Il nipote del Negus (A.Camilleri)
"Se i fatti più importanti sono del tutto inventati, rimane pur vero il clima di autentica stupidità generale, tra farsa e tragedia, che segnò purtroppo un'epoca": così commenta Camilleri nelle note finali, e probabilmente qualcun altro lo riscriverà, in nota ad un qualche altro romanzo, tra un'ottantina d'anni. Ne Il nipote del Negus (Sellerio 2010), adottando pari pari l'espediente già proposto ne La concessione del telefono, l'accumulo di missive ufficiali, note confidenziali, ecc, racconta una storia attorno ad un fatto realmente accaduto negli anni '30. Il giovane nipote del Negus viene in Sicilia a frequentare una scuola mineraria; è nero, ma ragioni di Stato fanno sì che debba essere trattato bene. Essendo il ragazzo un tipo piuttosto furbo, l'esito è esilarante, non tanto per lui ma per il contorno di gerarchetti striscianti al cospetto dei superiori e pronti a scaricare il barile sulla schiena dei sottoposti, il tutto prevalentemente via lettera. Una lettura estiva fin troppo veloce, ed è anche facile assecondare l'autore nella tentazione di leggere facendo finta che non siano passati ottant'anni.





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