Matematica e Cultura 2012: il mio libro più un link

Per chi fosse interessato, il mio libro Algoritmi si può reperire direttamente dall'editore Lietocolle, oppure anche su IBS (ed immagino altri negozi online). L'infanzia di Goedel invece è esaurito da tempo.

Il video della Macchina di Turing è reperibile su Youtube.

VDM | Domenica 01 Aprile 2012 at 3:34 pm | | doubleVie, vdm | Nessun commento
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Il corso di Tecnologie Web Avanzate

Sta per iniziare il corso di Tecnologie Web Avanzate, che parte per la prima volta quest'anno. Lo tengo io, con l'aiuto di qualche seminario esterno. Si tratta del primo anno, e nella transizione tra due ordinamenti diversi: ci sarà qualche tema in comune col corso che una volta si chiamava LATLS/TW2, e che ora è stato anch'esso aggiornato. Ecco qualche notizia sul corso:

Finalità

Il corso si propone di introdurre gli studenti alle Tecnologie Web destinate all'interoperabilità, alla condivisione di risorse ed alla cooperazione, sia dal punto di vista concettuale che pratico tramite esercitazioni e casi di studio. Il corso consente allo studente di completare la formazione in tema di tecnologie web già iniziata con i corsi di Tecnologie Web e Complementi di Tecnologie Web. Le lezioni frontali teoriche sono complementate da seminari su argomenti specifici, che possono includere anche attività pratiche in laboratorio.

Programma

  1. Service Oriented Architecture
  2. Web Services (Base, Tecniche avanzate: coreografia ed orchestrazione )
  3. (Grid- e ) Cloud Computing (Basi, Cenni su reti peer-to-peer, Esempi di piattaforme per il Cloud Computing e casi di studio)
  4. Tecnologie Web per la cooperazione e condivisione di risorse (MVC, Piattaforme sociali, Casi di studio)

Bibliografia

M.P. Papazoglou. Web Services: Principles and Technology, Pearson Education, 2008.

T.Erl. Service-Oriented Architecture: Concepts, Technology, and Design, Prentice Hall, 2005.

J.Barr. Cloud computing. Apogeo 2010.

A lezione verrà anche segnalato o fornito altro materiale

Modalità d'esame

Orale obbligatorio + seminario + progetto, a seconda dell'ordinamento (6 o 9 crediti) e delle aspettative di voto.

VDM | Lunedì 20 Febbraio 2012 at 1:50 pm | | riCercare, vdm | Nessun commento
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Programmazione Web Lato server a... Spicchi

Ed ora "Programmazione web lato server" si può compare anche a... Spicchi. E' la nuova collana di ebook di Apogeo, divisi in capitoli o gruppi di capitoli che possono quindi essere "montati" assieme a seconda delle esigenze didattiche.

Programmazione web lato server, gli Spicchi:

  1. Pagine web statiche
  2. Siti web dinamici
  3. Il linguaggio di scripting PHP
  4. JSP: Java Server Pages
  5. Java Enterprise Edition: tecniche avanzate
  6. Tecnologie per il Web 2.0

VDM | Lunedì 16 Gennaio 2012 at 12:50 pm | | riCercare, vdm | Un commento
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Il pediatra, il bambino, la rete. Luci e ombre (Palmanova 17 dicembre 2011)

Questi sono i link a pubblicazioni e materiali che ho usato per il mio intervento al convegno "Il pediatra, il bambino, la rete. Luci e ombre" (Palmanova 17 dicembre 2011). Il mio intervento si intitola "Medicina
e rapporti umani/professionali nell'era di Internet e social network"
.

Un po' di bibliografia:

E per finire le mie slides (che saranno online subito dopo il convegno).

VDM | Venerdì 16 Dicembre 2011 at 9:22 pm | | riCercare, vdm | Nessun commento

Seconda edizione aggiornata del libro di programmazione lato server

 E' appena uscita la seconda edizione aggiornata di "Programmazione Web Lato Server" (V.Della Mea, L.Di Gaspero, I.Scagnetto, Apogeo 2011). La seconda edizione è andata esaurita rapidamente, e l'editore ne ha voluto approfittare per eliminare due problemi tipografici, nel contempo aggiornando leggermente i contenuti. Questa edizione in più ha di sostanziale, tra gli esempi anche un'applicazione per Facebook, oltre ad una revisione dei contenuti mirata ad aggiornare eventuali riferimenti a librerie deprecate.

