Blog scientifici

Piccola lista di blog a sfondo scientifico e di ricerca che mi capita di consultare di quando in quando (e che continuerò a modificare quando necessario):

In inglese:

Lunedì 25 Luglio 2011 at 1:28 pm | | riCercare | Nessun commento
Tag usati: , ,

Norvegia e... Festung Antartika

Sto leggendo Un buon posto per morire di Avoledo e Dileo. Premetto che mi sta piacendo meno degli altri libri di Avoledo, comunque quello che di Avoledo c'è ancora e sicuramente è la capacità visionaria che fa ritrovare nei suoi romanzi cose che succedono, durante o dopo, nel mondo reale. In questo caso, quel che è successo in Norvegia in questi giorni potrebbe tranquillamente essere successo dentro il romanzo, o dentro il gioco - Festung Antartika- attorno a cui il romanzo ruota. C'è perfino un personaggio che assomiglia a Breivik, ci sono gli stessi ragionamenti.  Quest'uomo ha naso per la realtà, anche se poi sembra fare "solo" fantascienza.

Domenica 24 Luglio 2011 at 9:08 pm | | letture | Nessun commento

Correlazione tra le classifiche degli atenei del Sole24ore e Repubblica

Ho provato a plottare e calcolare la correlazione tra le classifiche degli atenei italiani (pubblici) stilate da Il Sole 24 Ore e Repubblica.

Correlazione secondo Kendall: 0,37; secondo Spearman: 0,51; e per non farci mancare niente, secondo Pearson 0,57. Non si può dire che siano identiche...

C'è una sola certezza: quel puntino in basso a sinistra.

Mercoledì 20 Luglio 2011 at 2:04 pm | | riCercare | Nessun commento

Un aggiornamento: calcolo dell'H-index

UPDATE 2012-09-01: ho creato uno strumento Web per calcolare automaticamente i tre parametri ANVUR, informazioni qui.

Riprendo quanto scritto ancora un anno fa su come calcolare il proprio H-index, con qualche possibilità in più.

Le fonti rimangono quasi le stesse: ISIKnowledge, che è anche la fonte degli impact factor delle riviste scientifiche, Scopus di Elsevier, il gratuito Google Scholar, da usare direttamente o con plugin ed applicazioni descritti nel post sopra citato. A queste aggiungo ora Microsoft Academic Research, che integra automaticamente un'interfaccia per il calcolo di alcuni indicatori bibliometrici tra cui l'H-index ed alcune sue varianti.

In aggiunta al metodo descritto nell'altro post, in ISIknowledge si possono generare rapidamente degli indicatori col tasto Create Citation Report, che agisce sull'insieme degli articoli ottenuti con una ricerca. Si cerca quindi per autore, facendo attenzione alle possibili ambiguità di scrittura (io per esempio cerco Della Mea V* OR Dellamea V* e ancora non basterebbe, perché non trovo le abbreviazioni del tipo V.D. Mea), e nella pagina dei risultati si pigia il tasto, che crea un paio di grafici con la distribuzione per anno di pubblicazioni e citazioni, e calcola tra gli altri dati anche l'H-index.

Per Scopus non c'è bisogno di aggiornamenti. Tra i due sistemi permane qualche differenza: io personalmente ho un po' più papers e meno citazioni su ISI, viceversa su Scopus (che peraltro mi assegna un H-index più elevato).

I grafici calcolati da ISI tramite Citation Report, e gli analoghi grafici prodotti da Scopus, tornano anche utili per calcolare rapidamente il numero di pubblicazioni degli ultimi 10 anni secondo quanto suggerito dai criteri ANVUR per l'abilitazione nazionale.

