno a loro modo a che fare con l'evoluzione, che avevo scelto per un progetto rimasto fermo in un cassetto (anzi: in una cartella...): Consolazione della Szymborska, e poi Auden con Imprevedibile ma provvidenziale.

Consolazione (W.Szymborska, da Due punti)

Darwin.

Si dice che per rilassarsi leggesse romanzi.

Ma aveva le sue esigenze:

dovevano essere a lieto fine.

Se gliene capitava uno differente,

lo gettava con furia nel fuoco.

Vero o no che sia –

sono propensa a crederci.

Percorrendo con la mente tanti spazi e tempi

aveva visto così tante specie estinte,

tali trionfi dei forti sui più deboli,

così grandi sforzi di sopravvivenza,

prima o poi inani,

che almeno dalla finzione

e dalla sue semplificazioni

aveva diritto di aspettarsi l’happy end.

E quindi per forza: un raggio che sbuca dalle nuvole,

gli amanti di nuovo insieme, i casati riconciliati,

i dubbi dissipati, la fedeltà premiata,

i beni recuperati, i tesori dissotterrati,

i vicini pentiti del loro accanimento ,

la reputazione resa, la cupidigia smascherata,

le vecchie zitelle maritate con pastori dabbene,

gli intriganti deportati nell’altro emisfero,

i falsari di documenti scaraventati dalle scale,

i seduttori di vergini di gran corsa all’altare,

gli orfani accolti in casa, le vedove consolate,

la boria umiliata, le ferite sanate,

il figliol prodigo invitato alla mensa,

il calice dell’amarezza vuotato in mare,

i fazzoletti intrisi di lacrime pacificate,

canto e musica per tutti,

e il cagnolino Fido,

smarrito già nel primo capitolo,

corra pure di nuovo per la casa

abbaiando gioioso.

***

Imprevedibile ma provvidenziale (W.H.Auden, da Grazie, nebbia)

Ma le catastrofi semplicemente incoraggiarono l’esperimento.

Di regola, erano i più forti a morire, le mezze cartuccie,

costrette dalla sconfitta a migrare in nicchie instabili,

alterarono la loro struttura e prosperarono.

Venerdì 18 Settembre 2009 at 5:20 pm | | doubleVie | Nessun commento
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Ci ha lasciato Luciano Morandini

Ci ha lasciato Luciano Morandini, classe 1928, uno dei poeti friulani "storici", attivo fin dagli anni '60 nel dibattito politico e culturale, ed autore di numerose raccolte di poesia (nonché fondatore e direttore di diverse riviste).

Pianta un salice diceva

Un salice dalle lunghe chiome

A lambire l'acqua del chiaro fiume

(Ricordi i fruscii della sera

E il suo dolce rumore?)

Pianta il verde segnale

La sconfitta piange con noi fraterna

Pianta un salice diceva

Sarà mosso da un soffio di memoria

 

(L.Morandini, da Fabula Notturna, KappaVu 1996)

Mercoledì 16 Settembre 2009 at 8:14 pm | | doubleVie | Un commento
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I miei nuovi H-index

Dopo il calcolo fatto ormai un anno e mezzo fa, mi sono rivisto i miei h-index, complici gli abbonamenti di Ateneo ormai non solo con ISIKnowledge ma anche con Scopus. Quindi:

  • secondo ISI: 10 su 39 pubblicazioni nel database, dove compaio con due nomi (Della Mea V e Mea VD, come su PubMed) ;
  • secondo Scopus: 12 su 50 pubblicazioni, ma risulto avere almeno sei personalità, quanti sono gli identificatori di autore sotto cui sono registrati i miei articoli, compreso un Della Mea, Vinzenco (c'è da dire che è comunque facile reperirli tutti);
  • secondo Google Scholar: 15, ricalcolato ancora a mano, visto che i dati di Google sono molto "sporchi"; non ho intenzione di calcolare i miei dati bibliometrici sulle tesi dei miei studenti o sulle pagine di ringraziamenti ai reviewers pubblicate dalle riviste (che sicuramente non incidono sull'h-index, ma non si sa mai).

Un articolo interessante sul calcolo pratico di questi valori a partire dalle librerie esistenti si trova in Jacso P, Testing the Calculation of a Realistic h-index in Google Scholar, Scopus, and Web of Science for F. W. Lancaster. Library Trends 56.4 (2008): 784-815. Parola chiave: phantom (phantom authors, phantom links, phantom citations, ecc, riferita soprattutto a Google Scholar).