VDM | Lunedì 21 Novembre 2011 at 2:45 pm | | riCercare, vdm | Nessun commento
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Bando per un assegno di ricerca / Research fellowship position available

E' disponibile un posto di assegnista di ricerca sul tema "Formalizzazione ontologica della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF)". Si tratta di un assegno della durata di un anno, rinnovabile almeno per un altro anno (fondi già disponibili). La scadenza per la domanda è il 7 novembre 2011; ulteriori informazioni nell'albo ufficiale (posizione n.5). Il candidato ideale dovrebbe possedere almeno qualche nozione su ontologie e Semantic Web, e lavorerà a contatto con gli esperti della rete dei centri collaboratori dell'OMS per le classificazioni (ed in particolare col centro collaboratore italiano).

I'm looking for applications for a research fellowship on the topic "Ontological formalization of the International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF)". One year contract, extendible for at least another year (with already available funding). Deadline is 7th November. Further info (in Italian) at the university web site, position no.5, and soon also on EURAXESS (in English).  The ideal candidate should know about ontologies and Semantic Web, and he/she will work together with experts of the WHO-FIC network (in particular, with the Italian Collaborating Center).

VDM | Venerdì 21 Ottobre 2011 at 09:43 am | | riCercare, vdm | Nessun commento

UdineBarCamp

Domani sarò all'UdineBarCamp. Non sono cittadino di Udine, ma qualcuno dovrà pur iniziare a pensare a come può interagire una pubblica amministrazione con i suoi utenti.

UdineBarCamp: Una giornata di lavoro per fare brainstorming insieme e per iniziare a seminare ciò che sarà il futuro web del Comune di Udine

Dove: Udine, Via Savorgnana, sede di Friuli Future Forum

 

Quando: 14 ottobre 2011, 930-17

Cosa: Web e Pubblica Amministrazione. Per iniziare a seminare ciò che sarà il futuro web del Comune di Udine.

VDM | Giovedì 13 Ottobre 2011 at 08:01 am | | riCercare, succede, vdm | Nessun commento
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Classificare e valutare sono due cose diverse.

In questi giorni ho incrociato due articoli che suggeriscono la stessa "alternativa" alle metodologie proposte dall'ANVUR per la valutazione: Ricercatori, l'italia si ostina a non adottare criteri europei di Fulvio Esposito e Enrico Alleva (sull'Unità di sabato 1/10/2011) e Poveri ricercatori, frustrati dalle mode e da vecchi preconcetti di Giulio Peruzzi (sul Mattino di Padova di venerdì 7/10/2011).

Entrambi espongono delle critiche su cui posso tranquillamente trovarmi d'accordo. In particolare, più passa il tempo e più mi rendo conto che la sezione relativa ai settori umanistici è ancora distante da soluzioni realmente accettabili.

C'è però un suggerimento che secondo me proprio non funziona.

Entrambi citano una bozza di nota della Commissione Europea intitolata Towards a European Framework for Research Careers, che descrive una classificazione dei ricercatori (in senso generale) in 4 livelli: R1 (first stage), R2 (recognised), R3 (established), R4 (leading).

Secodo Esposito ed Alleva, per ogni livello la nota (citando più o meno letteralmente) presenta una griglia di valutazione assolutamente indipendente dall'area disciplinare, composta da requisiti necessari e competenze auspicabili ma non vincolanti, che secondo loro sono rispettivamente associabili a requisiti di ammissione ed alla formazione di graduatorie. L'ANVUR dovrebbe partire da quelle classificazioni per definire i criteri di ammissione in modo "europeo". Giulio Peruzzi riprende la stessa posizione nell'altro articolo.

