Mandate a dire all'imperatore (P.Cappello, Crocetti 2010) cresce sulle ultime poesie di Assetto di Volo (Crocetti 2006), dove si poteva già individuare una poetica nuova, figlia della necessità di far esistere figure e luoghi che per loro natura sarebbero destinati alla scomparsa.
La lingua individuata per questo compito di memoria (“tengo per me cos’è curare un fuoco”) è meno attenta alla precisione formale caratteristica della sua produzione precedente, ma intrisa di materia, oggetti poveri, povere persone nominate per nome e per carattere.
Il libro è intriso di nomi propri (ed una delle poesie si intitola proprio I vostri nomi). Come in ogni testo letterario, bisogna distinguere materia poetica e poeta, ma si dà il caso che, essendo cresciuto nello stesso paesino di montagna, io quei nomi li conosca uno ad uno, e so - di nuovo, per quanto non indispensabile - che quegli eroi di un'epopea degli sconfitti sono stati veri. D'altro canto, non c'è bisogno di essere vissuti a Chiusaforte per capire questo libro: chiunque abbia fatto parte di una comunità minore, vissuta ai margini di un qualche progresso, saprà vestire i versi coi propri nomi e i propri luoghi.
Nel libro c'è un'eccezione: è La strada della sete, un lungo poema simbolico la cui materia è sempre quella del resto del libro, ma con toni e modi onirici in cui è facile individuare almeno Dante, e che segna una ulteriore nuova direzione. E' il testo che a me piace meno, ma riesco a includerlo nel disegno complessivo della raccolta, che a me ricorda quel che ha fatto in narrativa Manuel Scorza: una epopea del popolo peruviano che tra realtà e invenzione riesce a raccontare qualcosa che altrimenti non esisterebbe, in quanto non raccontato dalla storia ufficiale.
Mandate a dire all'imperatore è finalista al Premio Viareggio-Repaci: in bocca al lupo.
Ricevo e volentieri rilancio:
Dal 15 al 19 settembre 2010 si rinnova l’appuntamento con pordenonelegge, la Festa del Libro con gli Autori: è l’undicesima edizione di una tra le più attese manifestazioni dell’agenda culturale italiana. Nel corso del tempo, sia la critica più raffinata che il grande pubblico hanno seguito con passione questo evento, unico nella sua principale caratteristica, che lo differenzia dalle molte altre analoghe manifestazioni: riesce a coniugare la leggerezza sui temi chiacchierati con la profondità nei discorsi seri, la provocazione con l’accademia. Propone così un’idea multiforme della letteratura, intesa come “mondo dei libri”, in un brillante e quanto mai attuale equilibrio tra ricerca e comunicazione, che riesce a dare spazio ai temi e ai protagonisti riconosciuti della realtà artistica e intellettuale, ma anche alle molte novità emergenti sulla scena culturale. Lo scorso anno, distribuiti nei cinque giorni del Festival, gli oltre centocinquanta appuntamenti sono stati affollati da una pacifica invasione di appassionati del libro, che cercavano nella ricca offerta del programma quel particolare percorso di dialoghi, incontri e conferenze in grado di diventare un itinerario nella propria immaginazione attraverso i propri interessi: la “loro” pordenonelegge.
I curatori della manifestazione sono Gian Mario Villalta (Direttore Artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet.
