Dopo il passaggio da 4 a 3.1.3, e successivo ritorno al 4, dopo un cambio di operatore verso Wind mi sono trovato di nuovo senza tethering con l'ultima versione disponibile per il 3G, 4.2.1. Ho letto in giro e mi è parso che l'unica soluzione fosse il ripristino della versione 4.1 (non volendo fare jailbreak). Le guide che ho trovato per il downgrade prevedevano quasi tutte la disponibilità di un backup di SHSH e/o uso di TinyUmbrella, per cui dopo un po' mi sono stufato di cercare ed ho provato alla buona.
Ho scaricato il 4.1 da qua; in iTunes (versione 10.3, non so se è questa che fa la differenza) ho cliccato su aggiorna, tenendo premuto il tasto ALT, il che mi ha permesso di selezionare il file .ipsw contenente la versione 4.1 . Al primo tentativo è andata male: iTunes alla fine ha fatto il controllo ed ha detto che non potevo installare quella versione.
A quel punto ho isolato il passaggio che mi interessava nelle varie guide: quello che sostituisce la chiamata che iTunes fa verso la casa madre (per controllare) con una chiamata verso Cydia. Questo si ottiene aggiungendo la riga 74.208.10.249 gs.apple.com al file /etc/hosts. Fatto questo, ho spento e riacceso iTunes, e riprovato la procedura. Al termine mi ha dato uno degli errori che risultavano indicati anche nelle guide, ho spento di nuovo iTunes, ma nel frattempo l'iPhone è ripartito per conto suo, e nell Info risultava avere la versione 4.1. Con l'opzione tethering tra quelle di Network dati cellulare nelle Impostazioni. Avendo Wind Business, ho impostato a mano le APN per dati e Tethering a internet.wind.biz, uscito da impostazioni, rientrato, e finalmente il tethering è riapparso.
Poi però è comparso un altro problema: ad ogni sincronizzazione mi dava un problema di autorizzazione: "Questo computer non è più autorizzato per applicazioni installate su iPhone. Desideri autorizzare questo computer per elementi acquistati da iTunes Store? Se non autorizzi questo computer, l'applicazione "Digilite" e i relativi dati saranno eliminati da questo iPhone." (in ciclo infinito esattamente come descritto qui e da altre parti). Ciò bloccava anche la sincronizzazione di altre applicazioni. Non avendo jailbreak o applicazioni illegali, ho provato comunque a rimuovere l'autorizzazione e rifarla come suggerito, senza successo, fino a che mi sono reso conto che in realtà il messaggio nasconde un altro problema: alcune delle applicazioni che avevo installato necessitavano di versioni 4.2 e successive. Allora non ho autorizzato, mi ha eliminato le applicazioni non compatibili (perché il problema era quello) ed ha ricominciato a sincronizzare anche quelle che stavo aggiungendo. Ora pare funzionare tutto (e ho tolto la riga extra dal file hosts).
Oggi faccio un po' di mash-up di notizie... prendendo spunto da un articolo sul Messaggero Veneto, che riporta come il saggio più venduto in Friuli sia Neuropsicologia dell’esperienza religiosa del prof. Franco Fabbro. Intervistato dal TG3 sul tema nel giorno della presentazione del libro, Fabbro tra l'altro aveva detto che meditazione e preghiera fanno bene alla salute. Questo non mi aveva stupito in sé, perché in passato ero incappato in alcuni abstract sul rapporto tra preghiera e benessere; però mi aveva un po' stupito avendo letto di recente proprio un lavoro di Fabbro e colleghi sulle attitudini mistiche, che lega un aumento dei comportamenti spirituali e religiosi a lesioni della regione parietale posteriore del cervello.
Solo che oggi sono stati assegnati i premi IgNobel (e lo so, anche quelli "veri"...): quello per la Pace è andato a Richard Stephens, John Atkins, e Andrew Kingston della Keele University, UK, che hanno verificato che bestemmiare fa ridurre la sensazione di dolore.
Insomma, in un modo o nell'altro, basta nominarlo. Mi sembra equo e tranquillizzante.