Io la nota della Commissione Europea l'ho letta. L'obiettivo è fornire una classificazione dei ricercatori (sempre in senso generale) spendibile sul mondo del lavoro: il ricercatore sa come proporsi, il datore di lavoro sa cosa aspettarsi. Nessun cenno a come valutare: classificare è definire, e non  permette di mettere in fila in una graduatoria più persone appartenenti allo stesso livello. Certo, il "datore di lavoro" può essere anche l'università pubblica. Ma che sia una classificazione destinata a ben altro genere di datore (quello che in Italia manca: l'imprenditore che fa ricerca vera) si vede benissimo dalle competenze auspicabili che secondo Esposito ed Alleva dovrebbero servire per formare le graduatorie. Per esempio, due delle competenze auspicabili per il livello R2 sono:

  • Understands the agenda of industry and other related employment sectors
  • Understands the value of their research work in the context of products and services from industry and other related employment sectors

Voglio proprio vedere una commissione di concorso di un settore umanistico usare regole del genere per stilare una graduatoria.

D'altro canto, le competenze necessarie sono decisamente più ovvie:

  • Has demonstrated a systematic understanding of a field of study and mastery of research associated with that field
  • Has demonstrated the ability to conceive, design, implement and adapt a substantial programme of research with integrity
  • Has made a contribution through original research that extends the frontier of knowledge by developing a substantial body of work, innovation or application. This could merit national or international refereed publication or patent.
  • Demonstrates critical analysis, evaluation and synthesis of new and complex ideas
  • Can communicate with their peers - be able to explain the outcome of their research and value thereof to the research community
  • Takes ownership for and manages own career progression, sets realistic and achievable career goals, identifies and develops ways to improve employability.
  • Co-authors papers at workshop and conferences

E sono quelle che già sono più o meno considerate nei concorsi vecchio stampo, dove, nelle valutazioni, si trovano giudizi pertinenti con una valutazione della maturità scientifica, della competenza nel proprio settore, ecc. E che purtroppo però permettono una varietà di interpretazioni, per cui dalla graduatoria finale è a volte difficile risalire a quel "molto buono" invece di "più che egregiamente" che ha fatto la differenza per il vincitore rispetto ad altri candidati.

Alcuni esempi di giudizi ad un concorso, presi a caso usando Google, anonimizzati. Sono tre candidati con i giudizi di due commissari. Chi prendereste?

  • C1
    • La produzione scientifica della candidata non permette di farsi alcuna idea sulla sua capacita’ di ricerca scientifica autonoma.
    • Laureata in XXX con una discreta carriera di studi, presenta titoli che dimostrano interesse per le problematiche della ricerca e della didattica.
  • C2
    • I lavori presentati evidenziano che il candidato è ancora in una fase di inserimento nella ricerca scientifica autonoma.
    • Il profilo complessivo del candidato mostra una produzione discontinua e parziale, che da un lato evidenzia una molteplicità di interessi, mentre da un altro non mette in evidenza capacita' di approfondimento.
  • C3
    • Il candidato presenta molti lavori nel campo XXX. E’ ben inserito nel proprio campo di ricerca.
    • Il profilo scientifico complessivo e' quello di un candidato dalla solida preparazione e indubbie qualità di ricercatore, testimoniate da una produzione scientifica sia in lavori da solo sia in collaborazione con un alto numero di ricercatori a livello internazionale, e da una notevole attività seminariale all'estero. I suoi lavori dimostrano capacita' di affrontare sia questioni XXX generali, sia problemi a cavallo con la XXX.

VDM | Venerdì 07 Ottobre 2011 at 11:12 am | | riCercare, vdm | Un commento

Ricevimento di oggi sospeso e lezione spostata

Questo pomeriggio (lunedì 3 ottobre 2011) non faccio ricevimento studenti perché ho lezione (spostata all'improvviso, colpa mia).

Invece il mio seminario PHP nel corso di Complementi di Tecnologie Web (ex TW2) sarà domani in seconda fascia invece di mercoledì.

