Gli scrittori inutili (E.Cavazzoni)

Io con Cavazzoni mi diverto sempre. Gli scrittori inutili. 7 lezioni e 49 casi (E.Cavazzoni, Guanda 2010)  contiene 49 racconti tra lo stralunato ed il sarcastico sul mondo della letteratura. Il numero nasce dalla combinazione tra i sette vizi che l'aspirante scrittore deve conoscere, e le sette evenienze della vita che lo aiutano a diventare inutile. Forse potevano essere un po' meno, però sono racconti  godibilissimi purché uno non si senta scrittore utile oltre misura.

Un estratto dal racconto numero 22:

Due scrittori in riva al mare giocavano con la sabbia e il secchiello. C'era un terzo scrittore nei pressi che scavava con una paletta, e un quarto stava nell'acqua fino ai ginocchi contemplando le increspature del mare. Lontano, dove finiva la sabbia, un quinto scrittore succhiava un gelato.

«E' ora di scrivere» gridava ad un certo punto l'assistente sociale suonando allegramente una campanella. Al che tutti si alzavan festosi. Alcuni che erano in mare con il salvagente tornavano a riva; e così pure chi era tra gli scogli a guardare le alghe.
«Avete fatto le osservazioni?» chiedeva l'assistente sociale.
«» rispondevano gli scrittori in coro. «Anch'io le ho fatte» diceva in ritardo uno scrittore più basso, ancora tutto bagnato, e mostrava un sassolino. Al che ridevano tutti, e anche lo scrittore più basso rideva.
«Signorina - diceva uno scrittore che portava gli occhiali -, io ho fatto un buco e l'ho osservato.»
«Io ho osservato Michele».
«Io Giulio».
«Io ho dato il pane ai pesci».
«Signorina, io ho il costume bagnato.»

Qualcuno saltellava su una gamba sola per gioco, qualche altro teneva per mano l'amico del cuore. Poi entravano dentro la casa. (..)
Qualcuno si metteva la giacca, qualcuno restava in camicia o in maniche corte, secondo la provenienza e l'età. Poi tutti scrivevano. Non si sentiva volare una mosca. L'assistente sociale poteva lasciarli da soli. (...)
Verso sera gli scritti venivan raccolti.
«Metteteci i nomi - diceva l'assistente sociale -, e la data!»
Gli scritti venivano raccolti in una cartellina di plastica e lasciati ammonticchiati sopra un armadio. Nessuno il giorno dopo ci pensava più; tornavano al mare, e non risulta che finora ci abbia pensato più nessuno.

Martedì 24 Agosto 2010 at 6:31 pm | | letture

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