Per l'utilizzo di Google Scholar, oltre a quanto già suggerito, si può usare anche Scholarometer, sotto forma di plugin per Firefox (al momento non il 5) e Chrome da scaricare ed installare. Di nuovo, si può cercare il nome dell'autore (attenzione: aspettare che finisca!), dopo di che viene generata una pagina con la lista degli articoli candidati, e gli indicatori bibliometrici da essi calcolati. Gli articoli possono essere eliminati o collassati. Io sono partito da una lista di 117 e sono sceso sotto i 100, con fatica, e comunque ancora non basta. Gli errori più tipici: qualche articolo non mio ma di altri Della Mea, articoli duplicati, articoli in cui compare un pezzo di titolo e basta (prima riga o seconda riga separatamente); cose di questo genere, non particolarmente intelligenti. In realtà per l'H-index basta fare un po' di attenzione ai primi, anche se gli articoli duplicati potrebbero comportare anche una suddivisione delle citazioni, il che invece può influire sull'H-index. Qualcosa in più rispetto a Google Scholar sembra farlo: l'H-index che ottengo è lo stesso che ottengo con Scopus, mentre con Google Scholar è 5 punti più alto (un po' troppo).

Riguardo Microsoft Academic Research, è una specie di Google Scholar ma con risultati che perlomeno col mio nome sono tutt'altro che soddisfacenti (l'H-index è la metà di quello che ottengo con ISI: so che è irragionevole).  Mi pare che le fonti siano comunque più selezionate.

Sui due metodi gratuiti in realtà ho abbandonato un po' le speranze dopo avere saputo del grande Ike Antkare, che nel 2009 ha pubblicato 100 articoli ed ha* un H-index pari a 94 (qui per un resoconto in italiano; qui per l'articolo originale).

*: ha avuto. Google Scholar nel frattempo è stato "raffinato", ed il povero Ike è stato retrocesso.

Martedì 19 Luglio 2011 at 4:03 pm | | riCercare, vdm | Nessun commento

Atenei pubblici e privati nella classifica del Sole 24 Ore

Oggi sul Sole 24Ore ci sono le usuali classifiche degli atenei italiani in base ad una serie di indicatori riassunti in una classifica che vede molto bene Udine, 4° assieme a Ferrara dopo i due politecnici di Torino e Milano e l'università di Trento (sul quotidiano cartaceo o qua per le classifiche complete).

A parte c'è anche una classifica per gli atenei non statali. A fondere assieme le due classifiche, la privata Università Vita-Salute San Raffaele risulterebbe di pochissimo superiore al Politecnico di Torino. Maggiore efficienza dei privati? La Vita-Salute fa parte di un gruppo (che di fatto vive di convenzioni pubbliche) in cui si è scoperto da poco un buco di circa un miliardo di euro.  Sicuramente non tutti spesi per l'università, sia chiaro, ma ci vuol poco a fare bella figura, con certe cifre.

Lunedì 18 Luglio 2011 at 1:06 pm | | riCercare | Due commenti
Tag usati: ,

Sui "Criteri e parametri di valutazione dei candidati e dei commissari dell'abilitazione scientifica nazionale" dell'ANVUR

Sono usciti i "Criteri e parametri di valutazione dei candidati e dei commissari dell'abilitazione scientifica nazionale" dell'ANVUR, dopo che era uscito il parere del CUN su "Criteri, parametri e indicatori per l’abilitazione scientifica nazionale".

A caldo (anzi, a tiepido, visto che nei giorni in cui sono usciti ero occupato a fare altro), mi pare che entrambi i documenti riconoscano il fatto che le varie aree hanno convenzioni di ricerca differenti, per cui non è possibile immaginare soglie comuni a tutti. La differenza sta nel fatto che, nel documento del CUN, ogni area propone un qualche suo valore assoluto (per esempio in termini di numero di pubblicazioni) mentre l'ANVUR fa riferimento alla mediana del settore: “parametri indicatori di qualità della produzione scientifica, normalizzati per l’età accademica - calcolata dalla data della prima pubblicazione – superiori alla mediana dello specifico settore concorsuale e della fascia per cui si chiede l’abilitazione“. Nello specifico, per le aree 1-9 (hard sciences) vengono nominati: numero delle pubblicazioni negli ultimi 10 anni, citazioni totali ed H-index. Il meccanismo della mediana dovrebbe innescare un processo virtuoso in termini di miglioramento dei parametri (e comunque dovrebbe farlo meglio dei valori assoluti fissati a priori).