VDM | Lunedì 03 Ottobre 2011 at 10:14 am | | riCercare, vdm | Nessun commento
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La matematica degli studenti di Medicina

Ho incrociato un interessante articolo su NoiseFromAmerika: Le attitudini degli studenti italiani per la matematica e la fisica, dove l'autore ha verificato che percentuale degli studenti che si sono presentati all'ultimo test di ammissione a Medicina consegue un voto sufficiente, cioé >=6,6 (o anche solo decente, >= 5) sui soli quesiti di matematica e fisica (che sono 11).

Il risultato in effetti è sconfortante: nelle quattro sedi analizzate si va dallo 0,55% (Napoli Federico II) al 2,25% di Milano. L'autore usa questo dato per avere un'indicazione sulla formazione scientifica degli studenti, che in teoria dovrebbero essere già abbastanza selezionati. Anche usando come soglia il voto pari a 5, si va dal 2,36% al 7,18%. Dall'altro lato, un numero di studenti tra il 24% ed il 40% riesce a prendere meno di zero (ricordo che una risposta giusta vale 1, una sbagliata -0,25, una non data 0).

Ho replicato l'analisi su sul test di ammissione Udine-Trieste, quest'anno fatto assieme. I sufficienti sono l'1,52% , i "decenti" l'8,77%, i meno di zero il 18%. La media del voto è 1,66. Che pensare? Secondo l'autore dell'articolo, 9 degli 11 quesiti erano risolubili con normali conoscenze dalle elementari alle superiori.

EDIT: ho fatto i conti anche con solo i 242 che hanno superato il test (96 per Udine, 121 per Trieste, 25 per Odontoiatria): sufficienti 7,85%, decenti 32,64%, meno di zero 13,22%, media 3,77. Una popolazione per fortuna un po' diversa, anche se lo stesso un po' preoccupante.

VDM | Mercoledì 28 Settembre 2011 at 12:28 pm | | riCercare, vdm | Nessun commento

La risposta dell'ANVUR ai commenti sui criteri di valutazione

In un modo che è sostanzialmente apprezzabile e simile a quanto è successo in Inghilterra per il RAE, l'ANVUR ha effettivamente raccolto pareri sulla sua prima bozza dei criteri di valutazione (di cui avevo parlato qui), ed ha pubblicato un documento di risposta circostanziato. Il documento contiene anche delle proposte di modifica per rispondere ad alcune delle critiche.

Una modifica ragionevole che va nella direzione di riconoscere che ci possono essere diverse strategie di pubblicazione è quella che riguarda i tre indicatori bibliometrici: nella versione precedente il numero di pubblicazioni superiore alla mediana del settore era dominante sugli altri due, mentre ora si propone semplicemente di avere valori superiori in almeno due (qualsiasi) degli indicatori. In questo modo chi pubblica poco ma bene può non avere molti articoli, ma saranno ben citati e daranno luogo ad un buon h-index.

Si sfiorano poi gli usuali problemi relativi all'authorship sia in generale che con le specificità del settore biomedico: conteggio frazionale, valore del primo ed ultimo autore, ecc. Non si propongono soluzioni stabili se non l'osservazione dei pattern di pubblicazione nei singoli SSD per evitare che quelli con caratteristiche sostanzialmente diverse dal resto dell'area siano avvantaggiati o svantaggiati. Nel caso del primo/ultimo autore (in Medicina: autore principale e coordinatore, con autori interni a scalare in importanza) sono d'accordo che è complesso tenerne conto. Le riviste più rigorose in realtà hanno risolto il problema di stabilire il contributo dei singoli autori richiedendo una dichiarazione, in calce all'articolo, che descrive i contributi di ogni firmatario al lavoro complessivo. Situazione questa ancora meno computabile, ma che potrebbe servire alla commissione per valutare nella sostanza gli articoli presentati.

Più delicata la situazione di comunità scientifiche sociologicamente differenziate che convivono nello stesso SSD (dando luogo a distribuzioni multimodali): l'ANVUR prevede che possa essere attivata una procedura di riconoscimento, volta a calcolare le mediane sulle singole popolazioni. Si porrà comunque il problema di comunità tanto specializzate da essere statisticamente poco rilevanti. Quelle comunità potrebbero essere vasi di coccio che si occupano di ricerca apparentemente marginale, ma con la ricerca non si sa mai: spingere alla conversione verso temi più alla moda (perché questo succederebbe) potrebbe costare caro nel lungo termine.