Questa volta ho voluto cercare un negozio Tre per vedere come cambiare piano tariffario, visto che sul sito suggerisce appunto di rivolgersi a un negozio o richiedere la visita di un agente.
Qui c'è la mappa che dovrebbe permettere sia di visualizzare la copertura di Tre, sia individuare negozi e centri di assistenza. Sono servizi abbastanza standard, fattibili con una certa semplicità. Eppure con i due browser a mia disposizione ci ho messo una decina di minuti a capire che, sostanzialmente, la mappa non serve a niente (non so se intenzionalmente o meno).
Intanto, inizialmente si vede la copertura ma i negozi e centri di assistenza sono disabilitati. Cliccando sul check-box per abilitarli si viene teletrasportati da qualche parte nella mappa ad alto ingrandimento (non so con che criterio, ma mi è capitato in Lazio, nell'alto Veneto e nella zona di Nimis).
Riducendo la scala si disabilita automaticamente il check box (perché?) ed a volte a cliccarlo di nuovo si viene di nuovo teletrasportati,, ma dopo un po' che si clicca qua e là si riesce ad essere posizionati nel punto che si vuole e contemporaneamente avere anche il check box dei negozi attivo. Solo che non si vede alcun segnalino sulla mappa, come ci si aspetterebbe visto che di fianco c'è una specie di legenda dei segnaposto per negozi, centri e entità miste. Tra l'altro, cliccando sulle icone dei segnaposto si va sempre ad una stessa pagina di segnalazione di possibili rallentamenti dei servizi telefonici di Tre.
Su Firefox tutto questo non succede in silenzio: ogni tanto si apre due volte un dialogo modale con l'indicazione di un errore.
Anche usando i menu sulla destra per scegliere regione e provincia il risultato non cambia finché non si arriva al livello del comune: la legenda sparisce e viene sostituita da... un elenco dei negozi e centri di assistenza nel comune selezionato, se ci sono, se no viene suggerito di cercare in un altro Comune adiacente. Ma allora la mappa a cosa serve?
IOs4 su iPhone 3G va lento, e non aggiunge granché (se non un client migliore per la posta elettronica). Dopo averci giocato un po', ho deciso di tornare indietro, ma per farlo ho dovuto mettere assieme più informazioni per arrivare in fondo. Infatti se va bene si fa abbastanza rapidamente, se va male no. NB: c'è rischio di perdere qualche dato, ma non molto.
Ecco i passi (su Mac):
- ci si procura il firmware che si intende rimettere (es.3.1.3, come ho fatto io), per esempio da qua;
- bisogna mettere l'iPhone in Recovery mode: si spegne, poi tenendo premuto il tasto home si riaccende, si continua a tenere premuto, si attacca il cavetto, e iTunes si accorgerà che c'è qualcosa da ripristinare;
- per selezionare il firmware da usare bisogna cliccare sul bottone Ripristina di iTunes tenendo premuto il tasto ALT, il che farà aprire un dialogo di selezione file, con cui sceglieremo quello scaricato al passo 1;
- se va tutto bene, dopo qualche minuto l'iPhone è ripristinato.
- A me invece è capitato che desse errore 1015... per il quale ho provato altre due volte a ripristinare senza successo; è quello che in giro chiamano recovery mode loop. Apple suggerisce di ovviare al problema installando l'ultima versione, che però non era quello che volevo.
- l'alternativa che si trova riportata ovunque è quella di sbloccare il recovery mode loop tramite una piccola applicazione, iRecovery. Purtroppo quella che si trova linkata più di frequente è su siti di sharing con un traffico tale che è praticamente impossibile da scaricare; mentre l'originale, scaricabile qui, è in formato sorgente che ad una prima superficiale compilazione mi ha dato errori.
- ho però trovato una versione compilata e funzionante qui: bisogna scaricarla e decomprimerla, per esempio sul desktop. E' una applicazione a linea di comando, utilizzabile quindi da Terminale.
- Spegnere iTunes, lasciando l'iPhone collegato.
- Lanciare il Terminale, e spostarsi nella scrivania (cd Desktop) oppure dove è stata decompressa iRecovery.
