Bibliometria dei ministri-professori

Premesso che è indispensabile valutare la qualità del lavoro scientifico di un ricercatore (in senso lato), il come si possa fare non è un processo banale, risolvibile mettendo assieme un paio di numeretti. Visto che comunque sempre più spesso ci si concentra sul lato peggiore dell'Università, ed in base a ciò tanti sono quelli che vogliono dare lezioni di qualità, propongo un simpatico esercizio che ho fatto di recente.

Ho scorso tutti i curriculum dei Ministri del nostro Governo, per identificare quelli con un passato (o presente) accademico non precario. Ho individuato tre soggetti sicuri: prof. Renato Brunetta (ordinario di Economia del Lavoro, in pensione dallo scorso anno), prof. Ferruccio Fazio (ordinario di Diagnostica per Immagini e Radioterapia), prof. Giulio Tremonti (ordinario di Diritto tributario). Nel curriculum di Sandro Bondi compare un riferimento ad un  periodo come "ricercatore", che non sono riuscito identificare meglio. Maurizio Sacconi è professore a contratto e dichiara diverse pubblicazioni, ma tutte in italiano.

Ho quindi utilizzato il database bibliografico Web of Science di ISI/Thomson per verificare il numero di articoli scritti dai tre ministri/professori, le citazioni da essi ricevute e l'H index; la tabella seguente presenta i risultati della ricerca.

  pubblicazionicitazioni complessiveH index
R.Brunetta200
F.Fazio371-49410896-1122852
G.Tremonti---

La tabella non avrebbe bisogno di molti commenti, ma cerchiamo di interpretarla con tutte le cautele del caso.

Cominciamo dalla situazione più semplice, per la quale però devo una spiegazione. I doppi numeri presenti per il prof. Fazio corrispondono rispettivamente ai dati calcolati sui soli articoli scientifici in senso stretto, e sui dati estesi che includono anche gli atti di conferenze, le lettere, ed altre pubblicazioni secondarie, che da poco tempo sono indicizzate anche da Web of Science. L' H-index non cambia: è un dato che identifica le migliori pubblicazioni di un autore, per cui è abbastanza insensibile proprio a quelle secondarie. Il prof. Fazio presenta dati bibliometrici di tutto rispetto, compatibili con una reale attività da Ordinario di disciplina medica (area in cui si pubblica molto). Pur non conoscendo nel dettaglio il settore della diagnostica per immagini (perché ogni settore ha le sue convenzioni) , sarei tentato di dire che si piazza nei livelli alti di un'ipotetica classifica.

La specificità del settore di ricerca si potrebbe invocare come spiegazione dei numeri, e delle assenze di numeri, per gli altri due Ministri. In realtà però la situazione è leggermente diversa.
Per il prof. Tremonti infatti nel database di ISI non sono presenti pubblicazioni. Come riconosciuto anche negli indicatori di attività scientifica e di ricerca stabiliti dal CUN per l'area 12 "Scienze giuridiche", le pubblicazioni sono prevalentemente in lingua italiana. Quindi in un certo senso sfugge dalla valutazione bibliometrica tradizionale, anche se Web of Science indicizza 115 riviste scientifiche di scienze giuridiche.

Diversa è la situazione del prof. Brunetta. Nel database sono presenti due pubblicazioni internazionali (una del 1993 ed una del 2001), senza alcuna citazione, col risultato che l'H-index è zero (NB: su Wikipedia ne vengono riportate 7, di cui 5 contributi a convegni, ma sempre con H index nullo). Il confronto ovviamente non può essere fatto con il 52 del prof. Fazio, ma con i suoi pari, cioè con docenti, in questo caso, di Economia. Quanto vale in termini di H index un eccellente ricercatore di Economia? Ci viene in aiuto il database IDEAS della University of Connecticut, che riporta dati proprio sui ricercatori di economia. Il primo migliaio (di quelli registrati, non necessariamente tutti) ha H index superiore a 10, fino ad un massimo di 54 per Andrei Shleifer. Non è posto esclusivo per anglofoni: l'italiano Guido Tabellini ha H index pari a 31, per esempio.

Difficile quindi credere a possibili Nobel per il prof. Brunetta, e anche credere che sia uno dei più bravi d'Europa: come ha detto una volta il direttore del mio Dipartimento, "zero è zero in tutte le unità di misura".

Mercoledì 21 Luglio 2010 at 11:54 am | | riCercare

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