Tempo d'estate (J.M.Coetzee)

Gran bella idea. Tempo d'estate (J.M. Coetzee, Einaudi 2010) è una specie di (auto)biografia postuma, consistente nel resoconto dei dialoghi di un biografo di Coetzee che dopo la sua morte intervista le donne "della sua vita". Dalle interviste ne esce un'immagine di Coetzee uomo molto misera, soprattutto affettivamente. Il che induce a ragionare alla dicotomia uomo-autore: si tratta di un premio Nobel, e può lo stesso essere una persona da nulla. Anche se riesce a descrivere con una certa crudeltà la sua stessa scrittura, individuando come debolezza quella che, almeno per me, è in fondo la cifra dei suoi romanzi (o perlomeno dei pochi che ho letto): personaggi senza passione, senza una ricchezza interiore.

Naturalmente però anche questo è un romanzo, per cui non ci si può sentire autorizzati a ritenere vita vera ciò che viene raccontato.

Domenica 18 Luglio 2010 at 10:53 am | ¶ | letture
Tag usati: , ,

Nessun commento

Emoticons

Questa domanda serve per prevenire commenti spam da parte di programmi (chiedo scusa per l'imbecillità della cosa).
 

Mantenere le informazioni personali?
Nascondi email
Note: Tutti i tag HTML eccetto <b> e <i> saranno rimossi dal commento. Puoi inserire link semplicemente scrivendo l'url o l'indirizzo di e-mail.