Un cenno al settore poesia della manifestazione:
Ancora una volta uno spazio di grande qualità, quasi un festival nel festival, viene dedicato alla poesia. Evgenij Evtushenko, forse il più conosciuto dei poeti di tutto il mondo, Michael Kruger, una delle personalità di maggiore rilievo della scena letteraria tedesca e Douglas Dunn, il maggiore poeta scozzese dei nostri giorni, sono gli ospiti stranieri che coronano lo spazio dedicato quest’anno alla poesia. Momenti di speciale attenzione sono dedicati a Fabio Pusterla e Pierluigi Cappello e ai loro recenti, importanti, libri. Una riflessione sulla poesia Europea del novecento è affidata a Massimo Rizzante e Božidar Stanišić. Per celebrare il decimo numero dei Quaderni di Poesia Italiana, che si incamminano verso i venti anni di nuove proposte poetiche, è previsto un omaggio a chi ha pensato, voluto e diretto i quaderni, presentando in questi anni 58 nuovi autori: il poeta Franco Buffoni. A lui e ai suoi quaderni sono dedicati due momenti speciali all’interno del festival, per ricordare, fare il punto sulla situazione e rilanciare la sfida. Al primo incontro partecipano lo steso Franco Buffoni, Laura Pugno, Antonio Riccardi; al secondo Gabriele Frasca, Luigi Nacci, e il direttore di Lyrikline.org Heiko Strunk – conduce Lello Voce. Di un grande poeta del passato, John Keats, parleranno Elido Fazi e Masolino D’Amico, ripercorrendo gli ultimi anni della romantica vita del poeta, diviso tra difficoltà economiche, problemi familiari e l'amore per Fanny Brawne. Nel corso delle cinque serate del festival, dal mercoledì alla domenica, nella Sala della Vecchia Tipografia Savio si alterneranno alla lettura i poeti presenti a pordenonelegge e altri che, da tutta Italia, vengono per partecipare alla festa: Antonio Turolo, Andrea Ponso, Davide Rondoni, Giovanni Turra, Stefano Raimondi, Sebastiano Gatto, Flavio Santi , Alessandro Canzian, Roberto Cescon, Dario De Nardin, Arnold De Vos, Maria Luigia Longo, Piero Simon Ostan, Federico Rossignoli, Marta Celio, Rossella Renzi, Silvia Salvagnini, Francesca Serragnoli, Mary Barbara Tolusso, Maria Luisa Vezzali, Massimo Gezzi, Laura Pugno, Guido Mazzoni, Massimo Rizzante, Paolo Ruffilli, Fabio Pusterla, Bozidar Stanisic, Emanuele Trevi, Pierluigi Cappello, Franco Buffoni, Gabriele Frasca, Luigi Nacci, Antonio Riccardi, Lello Voce.
Per ulteriori informazioni: www.pordenonelegge.it.
Nelvia Di Monte, con la raccolta inedita in lingua friulana Dismenteant ogni burlaz (Dimenticando ogni temporale) è la vincitrice della VII edizione del Premio nazionale di poesia in dialetto “Ischitella-Pietro Giannone” 2010. Di Monte ha preceduto il corregionale Silvio Ornella, classificatosi secondo con la raccolta, nella parlata del friulano occidentale del comune di Zoppola (PN), Il polver ta la mània (La polvere sulla manica) e Alfredo Panetta (nativo di Locri, RC), terzo con la raccolta in dialetto calabrese Na folia nt’è falacchi (Un nido nel fango). La giuria ha inoltre deciso di segnalare la raccolta All’are de l’aurore (Sull’aia dell’aurora) in dialetto abruzzese di Casalincontrada (CH) di Mario D’Arcangelo.
Non è una sorpresa perché si sa che sono bravi, ma è una bella sorpresa.
Più informazioni qui.
Ecco altri appuntamenti, nella settimana in corso, per la 2° del edizione Festival itinerante internazionale di poesia (e non solo) “Acque di Acqua”, sempre organizzati da Associazione Culturaglobale e Associazione Equilibri:
Sagrado, Parco Comunale Canale dei Dottori
Giovedì 8 luglio, ore 21.00
letture
Pericle Camuffo, Juri Paljk, Lenka Danhelova, Vincenzo Della Mea, Erika Crosara
musica
Exposurensemble (Mauro Bon/Simone Kodermaz/Roberto Duse/Graziano Kodermaz)
presentazione del nuovo cd Grunt 223
Grimacco, Topolò
Venerdì 9 luglio, al tramonto
letture
Piero Simon Ostan, Maurizio Benedetti, Lenka Danhelova, Mila Bratina, Elisabeth Faller
musica
Veronika Vitazkova, flauto; Nicola Barbagli, oboe
Monfalcone, Piazza Falcone e Borsellino
Venerdì 9 luglio, ore 22.00
letture
Claudio Grisancich, Marina Moretti, Giuseppe Mariuz, Mary Barbara Tolusso, Enrico Colussi
musica
Caludio Cojaniz, pianoforte
Portogruaro, Vivai Bejaflor
Sabato 10 luglio, ore 18.30
letture
Velvet Afri, Piero Simon Ostan, Giacomo Vit, Selene Garcia, Maria Sanchez Puyade, Elisabeth Faller
musica
Porto del Jazz