- lanciare iRecovery (./iRecovery -s); compariranno una serie di informazioni che finiscono così:
Entering recovery mode, starting command prompt
(Recovery) iPhone$ - dare in sequenza i seguenti comandi:
(Recovery) iPhone$ setenv auto-boot true
(Recovery) iPhone$ saveenv
(Recovery) iPhone$ /exit
(Recovery) iPhone$ - a questo punto bisogna staccare l'iPhone, spegnerlo, resettarlo (tenendo premuti i tasti home e sleep per 10 secondi) e praticamente ci siamo...
- ... a meno del fatto che è proprio ripulito. iTunes chiederà se trattarlo come un iPhone nuovo oppure se ripristinarlo dai backup salvati in precedenza. Non si può ripristinare dai backup fatti con IOs4, per cui dal menu a tendina bisogna scegliere l'ultimo backup fatto col 3.1.3.
- Ci metterà un po', dopo di che bisognerà risincronizzarlo per avere proprio tutto quanto si aveva (applicazioni incluse).
A me è andata bene, a meno del poco meno di un mese di differenza tra backup usato e ultimo backup reale.
Dovendo partire dall'aeroporto di Ronchi, ho deciso di vedere se per una volta potevo evitare di usare la macchina e pagare il parcheggio. Mi sono recato sul sito della SAF, ho scelto "Extraurbano regionale" dalla sezione degli Orari, ed ho cercato una corriera da Udine a Ronchi.
In generale, non si può andare da Udine a Ronchi: bisogna scegliere, in modo guidato, una specifica fermata di partenza e di arrivo: Udine non basta. Compare un "normalizzatore di indirizzi" (un nome che sicuramente dice molto all'utente medio), che aiuta a scegliere la fermata. Il problema è che da Udine si può partire da musei, gallerie, cinema, ospedali, municipio, Cappella Manin, Trivignano Udinese, perfino dalle prigioni dell'Abbazia di Moggio... ma non dalla stazione delle corriere (e nemmeno da quella delle Ferrovie, tra l'altro):
Visto che il Web ricorda tutto ma se vuole cambia tutto a posteriori, tramite Piovono rane scopro che ieri, a seguito del rapimento del bambino in ospedale, almeno AGI e Il Giornale avevano titolato "Neonato rapito, caccia a due donne rom" (anche se era già chiaro che non era così). La traccia è ancora nella cache di Google, ma presto sparirà, e visto che Il Giornale ha già cambiato titolo, lascio qua un'immagine a futura memoria:
Come materiale aggiuntivo, ci sono abbondanti prove che i rom NON rapiscono i bambini (anzi, in un certo senso capita il contrario):
Questa mattina il titolo in prima pagina sul Messaggero Veneto edizione online recitava: "Udine affolla piazza Libertà per celebrare la Resistenza". Ora è "Polemiche in tutto il Friuli: è scontro sul 25 aprile", anche se punta allo stesso articolo, che per il momento ha il titolo originale, anche se ad un esame più attento mostra contenuti modificati.
Studiando le varie cache su Web (feed prelevati da vari aggregatori), l'articolo iniziava così:
Tantissima gente, come forse non se ne vedava da anni, in piazza Libertà, a Udine per celebrare il 65° anniversario del 25 aprile, giornata dedicata alla resistenza. Tra i tanti discorsi, quello che ha infiammato di più i presenti, che lo hanno interrotto più volte con scroscianti applausi, è stato quello del sindaco di Udine, Furio Honsell. La manifestazione, alla quale hanno partecipato moltissime autorità, personaggi politici, sindaci dei comuni di tutto il Friuli, è cominciata a Udine alle 9.45 con il ritrovo dei partecipanti in piazza Primo maggio. ...
Ora invece inizia così:
«Vergogna per chi quotidianamente tenta di calpestare la Costituzione. Vergogna per chi tenta di cancellare la memoria e il significato della lotta partigiana. Viva la Resistenza! Viva la Costituzione! Viva la Repubblica italiana!». E giù uno scroscio di applausi. Con un’enfasi che raramente si sente, il sindaco Furio Honsell, ieri mattina in piazza Libertà, si è rivolto al popolo del 25 aprile con un discorso dai toni molto forti. E con gli applausi è scattata subito anche la polemica. «Discorso francamente deludente – lo bolla il governatore Renzo Tondo – perché sottolinea solo le cose che dividono».
