Lascio qui qualche appunto riguardo un problema sollevato recentemente in una mailing list che frequento: l'obbligo di avere un indirizzo PEC per i professionisti iscritti in albi ed ordini. Obbligo che dovrebbe essere assolto entro qualche giorno...
il Decreto legge del 29 novembre 2008, n. 185 dice: “I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco consultabile in via telematica i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata.”
La PEC rende in forma elettronica più o meno ciò che dà la posta raccomandata con ricevuta di ritorno: vengono certificate la spedizione, presa in carico, integrità del messaggio, ed eventuale ricezione del messaggio. Il tutto a partire da e verso una casella "fatta apposta", il che significa che non sono servizi applicabili alle caselle che già usiamo, ma abbiamo bisogno di una casella nuova. E, come è ovvio, non garantisce la lettura dei messaggi: semplicemente, nel migliore dei casi, la consegna al programma di posta elettronica del destinatario, se si connette.
La PEC non è uno standard internazionale, ma solamente italiano, anche se è stato di recente sottoposto a valutazione per farlo diventare standard. Investigando un po' su Internet, salta fuori che nella conversione a legge il legislatore ha oculatamente anche se genericamente previsto un'alternativa: "o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrità del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilità con analoghi sistemi internazionali" che rende non obbligatoria la PEC se si usano altre tecnologie standard con analoghe prestazioni. Nella legge non si dice come, ma da anni esiste il modo standard di fare posta sicura (S/MIME), avendo un proprio certificato digitale, a partire da qualsiasi casella di posta. Su questo ho cercato di soffermarmi, anche perché buona parte dei tanti commenti negativi che si trovano sul Web a proposito della PEC si concentrano proprio su questa possibilità (per esempio Michele Nasi, e varie estrapolazioni da commenti di Massimo Penco, presidente di Globaltrust).
In S/MIME manca però la certificazione della ricezione, anche se buona parte dei pareri online non si soffermano su questo tutt'altro che insignificante dettaglio, tranne ciò che si trova nei commenti di Andrea Caccia a questo post, e mi pare strano che sia l'unico.
S/MIME esiste da anni, i programmi di posta elettronica lo implementano, ma serve per 1) firmare digitalmente se abbiamo un certificato digitale, e contestualmente garantire l'integrità del messaggio, nonché certificare la data ed ora di produzione del messaggio stesso e 2) mandare messaggi cifrati se il destinatario ha un suo certificato digitale. Non implementa un meccanismo di certificazione dell'invio e della ricezione, e né potrebbe, perché non possono essere mittente o destinatario a farsene carico, visto che nell'invio e ricezione si attraversa sempre un'infrastruttura di reti e server SMTP/POP di cui mittente e destinatario non sono responsabili.
Quindi la PEC ha i suoi difetti soprattutto perché non è uno standard internazionale, ma mi pare di avere compreso che non esiste ancora uno standard internazionale che assolva quello scopo particolare (candidati: REM, e solo in parte ECPM). S/MIME fa anche altro, visto che con la PEC non spediamo documenti informatici in senso stretto (cioè con firma digitale: se ci interessa, dobbiamo firmarli secondo legge), ma non fa ricevuta di ritorno, per dirla in poche parole.
Per i privati cittadini, INPS e ACI (!) forniscono una casella gratuita; gli ordini e gli albi si stanno attrezzando per i professionisti. Gli altri la devono comprare, e costa poco; poi però bisogna ricordarsi di controllarla, perché diventa uno strumento per l'invio di documenti ufficiali (anche se mi pare che non si preveda niente riguardo la possibilità che uno abbia la casella ma non la controlli, né si prevede niente nel caso la casella si intasi).
In mancanza dei corsi ufficiali di Ateneo per l'alfabetizzazione informatica, terrò 4 lezioni sulla parte teorica per gli studenti della laurea specialistica in Medicina e Chirurgia, in queste date:
- giovedì 19 novembre 1430-1630
- martedì 24 novembre 1430-1630
- giovedì 26 novembre 1430-1630
- martedì 1 dicembre 1430-1630
Non c'è frequenza obbligatoria; sono lezioni consigliate a chi non ha ancora fatto l'esame di alfabetizzazione e ritiene di poter avere qualche problema sulla parte teorica dell'esame.
Il materiale didattico si trova qui.
Per la parte pratica esistono dei CD di autoistruzione, disponibili nelle varie biblioteche di Ateneo.
Il ricevimento studenti di domani martedì 17 novembre è sospeso perché sarò via. Sarò reperibile venerdì sicuramente.
Per chi non lo sapesse, CHDK (Canon Hacking Development Kit) è un bel progetto gratuito che aggiunge una serie di funzioni extra al firmware di buona parte delle fotocamere digitali della Canon, senza rischi per la macchina e per la sua garanzia; qua c'è una descrizione in italiano. In sintesi, si tratta di inserire una serie di file sulla schedina su cui normalmente salviamo le immagini; lo spazio occupato non è molto.
