Il Messaggero Veneto cambia (velocemente) idea sul 25 aprile

Questa mattina il titolo in prima pagina sul Messaggero Veneto edizione online recitava: "Udine affolla piazza Libertà per celebrare la Resistenza". Ora è "Polemiche in tutto il Friuli: è scontro sul 25 aprile", anche se punta allo stesso articolo, che per il momento ha il titolo originale, anche se ad un esame più attento mostra contenuti modificati.

Studiando le varie cache su Web (feed prelevati da vari aggregatori), l'articolo iniziava così:

Tantissima gente, come forse non se ne vedava da anni, in piazza Libertà, a Udine per celebrare il 65° anniversario del 25 aprile, giornata dedicata alla resistenza. Tra i tanti discorsi, quello che ha infiammato di più i presenti, che lo hanno interrotto più volte con scroscianti applausi, è stato quello del sindaco di Udine, Furio Honsell. La manifestazione, alla quale hanno partecipato moltissime autorità, personaggi politici, sindaci dei comuni di tutto il Friuli, è cominciata a Udine alle 9.45 con il ritrovo dei partecipanti in piazza Primo maggio. ...

Ora invece inizia così:

«Vergogna per chi quotidianamente tenta di calpestare la Costituzione. Vergogna per chi tenta di cancellare la memoria e il significato della lotta partigiana. Viva la Resistenza! Viva la Costituzione! Viva la Repubblica italiana!». E giù uno scroscio di applausi. Con un’enfasi che raramente si sente, il sindaco Furio Honsell, ieri mattina in piazza Libertà, si è rivolto al popolo del 25 aprile con un discorso dai toni molto forti. E con gli applausi è scattata subito anche la polemica. «Discorso francamente deludente – lo bolla il governatore Renzo Tondo – perché sottolinea solo le cose che dividono».

Ma il Messaggero Veneto non sarebbe del gruppo L'Espresso?

Lunedì 26 Aprile 2010 at 12:35 pm | | varia | Due commenti

Online i dati sulla qualità dei sistemi sanitari regionali

Il pollaio di questi giorni ha oscurato una notizia interessante che va nella direzione delle cose concrete, pur con tutte le attenzioni con cui deve essere considerata.
Il Ministero della Salute ha messo online una serie di indicatori di qualità per i sistemi sanitari regionali e per le singole aziende, elaborati dal Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant'anna di Pisa. Cosa vuol dire praticamente? Che, relativamente ad una serie di indicatori, alcuni di pura osservazione, altri che misurano la qualità usando alcuni eventi paradigmatici, si possono confrontare le varie Regioni italiane dal punto di vista della qualità del servizio sanitario, ed all'interno di ogni Regione anche le singole Aziende.
Gli indicatori vanno dal numero di ospedalizzazioni per mille abitanti, alla durata media della degenza ed alla degenza pre-operatoria in caso di eventi programmati, al numero di parti cesarei, all'utilizzo del day hospital, fino alla spesa media pro-capite per i farmaci (34 in tutto). Le regioni sono divise in cinque quintili, ossia in cinque categorie dimensionalmente equivalenti (dal verde per la performance massima al rosso per quella pessima).

Si può osservare il singolo indicatore per le varie regioni ma anche il comportamento complessivo con una visualizzazione "a bersaglio" che dà un colpo d'occhio sulla prestazione della Regione (in figura, FVG). All'interno della singola Regione, indicatore per indicatore si possono esaminare i comportamenti delle varie aziende sanitarie.

Salta fuori quel che si poteva immaginare: i sistemi sanitari sono molto eterogenei, per essere gentili, con differenze quantitative a volte incomprensibili.

Ognuno si guarderà i dati, ma faccio presente alcune attenzioni da mantenere. Intanto, è importate che gli indicatori adottati abbiano senso (ma molto probabilmente vengono dalla letteratura scientifica). Più criticamente, si auspica che i dati grezzi sottoposti ad elaborazione siano di buona qualità (e questo è meno scontato).
Poi alcuni dati necessitano di essere interpretati in congiunzione con altri indicatori, per comprenderli pienamente. Me ne sono reso conto esaminando i dati del Friuli - Venezia Giulia, che complessivamente si piazza molto bene.
Per fare un esempio (di confusione mia), la durata media della degenza (indicatori H2 e H2.1) è in Regione più alta della media, tanto da piazzarci nel quarto quintile: "si sta in ospedale più della media". Un dato in cui invece qua si primeggia è il tasso di ospedalizzazione globale (H1), non  descritto nei file di accompagnamento: dovrebbe significare che il numero di ricoveri è basso. Immagino siano state applicate tutte le normalizzazioni possibili, comunque potrebbe essere che, andando meno in ospedale, ci si vada quando mediamente è più necessario, per cui magari la durata del ricovero è anche più alta. Non so se è un ragionamento corretto perché non ho idea di quanto i dati vengano normalizzati per il confronto, ma è il tipo di attenzione che è necessario fare nell'interpretazione.
Anche confrontando le aziende sanitarie all'interno della Regione bisogna tenere sempre presente il tipo di azienda ed i servizi che fornisce preferenzialmente. Un ospedale di eccellenza per un determinato tipo di patologie, magari gravi, ovviamente avrà prestazioni diverse da un ospedale dove ci si ferma solo nel caso di patologie più semplici. Sempre per fare un paio di esempi non verificati, la degenza media più elevata in Regione si ha nelle due aziende ospedaliero-universitarie di Udine e Trieste. Può essere (come anche no) che la tipologia di prestazioni fornite, indistinguibile nel dato aggregato, porti appunto ad una maggiore durata delle degenze (penso per esempio ai trapianti). Similmente, un indicatore di qualità è il numero di ricoveri ripetuti entro il mese; nei ricoveri medici (H10.1.1), il CRO di Aviano ottiene la percentuale più elevata (che dal punto di vista della qualità è peggiore), come è però purtroppo ragionevole per un ospedale oncologico.