UPDATE: ho fatto un post su come calcolare l'h-index in pratica.

Mercoledì 16 Settembre 2009 at 10:58 am | | riCercare, vdm | Nessun commento

Installare CHDK su fotocamera da MacOSX

Per chi non lo sapesse, CHDK (Canon Hacking Development Kit) è un bel progetto gratuito che aggiunge una serie di funzioni extra al firmware di buona parte delle fotocamere digitali della Canon, senza rischi per la macchina e per la sua garanzia; qua c'è una descrizione in italiano. In sintesi, si tratta di inserire una serie di file sulla schedina su cui normalmente salviamo le immagini; lo spazio occupato non è molto.

Io mi sono finalmente deciso ed ho installato CHDK sulla mia Canon SX110is; è stato anche più facile di quel che immaginavo. Serve un lettore di schede SD, e praticamente nient'altro. Seguendo le FAQ specifiche per Mac, ho proceduto così:

  • mi sono scaricato la versione del firmware adatta alla mia macchina dall'autobuild server; ho scelto la versione complete, non sapendo cosa mancasse nella versione small. E' necessario scaricare la versione per la propria macchina perché sulle Canon ci sono due sistemi operativi diversi e le varie macchine hanno spesso caratteristiche un po' diverse. Non serve decomprimere l'archivio.
  • ho scelto di optare per la via più semplice, quindi ho scaricato anche uno script Applescript che automatizza tutte le operazioni, dalla formattazione allo spostamento dei file.
  • la scheda di memoria su cui si installa CHDK viene formattata nel processo, se si utilizza lo script di cui sopra. Quindi è bene che non ci siano foto ancora non salvate sul computer.
  • ho inserito la scheda nel lettore ed il lettore nella porta USB, ho lanciato lo script con lo Script Editor di sistema e pigiato su Esegui.
  • Lo script chiede prima di tutto di selezionare la scheda, che compare tra i volumi presenti sul proprio computer. Attenzione a non selezionare altri dischi perché verrebbero formattati. Poi chiede di selezionare l'archivio ZIP scaricato dal sito e contenente la propria versione di CHDK (nel mio caso, sx110is-100b-0.9.8-800-full.zip ).
  • Tempo qualche secondo, ed è fatta.Dentro la SD ci saranno in più una cartella CHDK (contenente varie altre cose), un file vers.req, ed un file DISKBOOT.BIN.
  • Per utilizzare CHDK è necessario che la scheda sia locked (con l'apposito tastino laterale), anche se ciò non impedirà il salvataggio di fotografie. Esiste un altro modo che ancora non ho investigato, per il momento va bene così.

Le operazioni di cui sopra si possono fare anche manualmente, porta solo via più tempo. Fatto ciò, ho rimesso la scheda (locked!) nella macchina ed all'accensione mi è apparso uno splashscreen che indicava la presenza di CHDK. E poi:

  • Da spenta, per andare nella modalità usuale di scatto bisogna premere a lungo il tasto di accensione; lo schermo già contiene più informazioni rispetto a prima, configurabili con il menu di CHDK. Premendo brevemente si va in modalità Play.
  • Al menu si accede dalla modalità Play, dopo avere pigiato il tasto di stampa che porta nella ulteriore modalità ALT (nella mia macchina, in altre bisogna leggere le istruzioni per capire come attivarla).
  • A quel punto il tasto menu ed il tasto func.set permetteranno di impostare una quantità di possibilità nuove, incluso il caricamento di script extra che danno ulteriori funzioni (per esempio, lo scatto attivato dal movimento, utile per fotografare i fulmini).
  • Gli script extra sono scritti in un paio di linguaggi di programmazione (UBASIC e LUA), e si possono trovare qua, oltre che scriverseli per conto proprio.

Conviene tenere sotto mano il manuale in formato PDF, perché altrimenti non si saprà mai tutto ciò che si può fare... anche se per le cose più recenti è sempre utile la versione Wiki.