Io mi sono finalmente deciso ed ho installato CHDK sulla mia Canon SX110is; è stato anche più facile di quel che immaginavo. Serve un lettore di schede SD, e praticamente nient'altro. Seguendo le FAQ specifiche per Mac, ho proceduto così:
- mi sono scaricato la versione del firmware adatta alla mia macchina dall'autobuild server; ho scelto la versione complete, non sapendo cosa mancasse nella versione small. E' necessario scaricare la versione per la propria macchina perché sulle Canon ci sono due sistemi operativi diversi e le varie macchine hanno spesso caratteristiche un po' diverse. Non serve decomprimere l'archivio.
- ho scelto di optare per la via più semplice, quindi ho scaricato anche uno script Applescript che automatizza tutte le operazioni, dalla formattazione allo spostamento dei file.
- la scheda di memoria su cui si installa CHDK viene formattata nel processo, se si utilizza lo script di cui sopra. Quindi è bene che non ci siano foto ancora non salvate sul computer.
- ho inserito la scheda nel lettore ed il lettore nella porta USB, ho lanciato lo script con lo Script Editor di sistema e pigiato su Esegui.
- Lo script chiede prima di tutto di selezionare la scheda, che compare tra i volumi presenti sul proprio computer. Attenzione a non selezionare altri dischi perché verrebbero formattati. Poi chiede di selezionare l'archivio ZIP scaricato dal sito e contenente la propria versione di CHDK (nel mio caso, sx110is-100b-0.9.8-800-full.zip ).
- Tempo qualche secondo, ed è fatta.Dentro la SD ci saranno in più una cartella CHDK (contenente varie altre cose), un file vers.req, ed un file DISKBOOT.BIN.
- Per utilizzare CHDK è necessario che la scheda sia locked (con l'apposito tastino laterale), anche se ciò non impedirà il salvataggio di fotografie. Esiste un altro modo che ancora non ho investigato, per il momento va bene così.
Le operazioni di cui sopra si possono fare anche manualmente, porta solo via più tempo. Fatto ciò, ho rimesso la scheda (locked!) nella macchina ed all'accensione mi è apparso uno splashscreen che indicava la presenza di CHDK. E poi:
- Da spenta, per andare nella modalità usuale di scatto bisogna premere a lungo il tasto di accensione; lo schermo già contiene più informazioni rispetto a prima, configurabili con il menu di CHDK. Premendo brevemente si va in modalità Play.
- Al menu si accede dalla modalità Play, dopo avere pigiato il tasto di stampa che porta nella ulteriore modalità ALT (nella mia macchina, in altre bisogna leggere le istruzioni per capire come attivarla).
- A quel punto il tasto menu ed il tasto func.set permetteranno di impostare una quantità di possibilità nuove, incluso il caricamento di script extra che danno ulteriori funzioni (per esempio, lo scatto attivato dal movimento, utile per fotografare i fulmini).
- Gli script extra sono scritti in un paio di linguaggi di programmazione (UBASIC e LUA), e si possono trovare qua, oltre che scriverseli per conto proprio.
Conviene tenere sotto mano il manuale in formato PDF, perché altrimenti non si saprà mai tutto ciò che si può fare... anche se per le cose più recenti è sempre utile la versione Wiki.
Ho perso un po' di tempo a settare un Dell Inspiron Mini 10 con Ubuntu affinché si connettesse alla mia rete wireless domestica basata su un router Netgear DG834G. Ho provato a modificare il tipo di sicurezza a WPA (invece di WPA+WPA2) secondo qualche suggerimento, ma la cosa che ha realmente permesso il collegamento è stata passare da canale 12 a canale 11. Ora va.
Ho cambiato versione del software che uso per il blog, da
Pivot 1.40 a
PivotX, e per un po' ci sarà qualche problemino. Pazienza.
Su richiesta (e non solo) ho aggiunto una serie di trasmissioni a DistilleRAI: da Radio 2, Gli spostati, Catersport, Decanter, Laltrolato, Tiffany, La mezzanotte di Radio2; da Radio3, La passione del vero, Battiti, File urbani, La Barcaccia, Tabloid, Fiestas . Ricordo che DistilleRAI fornisce i feed RSS separati delle trasmissioni per cui la RAI fa i podcast aggregati per canale.

Un test interessante: un
confronto tra un Mac Plus del 1986 ed un recentissimo PC con un processore AMD Dual Core, rispetto a funzioni che ovviamente entrambi possiedono (cioè essenzialmente Office). L'esito conferma la sensazione che chi lavora nel settore ha sicuramente da tempo, e che gli autori del test riassumono con
zero advance in productivity: per editare un testo con Word, oppure lavorare con Excel, 20 anni non hanno dato molto (mentre il tempo di boot è aumentato).
