Le mappe dei tesori d'Italia e la mappa del tesoro di qualcuno
Ieri è saltato fuori che, sulla rivista che dovrebbe rappresentare il Friuli - Venezia Giulia all'Expo 2015 ed all'estero, "Le mappe dei tesori d'Italia", manca Udine e c'è pochissimo su Pordenone (qui la notizia sul Messaggero Veneto). Una immagine della Regione vista col daltonismo del centro-destra sicuramente non contempla i due capoluoghi governati dal centro-sinistra. La questione non è secondaria, perché la rivista, numero speciale Friuli - Venezia Giulia, è tradotta in sette lingue e stampata in 30.000 copie, con il patrocinio della Presidenza del consiglio, del ministero degli Esteri, di quello per i Beni e le attività culturali, e con il sostegno della Provincia di Udine.
Bene, io mi concentro sulla seconda parte dell'articolo. 30.000 copie per sette lingue per 21 regioni fa... un bel business editoriale da milioni di euro, dato in mano all'Associazione “Le mappe dei tesori d’Italia”, ed associato al sito www.italiamappe.it dove sono indicizzati e georeferenziati tutti (ma non proprio) i presunti tesori d'Italia.
Cos'è l'associazione “Le mappe dei tesori d’Italia”? Ormai con Internet si trova tutto, e non sono il primo ad accorgermi che l'Associazione ha sede ad Arcore. Il Presidente è tale Claudio Chetta; il sito delle mappe è di proprietà dell'azienda Over, che apparentemente fa siti web ma non ne possiede uno suo (e non pare nemmeno averne registrati altri oltre questo). La proprietaria dell'azienda è tale Maria Chetta (un caso, senza dubbio). Come arrivano i soldi (e quanti) a questa associazione non a scopo di lucro? Perché proprio a questa associazione?
UPDATE: qualcosina in più in un nuovo post.





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