Martedì 15 Settembre 2009 at 11:05 am | | varia | Nessun commento
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Il contagio (W.Siti)

Per me è stato difficile leggere Il contagio (Walter Siti, Mondadori 2008) come fosse un romanzo. Anche se la scrittura è curata, a tratti al limite del poetico, l'impianto complessivo ricorda più da vicino un saggio o un'opera giornalistica. Non è una lettura particolarmente confortante, e devo dire che dopo un po' la casistica mi è parsa un po' ripetitiva - i personaggi sono solo sfaccettature di una situazione che, volendo, dopo non troppe pagine è già chiara. La situazione mi è remota, ma la sensazione che mi ha dato è simile a quella che mi aveva dato L'ubicazione del bene di Giorgio Falco (altra geografia, ma sempre una specie di periferia): una totale assenza di speranza. Quasi esageratamente: fino a darmi l'impressione della maniera.

Lunedì 14 Settembre 2009 at 1:08 pm | | letture | Nessun commento
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Corner di poesia a Pordenonelegge

All'interno del programma di Pordenonelegge ed in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Pordenone, quest'anno c'è un Corner di Poesia, evento serale in più puntate ospitato dalla Sala Vecchia Tipografia Savio. Questo è il programma:

  • giovedì 17 settembre ore 21:00 Corner di poesia 1, Letture di Francesco Tomada e Giacomo Vit.
  • giovedì 17 settembre ore 22:30 Corner di poesia 2, Letture di Marco Marangoni e Vincenzo Della Mea.
  • venerdì 18 settembre ore 21:00 Corner di poesia 3, Letture di Igor De Marchi e Luciano Cecchinel.
  • venerdì 18 settembre ore 22:30 Corner di poesia 4, Letture di Mary Barbara Tolusso e Piero Simon Ostan.
  • sabato 19 settembre ore 21:00 Corner di poesia 5, Letture di Sebastiano Gatto e Andrea Ponso.
  • sabato 19 settembre ore 22:30 Corner di poesia 6, Letture di Antonella Bukovaz e Mario Benedetti.

Ulteriori informazioni sul sito di Pordenonelegge.it.

Venerdì 11 Settembre 2009 at 08:47 am | | doubleVie, succede | Nessun commento
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Causa di forza maggiore (A.Nothomb)

Mi stavo dimenticando che in agosto ho letto anche Causa di forza maggiore (A.Nothomb, Voland 2009); una ragione ci sarà. Sarà che inizio un po' a stufarmi io, ma forse inizia a inaridire un po' lei; questa volta la storia mi è parsa più scombinata del solito, solo che di solito l'essere scombinata è un pregio delle storie della Nothomb, mentre questa volta mi è parso più un difetto che altro.

Mercoledì 09 Settembre 2009 at 10:45 pm | | letture | Nessun commento
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Serpenti nel paradiso (A. Gimenez-Bartlett)

Terzo della Bartlett per me, tutti quest'estate (Serpenti nel paradiso, Sellerio 2003): il leggero ogni tanto serve, ed in questo ho ritrovato l'anticlericalismo franco che permea anche Nel silenzio dei chiostri, il primo che ho letto. Qua la scusa è la visita del Papa a Barcellona, per la quale la polizia deve organizzare un servizio d'ordine della Madonna. E non si tratta del mistero principale del giallo: c'è un quartiere bene, tre coppie di amici, en passant anche una faida tra gitani.

Non riesco a leggere questi gialli come se fossero gialli: non mi interessa chi è il colpevole, mi godo solo i personaggi appena tagliati con l'accetta, gli scambi divertenti tra la Delicado e Garzòn, insomma, il contorno della trama.

Martedì 08 Settembre 2009 at 10:10 am | | letture | Nessun commento
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Una testa selvatica (M.S.Roger)

Una testa selvatica (M.S.Roger, Ponte alle Grazie 2009): l'avevo preso a scatola chiusa, per titolo e copertina, ma è la prova che anche l'istinto sbaglia. L'ho finito solo perché una sera non sapevo cos'altro leggere. E' un libro per ragazzi con qualche parolaccia e riferimento sessuale in più per presentarlo al mercato degli adulti. Non molto esperto di letteratura francese contemporanea, mi rendo conto che gli ultimi libri che ho letto provenienti da oltr'alpe mi chiedono sempre una sospensione dell'incredulità di cui mi pento a fine lettura.

Lunedì 07 Settembre 2009 at 12:59 pm | | letture | Nessun commento