Ma il Messaggero Veneto non sarebbe del gruppo L'Espresso?
Lascio qui qualche appunto riguardo un problema sollevato recentemente in una mailing list che frequento: l'obbligo di avere un indirizzo PEC per i professionisti iscritti in albi ed ordini. Obbligo che dovrebbe essere assolto entro qualche giorno...
il Decreto legge del 29 novembre 2008, n. 185 dice: “I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco consultabile in via telematica i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata.”
La PEC rende in forma elettronica più o meno ciò che dà la posta raccomandata con ricevuta di ritorno: vengono certificate la spedizione, presa in carico, integrità del messaggio, ed eventuale ricezione del messaggio. Il tutto a partire da e verso una casella "fatta apposta", il che significa che non sono servizi applicabili alle caselle che già usiamo, ma abbiamo bisogno di una casella nuova. E, come è ovvio, non garantisce la lettura dei messaggi: semplicemente, nel migliore dei casi, la consegna al programma di posta elettronica del destinatario, se si connette.
La PEC non è uno standard internazionale, ma solamente italiano, anche se è stato di recente sottoposto a valutazione per farlo diventare standard. Investigando un po' su Internet, salta fuori che nella conversione a legge il legislatore ha oculatamente anche se genericamente previsto un'alternativa: "o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrità del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilità con analoghi sistemi internazionali" che rende non obbligatoria la PEC se si usano altre tecnologie standard con analoghe prestazioni. Nella legge non si dice come, ma da anni esiste il modo standard di fare posta sicura (S/MIME), avendo un proprio certificato digitale, a partire da qualsiasi casella di posta. Su questo ho cercato di soffermarmi, anche perché buona parte dei tanti commenti negativi che si trovano sul Web a proposito della PEC si concentrano proprio su questa possibilità (per esempio Michele Nasi, e varie estrapolazioni da commenti di Massimo Penco, presidente di Globaltrust).
In S/MIME manca però la certificazione della ricezione, anche se buona parte dei pareri online non si soffermano su questo tutt'altro che insignificante dettaglio, tranne ciò che si trova nei commenti di Andrea Caccia a questo post, e mi pare strano che sia l'unico.
S/MIME esiste da anni, i programmi di posta elettronica lo implementano, ma serve per 1) firmare digitalmente se abbiamo un certificato digitale, e contestualmente garantire l'integrità del messaggio, nonché certificare la data ed ora di produzione del messaggio stesso e 2) mandare messaggi cifrati se il destinatario ha un suo certificato digitale. Non implementa un meccanismo di certificazione dell'invio e della ricezione, e né potrebbe, perché non possono essere mittente o destinatario a farsene carico, visto che nell'invio e ricezione si attraversa sempre un'infrastruttura di reti e server SMTP/POP di cui mittente e destinatario non sono responsabili.
Quindi la PEC ha i suoi difetti soprattutto perché non è uno standard internazionale, ma mi pare di avere compreso che non esiste ancora uno standard internazionale che assolva quello scopo particolare (candidati: REM, e solo in parte ECPM). S/MIME fa anche altro, visto che con la PEC non spediamo documenti informatici in senso stretto (cioè con firma digitale: se ci interessa, dobbiamo firmarli secondo legge), ma non fa ricevuta di ritorno, per dirla in poche parole.
Per i privati cittadini, INPS e ACI (!) forniscono una casella gratuita; gli ordini e gli albi si stanno attrezzando per i professionisti. Gli altri la devono comprare, e costa poco; poi però bisogna ricordarsi di controllarla, perché diventa uno strumento per l'invio di documenti ufficiali (anche se mi pare che non si preveda niente riguardo la possibilità che uno abbia la casella ma non la controlli, né si prevede niente nel caso la casella si intasi).
