Padroni a casa nostra (G.M.Villalta)
Padroni a casa nostra (G.M. Villalta, Mondadori 2009) sarebbe un saggio, ma per scriverlo Villalta non si toglie i panni del poeta e narratore. Il sottotitolo -Perché a Nordest siamo tutti antipatici- è poco più che un richiamo pubblicitario, visto che alla fine non si capisce perché proprio noi saremmo antipatici. Diventa invece una scusa (che secondo me abbandona quasi subito) per trattare in un modo ulteriore ciò che compare praticamente in ogni altro suo scritto (dai racconti di Un dolore riconoscente alle poesie di Vedere al buio), seppure in altre forme: la fine della civiltà contadina, le trasformazioni capitate, imposte, lasciate succedere nel territorio come nelle persone. E tra l'altro il suo Nord-Est non è nemmeno il mio: una parte di quel che solo 50 km più a ovest è già successo da un po', qua sta arrivando ora.






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