Comincio l'archivio le cui idee ho descritto in questo post (La funzione memoria) con la storia di una compagnia teatrale di dilettanti in cui ho passato la mia adolescenza, e che mi ha segnato in quel che ancora faccio. Si chiamava (si chiama: esiste ancora) Clape di Scluse. Mi scuso per le imprecisioni (tanto pochi se ne accorgeranno).
La mia storia della Clape di Scluse comincia un po' prima della Pasqua del 1983, perché è stata quella l'occasione in cui ci sono entrato. Nel Natale 1982 io ed altri quattro amici (Pierluigi, Adriano, Giorgio, Fabrizio) avevamo assistito ad una rappresentazione teatrale che coinvolgeva diversi nostri compaesani di età variabile tra i dieci ed i trent'anni; si intitolava "Il Natale del signor Qualunque". La rappresentazione era di argomento natalizio, e si era tenuta in chiesa, in paese l'unico spazio in grado di accogliere un gran numero di persone (o meglio, quasi unico, come si vedrà). Probabilmente la ragione per cui non eravamo anche noi tra gli attori era che già all'epoca (attorno ai quindici anni) avevamo smesso di frequentare chiesa e catechismo, ambiti in cui era nata la compagnia, se non con scopi collaterali quali ronzare intorno a ragazzine o comunque passare in compagnia la domenica mattina (ragioni che chiaramente non valevano solo per noi). Ciononostante, avevamo assistito alla rappresentazione con un certo stupore ed anche un velo di invidia, così che alla successiva impresa -per la pasqua successiva- ci eravamo aggregati anche noi.
(leggi il resto)
Ho finalmente completato la traduzione della piattaforma di blogging Pivot, che è esattamente ciò che uso per questo blog (e per quest'altro pure). La versione italiana, nata grazie al lavoro di Ivan Andrian e Raffaello Tesi, era ferma alla versione 1.22; ora è allineata alla più recente (1.40.1). Il file della lingua italiana si può scaricare da qua; poi sarà incluso nelle prossime release. Il prossimo passo sarà la variante UTF-8. Per chi fosse interessato, Tao ha spiegato (un paio di volte) come installare Pivot su un proprio spazio web, visto che ha il pregio di funzionare senza database.
Nei vari ragionamenti sul web e la poesia fatti e sentiti di recente in varie occasioni, una delle funzioni nominate, pur con i suoi difetti, è quella di memoria. Memoria, come i libri (secondo me), tralasciando cioè la questione dell'accessibilità, della diffusione, ecc.: il web come un posto dove lasciare tracce a futura, appunto, memoria. In questo archivio al momento sono presenti ricordi importanti di ogni tempo e fatti infimi, ma questi ultimi tendenzialmente accaduti solo dopo l'invenzione del web: diciamo dagli anni '90 in poi.
E' da un po' che mi ripropongo di documentare alcuni eventi di epoca precedente, e probabilmente è giunto il momento. Niente di strepitoso o segreto, e nemmeno puro ricordo personale: bensì situazioni in qualche modo collettive, per quanto ridotta fosse la collettività coinvolta. Lo farò in alcuni post, pian pianino, proprio per lasciare traccia e niente di più. Cercherò di fare cronaca, ma molto probabilmente sarà una cronaca sentimentale. Ho già in mente quattro argomenti...
Sono tornato da un paio di giorni, e tutto è ricominciato di corsa; tra le belle notizie, PoEcast ha ripreso a funzionare (ma perché Splinder ha ripreso a emettere i feed per alcuni blog che erano rimasti tarpati di tale servizio), ed è nata L'Attenzione, una nuova rivista online di poesia.
Qua sotto: l'ormeggio più buffo delle vacanze, con i tavoli dei ristoranti che avevano occupato il porto di Vathy a Itaca (per fortuna che i clienti erano spiritosi), e la mia postazione più tipica (quella del cuoco di bordo).
Ci si rilegge tra un po': per un po' sarò lontano da computer e reti.
Ieri ho trovato il nuovo fascicolone di B. nella cassetta della posta, in cui, tra le varie cose, si dimostra che rispetto al 2001 in Italia abbiamo un reddito più alto. Almeno in dollari: qualcuno ha rifatto i conti in euro... e le cose vanno diversamente (da La Repubblica).
Pierluigi Cappello ha un nuovo sito, questa volta con un dominio "vero": www.pierluigicappello.it. Pian pianino il vecchio sito verrà smantellato, non appena abbastanza traffico sia stato trasferito sul sito nuovo.
(leggi il resto)
Su Nazione Indiana,
Lorenzo Ansaloni ha fatto un bel lavoro sulla
libertà di informazione in Italia. Documenti internazionali raccolti e sintetizzati riguardo il problema, che vanno oltre il generico e superficiale "siamo a metà classifica". Vale la pena darci un'occhiata.
Fine ferie, si
riprende. Settembre avrà molti appuntamenti per me interessanti: da
Montiglio alla Biennale di Poesia di Verona, a PordenoneLegge;
localmente,
una domenica piena di poesia ai Colonos di Villacaccia. Ne scriverò con calma.
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