In mancanza dei corsi ufficiali di Ateneo per l'alfabetizzazione informatica, terrò 4 lezioni sulla parte teorica per gli studenti della laurea specialistica in Medicina e Chirurgia, in queste date:
- giovedì 19 novembre 1430-1630
- martedì 24 novembre 1430-1630
- giovedì 26 novembre 1430-1630
- martedì 1 dicembre 1430-1630
Non c'è frequenza obbligatoria; sono lezioni consigliate a chi non ha ancora fatto l'esame di alfabetizzazione e ritiene di poter avere qualche problema sulla parte teorica dell'esame.
Il materiale didattico si trova qui.
Per la parte pratica esistono dei CD di autoistruzione, disponibili nelle varie biblioteche di Ateneo.
Il ricevimento studenti di domani martedì 17 novembre è sospeso perché sarò via. Sarò reperibile venerdì sicuramente.
Per chi non lo sapesse, CHDK (Canon Hacking Development Kit) è un bel progetto gratuito che aggiunge una serie di funzioni extra al firmware di buona parte delle fotocamere digitali della Canon, senza rischi per la macchina e per la sua garanzia; qua c'è una descrizione in italiano. In sintesi, si tratta di inserire una serie di file sulla schedina su cui normalmente salviamo le immagini; lo spazio occupato non è molto.
Io mi sono finalmente deciso ed ho installato CHDK sulla mia Canon SX110is; è stato anche più facile di quel che immaginavo. Serve un lettore di schede SD, e praticamente nient'altro. Seguendo le FAQ specifiche per Mac, ho proceduto così:
- mi sono scaricato la versione del firmware adatta alla mia macchina dall'autobuild server; ho scelto la versione complete, non sapendo cosa mancasse nella versione small. E' necessario scaricare la versione per la propria macchina perché sulle Canon ci sono due sistemi operativi diversi e le varie macchine hanno spesso caratteristiche un po' diverse. Non serve decomprimere l'archivio.
- ho scelto di optare per la via più semplice, quindi ho scaricato anche uno script Applescript che automatizza tutte le operazioni, dalla formattazione allo spostamento dei file.
- la scheda di memoria su cui si installa CHDK viene formattata nel processo, se si utilizza lo script di cui sopra. Quindi è bene che non ci siano foto ancora non salvate sul computer.
- ho inserito la scheda nel lettore ed il lettore nella porta USB, ho lanciato lo script con lo Script Editor di sistema e pigiato su Esegui.
- Lo script chiede prima di tutto di selezionare la scheda, che compare tra i volumi presenti sul proprio computer. Attenzione a non selezionare altri dischi perché verrebbero formattati. Poi chiede di selezionare l'archivio ZIP scaricato dal sito e contenente la propria versione di CHDK (nel mio caso, sx110is-100b-0.9.8-800-full.zip ).
- Tempo qualche secondo, ed è fatta.Dentro la SD ci saranno in più una cartella CHDK (contenente varie altre cose), un file vers.req, ed un file DISKBOOT.BIN.
- Per utilizzare CHDK è necessario che la scheda sia locked (con l'apposito tastino laterale), anche se ciò non impedirà il salvataggio di fotografie. Esiste un altro modo che ancora non ho investigato, per il momento va bene così.
Le operazioni di cui sopra si possono fare anche manualmente, porta solo via più tempo. Fatto ciò, ho rimesso la scheda (locked!) nella macchina ed all'accensione mi è apparso uno splashscreen che indicava la presenza di CHDK. E poi:
- Da spenta, per andare nella modalità usuale di scatto bisogna premere a lungo il tasto di accensione; lo schermo già contiene più informazioni rispetto a prima, configurabili con il menu di CHDK. Premendo brevemente si va in modalità Play.
- Al menu si accede dalla modalità Play, dopo avere pigiato il tasto di stampa che porta nella ulteriore modalità ALT (nella mia macchina, in altre bisogna leggere le istruzioni per capire come attivarla).
- A quel punto il tasto menu ed il tasto func.set permetteranno di impostare una quantità di possibilità nuove, incluso il caricamento di script extra che danno ulteriori funzioni (per esempio, lo scatto attivato dal movimento, utile per fotografare i fulmini).