Peccato che lo strumento utilizzato per il momento dal Ministero per comunicare i dati sia estremamente primitivo: una serie di file PDF, distante da quel che si poteva fare avendo a disposizione il Web. Per esempio, il sistema sanitario inglese ha un bel meccanismo, molto 2.0, che aiuta anche nella selezione dei centri ove recarsi: HealthDirectory.  Ciononostante, è un passo avanti, anche se non basta la valutazione a migliorare le cose.

Venerdì 23 Aprile 2010 at 3:56 pm | | riCercare | Nessun commento
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E' uscita la seconda edizione

E' in libreria la seconda edizione rivista ed aggiornata di Programmazione Web Lato Server (V.Della Mea, L.Di Gaspero, I.Scagnetto; Apogeo 2010). Rispetto alla precedente c'è più spazio per le tecnologie del web 2.0, diversi esercizi completamente rivisti, ed un generale allineamento verso le versioni più recenti degli ambienti utilizzati, in particolare Java. Informazioni (e materiale online) presso Apogeo.

Venerdì 23 Aprile 2010 at 1:46 pm | | riCercare, succede, vdm | Due commenti
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La poesia nella rete

LA POESIA NELLA RETE
spazi virtuali
e immaginari poetici

PoesiaPresente
e
Poesia teXtura Festival
2010

Per il terzo anno consecutivo le associazioni Mille Gru (PoesiaPresente) e delleAli (Poesia teXtura Festival) incrociano le proprie strade. Dopo aver presentato, per la prima volta insieme, Mariangela Gualtieri e Mauro Ermanno Giovanardi (poesia e musica – 2008) e “Fra le mura”, di Maria Arena, con Rosaria Lo Russo e Daniela Orlando (poesia e danza – 2009), quest’anno il festival indagherà il rapporto tra “poesia, arti visive e nuove tecnologie” con Nanni Balestrini, Giovanni Fontana, Stefano Massari e Giacomo Verde (che per teXtura terrà anche un video-laboratorio).

La terza serata è dedicata espressamente al rapporto tra poesia e rete.

LA POESIA NELLA RETE
Spazi virtuali e immaginari poetici

A cura di Sebastiano Aglieco e Francesco Marotta
Vimercate, Biblioteca civica, piazza Unità d’Italia 2 g
Sabato 17 aprile ore 15/19

 

Leggi il programma completo:

[La Poesia nella Rete]

Sabato 17 Aprile 2010 at 3:06 pm | | doubleVie | Nessun commento
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La stagione dei saldi su FaraPoesia

Da ieri, con mio colpevole ritardo, sono online su FaraPoesia alcune poesie inedite che ho letto a Faenza ormai un mese fa, ed in particolare la sezione intitolata La stagione dei saldi.

Mercoledì 14 Aprile 2010 at 4:52 pm | | doubleVie | Nessun commento
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L'inglesina in soffitta (L.Masali)

A trovarli, in libreria i libri di Masali sono piazzati di solito tra quelli di fantascienza, e questo perché l'autore si sollazza con i se e con i ma: pratica ciò che alcuni amano chiamare ucronia, che difficilmente sarà mai l'etichetta di uno scaffale di libreria. L'inglesina in soffitta (Sironi, 2004) è apparentemente un romanzo storico, ambientato sul lago di Como nel periodo appena precedente la seconda guerra mondiale, ma... succedono dei fatti che hanno a che fare con la sparizione di Majorana e coinvolgono servizi segreti inglesi e americani, i secondi già forgiati secondo il modello che ci è diventato noto con Bush. Masali si diverte infatti a mettere in bocca (in modo del tutto verosimile) ai protagonisti statunitensi delle frasi che abbiamo sentito dire a Bush e Rumsfeld. L'ho letto con gusto perché ad un certo punto intriga, anche mi è venuto sempre da rimanere un po' fuori dal racconto: non mi è chiaro perché, anche se immagino sia dovuto al fatto che non c'è un personaggio con cui identificarsi (se non il bambino più piccolo, ma non basta).

Domenica 04 Aprile 2010 at 8:17 pm | | letture | Nessun commento
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