Riguardo i database bibliografici, c'è apertura verso proposte ulteriori in aggiunta ai due soliti ISI e Scopus, il che potrebbe servire per aree scientifiche mal servite dai due grandi. Per l'occasione ho ripreso in mano il software Publish or Perish, che utilizza Google Scholar, e pare che abbia implementato qualche algoritmo un po' più taffinato per selezionare gli articoli. Col mio "delicato" cognome infatti avevo valori piuttosto sballati, ora il mio H-index risulterebbe un più ragionevole 13, compreso tra l'11 di ISI ed il 14 di Scopus (a proposito: io come dovrei presentarmi? Scelgo io? Sceglie la commissione? In modo uniforme oppure caso per caso?).

Riguardo la qualità delle riviste incluse nei due principali database, per fortuna c'è anche Scopus, perché in passato sono stati più volte sollevati dubbi sui criteri di inclusione (non trasparenti) usati da ISI. Anni fa il database era molto orientato verso pubblicazioni statunitensi (es. Seglen PO), che oltretutto ospitano autori statunitensi che si citano (preferibilmente) tra di loro. Ora con Scopus c'è una corsa a chi fa meglio, tanto di guadagnato per tutti.

Non ho competenza per discutere i punti relativi alle aree umanistiche, anche se sono certo che le osservazioni nel punto 3.9 (alcune condivisibili) susciteranno un po' di fastidio. Tuttavia non sono convintissimo  della distinzione a priori tra nazionale ed internazionale, anche perché "internazionale" pare significare "in inglese", che è una scelta in qualche modo criticabile. Sarebbe preferibile che la distinzione tra "buono" e "meno buono" fosse fatta anch'essa in base a qualche criterio oggettivo (idealmente l'equivalente di impact factor o meglio: eigenfactor o SJR?).

VDM | Mercoledì 07 Settembre 2011 at 12:26 pm | | riCercare, vdm | Nessun commento

Un aggiornamento: calcolo dell'H-index

Riprendo quanto scritto ancora un anno fa su come calcolare il proprio H-index, con qualche possibilità in più.

Le fonti rimangono quasi le stesse: ISIKnowledge, che è anche la fonte degli impact factor delle riviste scientifiche, Scopus di Elsevier, il gratuito Google Scholar, da usare direttamente o con plugin ed applicazioni descritti nel post sopra citato. A queste aggiungo ora Microsoft Academic Research, che integra automaticamente un'interfaccia per il calcolo di alcuni indicatori bibliometrici tra cui l'H-index ed alcune sue varianti.

In aggiunta al metodo descritto nell'altro post, in ISIknowledge si possono generare rapidamente degli indicatori col tasto Create Citation Report, che agisce sull'insieme degli articoli ottenuti con una ricerca. Si cerca quindi per autore, facendo attenzione alle possibili ambiguità di scrittura (io per esempio cerco Della Mea V* OR Dellamea V* e ancora non basterebbe, perché non trovo le abbreviazioni del tipo V.D. Mea), e nella pagina dei risultati si pigia il tasto, che crea un paio di grafici con la distribuzione per anno di pubblicazioni e citazioni, e calcola tra gli altri dati anche l'H-index.

Per Scopus non c'è bisogno di aggiornamenti. Tra i due sistemi permane qualche differenza: io personalmente ho un po' più papers e meno citazioni su ISI, viceversa su Scopus (che peraltro mi assegna un H-index più elevato).

I grafici calcolati da ISI tramite Citation Report, e gli analoghi grafici prodotti da Scopus, tornano anche utili per calcolare rapidamente il numero di pubblicazioni degli ultimi 10 anni secondo quanto suggerito dai criteri ANVUR per l'abilitazione nazionale.