- Gli script extra sono scritti in un paio di linguaggi di programmazione (UBASIC e LUA), e si possono trovare qua, oltre che scriverseli per conto proprio.
Conviene tenere sotto mano il manuale in formato PDF, perché altrimenti non si saprà mai tutto ciò che si può fare... anche se per le cose più recenti è sempre utile la versione Wiki.
Ho perso un po' di tempo a settare un Dell Inspiron Mini 10 con Ubuntu affinché si connettesse alla mia rete wireless domestica basata su un router Netgear DG834G. Ho provato a modificare il tipo di sicurezza a WPA (invece di WPA+WPA2) secondo qualche suggerimento, ma la cosa che ha realmente permesso il collegamento è stata passare da canale 12 a canale 11. Ora va.
Ho cambiato versione del software che uso per il blog, da
Pivot 1.40 a
PivotX, e per un po' ci sarà qualche problemino. Pazienza.
Su richiesta (e non solo) ho aggiunto una serie di trasmissioni a DistilleRAI: da Radio 2, Gli spostati, Catersport, Decanter, Laltrolato, Tiffany, La mezzanotte di Radio2; da Radio3, La passione del vero, Battiti, File urbani, La Barcaccia, Tabloid, Fiestas . Ricordo che DistilleRAI fornisce i feed RSS separati delle trasmissioni per cui la RAI fa i podcast aggregati per canale.

Un test interessante: un
confronto tra un Mac Plus del 1986 ed un recentissimo PC con un processore AMD Dual Core, rispetto a funzioni che ovviamente entrambi possiedono (cioè essenzialmente Office). L'esito conferma la sensazione che chi lavora nel settore ha sicuramente da tempo, e che gli autori del test riassumono con
zero advance in productivity: per editare un testo con Word, oppure lavorare con Excel, 20 anni non hanno dato molto (mentre il tempo di boot è aumentato).
Comincio l'archivio le cui idee ho descritto in questo post (La funzione memoria) con la storia di una compagnia teatrale di dilettanti in cui ho passato la mia adolescenza, e che mi ha segnato in quel che ancora faccio. Si chiamava (si chiama: esiste ancora) Clape di Scluse. Mi scuso per le imprecisioni (tanto pochi se ne accorgeranno).
La mia storia della Clape di Scluse comincia un po' prima della Pasqua del 1983, perché è stata quella l'occasione in cui ci sono entrato. Nel Natale 1982 io ed altri quattro amici (Pierluigi, Adriano, Giorgio, Fabrizio) avevamo assistito ad una rappresentazione teatrale che coinvolgeva diversi nostri compaesani di età variabile tra i dieci ed i trent'anni; si intitolava "Il Natale del signor Qualunque". La rappresentazione era di argomento natalizio, e si era tenuta in chiesa, in paese l'unico spazio in grado di accogliere un gran numero di persone (o meglio, quasi unico, come si vedrà). Probabilmente la ragione per cui non eravamo anche noi tra gli attori era che già all'epoca (attorno ai quindici anni) avevamo smesso di frequentare chiesa e catechismo, ambiti in cui era nata la compagnia, se non con scopi collaterali quali ronzare intorno a ragazzine o comunque passare in compagnia la domenica mattina (ragioni che chiaramente non valevano solo per noi). Ciononostante, avevamo assistito alla rappresentazione con un certo stupore ed anche un velo di invidia, così che alla successiva impresa -per la pasqua successiva- ci eravamo aggregati anche noi.
(ancora)
Ho finalmente completato la traduzione della piattaforma di blogging Pivot, che è esattamente ciò che uso per questo blog (e per quest'altro pure). La versione italiana, nata grazie al lavoro di Ivan Andrian e Raffaello Tesi, era ferma alla versione 1.22; ora è allineata alla più recente (1.40.1). Il file della lingua italiana si può scaricare da qua; poi sarà incluso nelle prossime release. Il prossimo passo sarà la variante UTF-8. Per chi fosse interessato, Tao ha spiegato (un paio di volte) come installare Pivot su un proprio spazio web, visto che ha il pregio di funzionare senza database.
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