L'utilizzo della mediana, applicata al settore, permette di evitare confronti impari tra comunità accademiche con convenzioni diverse (es. matematici con medici, differenti per numero di pubblicazioni e citazioni). D'altro canto il problema si ripropone per sottosettori, visto che si sono sempre settori (alla moda o più finanziati) che pubblicano di più ed altri di meno, per cui chi si occupa di determinati argomenti può essere avvantaggiato nei concorsi. Comunque è difficile immaginare una normalizzazione totalmente equa.

Una conseguenza particolare del meccanismo della mediana è che io, per accedere alla procedura di abilitazione a professore associato, devo essere meglio (nei termini di cui sopra) di almeno la metà dei professori associati attuali. Sto semplificando, ma è più o meno così. Ora come ora può avere senso perché, per carenza di concorsi, i ricercatori sono così vecchi da avere carriera confrontabile con quella degli associati, ma mi chiedo se è stata valutata la sostenibilità a lungo termine di questo meccanismo.

Giovedì 07 Luglio 2011 at 4:57 pm | | riCercare | Due commenti

Downgrade iPhone 3G da 4.2.1 a 4.1: una strada semplice?

Dopo il passaggio da 4 a 3.1.3, e successivo ritorno al 4, dopo un cambio di operatore verso Wind mi sono trovato di nuovo senza tethering con l'ultima versione disponibile per il 3G, 4.2.1. Ho letto in giro e mi è parso che l'unica soluzione fosse il ripristino della versione 4.1 (non volendo fare jailbreak). Le guide che ho trovato per il downgrade prevedevano quasi tutte la disponibilità di un backup di SHSH e/o uso di TinyUmbrella, per cui dopo un po' mi sono stufato di cercare ed ho provato alla buona.

Ho scaricato il 4.1 da qua; in iTunes (versione 10.3, non so se è questa che fa la differenza) ho cliccato su aggiorna, tenendo premuto il tasto ALT, il che mi ha permesso di selezionare il file .ipsw contenente la versione 4.1 . Al primo tentativo è andata male: iTunes alla fine ha fatto il controllo ed ha detto che non potevo installare quella versione.

A quel punto ho isolato il passaggio che mi interessava nelle varie guide: quello che sostituisce la chiamata che iTunes fa verso la casa madre (per controllare) con una chiamata verso Cydia. Questo si ottiene aggiungendo la riga 74.208.10.249 gs.apple.com al file /etc/hosts. Fatto questo, ho spento e riacceso iTunes, e riprovato la procedura. Al termine mi ha dato uno degli errori che risultavano indicati anche nelle guide, ho spento di nuovo iTunes, ma nel frattempo l'iPhone è ripartito per conto suo, e nell Info risultava avere la versione 4.1. Con l'opzione tethering tra quelle di Network dati cellulare nelle Impostazioni. Avendo Wind Business, ho impostato a mano le APN per dati e Tethering a internet.wind.biz, uscito da impostazioni, rientrato, e finalmente il tethering è riapparso.

Poi però è comparso un altro problema: ad ogni sincronizzazione mi dava un problema di autorizzazione: "Questo computer non è più autorizzato per applicazioni installate su iPhone. Desideri autorizzare questo computer per elementi acquistati da iTunes Store? Se non autorizzi questo computer, l'applicazione "Digilite" e i relativi dati saranno eliminati da questo iPhone." (in ciclo infinito esattamente come descritto qui e da altre parti). Ciò bloccava anche la sincronizzazione di altre applicazioni. Non avendo jailbreak o applicazioni illegali, ho provato comunque a rimuovere l'autorizzazione e rifarla come suggerito, senza successo, fino a che mi sono reso conto che in realtà il messaggio nasconde un altro problema: alcune delle applicazioni che avevo installato necessitavano di versioni 4.2 e successive. Allora non ho autorizzato, mi ha eliminato le applicazioni non compatibili (perché il problema era quello) ed ha ricominciato a sincronizzare anche quelle che stavo aggiungendo. Ora pare funzionare tutto (e ho tolto la riga extra dal file hosts).

Giovedì 07 Luglio 2011 at 3:36 pm | | varia | Nessun commento