Il prof è sordo (D.Lodge)
Lungo, lungo. Il paio di Lodge letti anni fa mi avevano divertito, ed adesso probabilmente avrei anche apprezzato, ma purtroppo questo Il prof è sordo (D.Lodge, Bompiani 2009) è prolisso oltre il necessario. In principio l'idea è interessante: il prof in pensione sta diventando sordo, quindi ci sono una quantità di equivoci dovuti al fatto che non sente e fa finta di sentire, sente ma capisce male, dimentica le pile dell'apparecchio, ecc; c'è del sesso senile, non c'è quasi più la critica al sistema universitario (riformato) che c'era nei suoi libri precedenti, se non qualche cenno alla quantità spropositata di riunioni. Però ci sono una quantità di dettagli che sembrano solo utili ad allungare il brodo. L'ho iniziato, messo da parte e letti altri due, e poi ripreso perché ero in viaggio e non avevo scelta. Poi non mi sono pentito, ma si poteva sfrondare.
La traduzione italiana del titolo è molto poco coraggiosa. Era difficile tradurre "Deaf sentence", ma "Il prof è sordo" è solo un richiamo alla serie e niente di più.





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