Per l'utilizzo di Google Scholar, oltre a quanto già suggerito, si può usare anche Scholarometer, sotto forma di plugin per Firefox (al momento non il 5) e Chrome da scaricare ed installare. Di nuovo, si può cercare il nome dell'autore (attenzione: aspettare che finisca!), dopo di che viene generata una pagina con la lista degli articoli candidati, e gli indicatori bibliometrici da essi calcolati. Gli articoli possono essere eliminati o collassati. Io sono partito da una lista di 117 e sono sceso sotto i 100, con fatica, e comunque ancora non basta. Gli errori più tipici: qualche articolo non mio ma di altri Della Mea, articoli duplicati, articoli in cui compare un pezzo di titolo e basta (prima riga o seconda riga separatamente); cose di questo genere, non particolarmente intelligenti. In realtà per l'H-index basta fare un po' di attenzione ai primi, anche se gli articoli duplicati potrebbero comportare anche una suddivisione delle citazioni, il che invece può influire sull'H-index. Qualcosa in più rispetto a Google Scholar sembra farlo: l'H-index che ottengo è lo stesso che ottengo con Scopus, mentre con Google Scholar è 5 punti più alto (un po' troppo).

Riguardo Microsoft Academic Research, è una specie di Google Scholar ma con risultati che perlomeno col mio nome sono tutt'altro che soddisfacenti (l'H-index è la metà di quello che ottengo con ISI: so che è irragionevole).  Mi pare che le fonti siano comunque più selezionate.

Sui due metodi gratuiti in realtà ho abbandonato un po' le speranze dopo avere saputo del grande Ike Antkare, che nel 2009 ha pubblicato 100 articoli ed ha* un H-index pari a 94 (qui per un resoconto in italiano; qui per l'articolo originale).

*: ha avuto. Google Scholar nel frattempo è stato "raffinato", ed il povero Ike è stato retrocesso.

VDM | Martedì 19 Luglio 2011 at 4:03 pm | | riCercare, vdm | Nessun commento

A Udine: 3rd Nottingham Image Analysis Training School

It is our great pleasure to announce the program and invite you to the 3rd Nottingham Image Analysis Training School (NITS) to be held at the University of Udine in Italy in June 2011. The NITS event is being organized by the EU COST Action IC0604 "European Telepathology Network", with support from the University of Udine and of The University of Nottingham (United Kingdom). A world class faculty will be present to provide training in the use of image analysis in Pathology and there will opportunities to develop collaborative links in an informal and relaxed setting.

Further info: http://www.eslide.net/nits2011/.

VDM | Lunedì 23 Maggio 2011 at 11:35 am | | riCercare, succede, vdm | Nessun commento

Informatica medica: lezione rimandata

Causa riunione imprevista, mercoledì 13 aprile sospendo la lezione di informatica medica. Giovedì comunque ci sono

VDM | Lunedì 11 Aprile 2011 at 09:32 am | | riCercare, vdm | Nessun commento

Prossime lezioni di Informatica Medica

Le lezioni di questa settimana sono sospese causa mio seminario al'estero e ovviamente festa dell'unificazione. CI rivediamo mercoledì 23 marzo, V fascia.

VDM | Lunedì 14 Marzo 2011 at 10:06 am | | vdm | Nessun commento

Nuovo orario per Informatica Medica (e sospensione temporanea ricevimento)

Come concordato a lezione, il nuovo orario del corso di Informatica Medica per la laurea magistrale in Informatica e per Comunicazione Multimediale è:
- mercoledì V fascia, aula 48;
- giovedì I fascia, aula 49.

Colgo l'occasione per comunicare che a causa di vari impegni il ricevimento del lunedì pomeriggio ai Rizzi è temporaneamente sospeso. Rimane valido sia quello mattutino nel mio ufficio a Medicina, sia qualsiasi altro orario su appuntamento.

VDM | Lunedì 07 Marzo 2011 at 12:42 pm | | riCercare, vdm | Nessun commento

Chi intende seguire il corso informatica medica?

Post per i miei studenti: è stato pubblicato l'orario provvisorio per il secondo periodo didattico. Inevitabilmente ci sono delle sovrapposizioni; male che vada cerchiamo dei compromessi alla prima lezione, però se nel frattempo chi intende seguire il corso mi contatta via email, magari riusciamo a predisporre un orario buono per tutti fin da subito.

