Chi intende seguire il corso informatica medica?

Post per i miei studenti: è stato pubblicato l'orario provvisorio per il secondo periodo didattico. Inevitabilmente ci sono delle sovrapposizioni; male che vada cerchiamo dei compromessi alla prima lezione, però se nel frattempo chi intende seguire il corso mi contatta via email, magari riusciamo a predisporre un orario buono per tutti fin da subito.

Martedì 15 Febbraio 2011 at 09:36 am | | vdm | Nessun commento
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Una mia poesia su World Literature Today

Nell'ultimo numero di World Literature Today, rivista dell'Università dell'Oklahoma, è presente anche la traduzione di una mia poesia (Invecchiare) tratta da Algoritmi. Il numero è dedicato al rapporto tra scienza e letteratura ed è curato da Pireeni Sundaralingam, che mi ha contattato tramite Fabiano Alborghetti (che ringrazio e che è stato anche il tramite verso il traduttore, Anthony Robbins).

Mercoledì 09 Febbraio 2011 at 11:52 am | | doubleVie | Nessun commento
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Su "Mezza Italia con troppi prof", dal Sole 24 ore Sanità

Ormai un paio di settimane fa mi è capitato di leggere un articolo trovato nella rassegna stampa della CRUI, da cui poi è stato rimosso. L'articolo, uscito sul Sole 24 Ore Sanità di lunedì 24 gennaio 2011, si intitola "Mezza Italia con troppi prof" e riporta una analisi effettuata da Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. L'articolo si può trovare in diversi punti del Web tra cui qui (in fondo c'è un PDF più leggibile). In sintesi, l'articolo dice che nelle Facoltà italiane di Medicina i docenti sono troppi e scarsamente produttivi.

Bene, l'articolo ha diverse falle per quel che riguarda la valutazione della produttività, tanto che avevo scritto una lettera all'inserto del Sole, ma non ho mai avuto feedback in proposito.  E quindi la lascio qua, a futura memoria (risistemata giusto un po' e con link ove opportuno). Non dico niente sul numero dei docenti, anche se dire che sono troppi senza alcun termine di paragone internazionale lascia il tempo che trova.

Ho letto con interesse l'articolo "Mezza Italia con troppi prof", anche se diversi punti del testo suscitano qualche dubbio, per delle imprecisioni abbastanza cruciali.

Il punto critico principale è quello relativo al concetto di impact factor, perlomeno come illustrato nell'articolo. L'impact factor è un indice di proprietà di ISI/Thomson e del suo database (calcolato peraltro non sull'ultimo anno ma sugli anni precedenti), e pertanto non può essere il dato fornito dal database di SCImago. Ciò che fornisce SCImago, e che nella prima tabella viene chiamato "indice di qualità", è un fattore con un significato un po' diverso, difficilmente interpretabile nella forma "tanti docenti, molti fanno poco e quel poco spesso non vale nemmeno granché".

L'indice di SCImago, derivato anch’esso dai dati bibliografici con una normalizzazione per settore scientifico,  vale 1 quando un'istituzione ha un impatto sulla comunità scientifica pari alla media del suo settore a livello mondiale. Vale più di uno quando l'impatto è maggiore della media, meno di uno quando è meno della media. Quel che ci dice la tabella è che 5 università italiane su 40 hanno un impatto minore della media mondiale (di poco, fino al 91%), una è esattamente nella media, e le altre 34 presentano tutte un impatto maggiore della media delle altre istituzioni equivalenti a livello mondiale. Un risultato che, nei correnti chiari di luna finanziari, si può solo giudicare eccellente.

Un risultato che chiunque può confrontare direttamente anche con i dati pubblici di SCImago reperibili su www.scimagojr.com, dove l'Italia, nel settore Medicina e nell'anno 2009, si piazza settima nazione al mondo per numero di articoli prodotti, quinta per numero totale di citazioni ricevute, sesta per H index, con un numero di citazioni per articolo maggiore di quelle ricevute dagli Stati Uniti. Problemi reali l'università italiana ne ha molti, non c'è bisogno di andare a vederli anche dove non ci sono.

C'è anche almeno un dato che probabilmente deriva da un qualche errore di calcolo: le 112 pubblicazioni medie per docente dell'Università di Torino, nel solo 2009. Come sa chiunque partecipa alla produzione di letteratura scientifica, è un numero improbabile perché la sola scrittura di tutti quegli articoli (uno ogni tre giorni) porterebbe via più tempo di quello necessario a svolgere concretamente le ricerche.

Ricordo infine che, visto che i fondi vengono distribuiti in base alla performance, se anche i 5 atenei sotto la media avessero una performance sopra la media non è che riceverebbero più fondi: ci sarà sempre un ultimo in classifica che, per bravo che sia, prenderà meno di tutti gli altri. O, in altre parole, è per definizione impossibile che tutti siano sopra la media.

Lunedì 07 Febbraio 2011 at 10:03 am | | succede, vdm | Nessun commento

A Chiusaforte: festa per Cappello

Sabato 5 febbraio alle ore 1830, presso la sala polifunzionale del Comune di Chiusaforte ci sarà finalmente (perché in precedenza rimandata per problemi di salute) la festa dedicata a Pierluigi Cappello. Presenti vari amici tra cui Giorgio Monte e Manuel Buttus del Teatrino del Rifo, il percussionista Emanuel Donadelli, Federico Rossi.E bicchierata finale...

Mercoledì 02 Febbraio 2011 at 10:31 pm | | doubleVie, succede | Nessun commento