Come si ottengono i fondi di ricerca

Ho appena incrociato un articolo molto interessante che descrive uno scenario molto realista sulla procedura tipicamente adottata per distribuire fondi di ricerca (e di conseguenza, ottenerli o no): Lawrence PA (2009) Real Lives and White Lies in the Funding of Scientific Research. PLoS Biol 7(9): e1000197.

L'articolo riguarda sostanzialmente il tempo perso a causa del meccanismo di finanziamento basato sulla presentazione di (lunghi) progetti, lunghi da scrivere e da leggere (da parte dei revisori), il tempo perso addestrando studenti e dottorandi che poi quando non si sa se i prossimi fondi arrivano ovviamente sono costretti a scappare e quindi bisogna ripartire da zero, ecc. Tanta burocrazia che coinvolge direttamente il ricercatore, e che favorisce i gruppi di ricerca grandi che possono permettersi personale aggiuntivo che si occupa solo, appunto, della burocrazia, ed in cui i fallimenti si "nascondono" meglio; con le metriche usuali un gruppo grande appare più produttivo semplicemente perché numericamente finisce per produrre di più, a prescindere dalla qualità.

Con qualche divagazione sui guai causati dall'eccessiva considerazione del numero di paper invece che della loro qualità, ed una serie di commenti inviati all'autore da altri ricercatori. Tra questi ultimi, anche un suggerimento interessante di Ross Cagan per la distribuzione di fondi che diventa effettivamente basata su peer review (a posteriori) invece dell'attuale prejudicial review.

Mercoledì 30 Settembre 2009 at 9:40 pm | | riCercare, vdm
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