VDM | Martedì 15 Febbraio 2011 at 09:36 am | | vdm | Nessun commento
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Su "Mezza Italia con troppi prof", dal Sole 24 ore Sanità

Ormai un paio di settimane fa mi è capitato di leggere un articolo trovato nella rassegna stampa della CRUI, da cui poi è stato rimosso. L'articolo, uscito sul Sole 24 Ore Sanità di lunedì 24 gennaio 2011, si intitola "Mezza Italia con troppi prof" e riporta una analisi effettuata da Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. L'articolo si può trovare in diversi punti del Web tra cui qui (in fondo c'è un PDF più leggibile). In sintesi, l'articolo dice che nelle Facoltà italiane di Medicina i docenti sono troppi e scarsamente produttivi.

Bene, l'articolo ha diverse falle per quel che riguarda la valutazione della produttività, tanto che avevo scritto una lettera all'inserto del Sole, ma non ho mai avuto feedback in proposito.  E quindi la lascio qua, a futura memoria (risistemata giusto un po' e con link ove opportuno). Non dico niente sul numero dei docenti, anche se dire che sono troppi senza alcun termine di paragone internazionale lascia il tempo che trova.

Ho letto con interesse l'articolo "Mezza Italia con troppi prof", anche se diversi punti del testo suscitano qualche dubbio, per delle imprecisioni abbastanza cruciali.

Il punto critico principale è quello relativo al concetto di impact factor, perlomeno come illustrato nell'articolo. L'impact factor è un indice di proprietà di ISI/Thomson e del suo database (calcolato peraltro non sull'ultimo anno ma sugli anni precedenti), e pertanto non può essere il dato fornito dal database di SCImago. Ciò che fornisce SCImago, e che nella prima tabella viene chiamato "indice di qualità", è un fattore con un significato un po' diverso, difficilmente interpretabile nella forma "tanti docenti, molti fanno poco e quel poco spesso non vale nemmeno granché".

L'indice di SCImago, derivato anch’esso dai dati bibliografici con una normalizzazione per settore scientifico,  vale 1 quando un'istituzione ha un impatto sulla comunità scientifica pari alla media del suo settore a livello mondiale. Vale più di uno quando l'impatto è maggiore della media, meno di uno quando è meno della media. Quel che ci dice la tabella è che 5 università italiane su 40 hanno un impatto minore della media mondiale (di poco, fino al 91%), una è esattamente nella media, e le altre 34 presentano tutte un impatto maggiore della media delle altre istituzioni equivalenti a livello mondiale. Un risultato che, nei correnti chiari di luna finanziari, si può solo giudicare eccellente.

Un risultato che chiunque può confrontare direttamente anche con i dati pubblici di SCImago reperibili su www.scimagojr.com, dove l'Italia, nel settore Medicina e nell'anno 2009, si piazza settima nazione al mondo per numero di articoli prodotti, quinta per numero totale di citazioni ricevute, sesta per H index, con un numero di citazioni per articolo maggiore di quelle ricevute dagli Stati Uniti. Problemi reali l'università italiana ne ha molti, non c'è bisogno di andare a vederli anche dove non ci sono.

C'è anche almeno un dato che probabilmente deriva da un qualche errore di calcolo: le 112 pubblicazioni medie per docente dell'Università di Torino, nel solo 2009. Come sa chiunque partecipa alla produzione di letteratura scientifica, è un numero improbabile perché la sola scrittura di tutti quegli articoli (uno ogni tre giorni) porterebbe via più tempo di quello necessario a svolgere concretamente le ricerche.

Ricordo infine che, visto che i fondi vengono distribuiti in base alla performance, se anche i 5 atenei sotto la media avessero una performance sopra la media non è che riceverebbero più fondi: ci sarà sempre un ultimo in classifica che, per bravo che sia, prenderà meno di tutti gli altri. O, in altre parole, è per definizione impossibile che tutti siano sopra la media.

VDM | Lunedì 07 Febbraio 2011 at 10:03 am | | succede, vdm | Nessun commento

Incontro “Il futuro dell’Università. Coloreremo ancora la materia grigia?”

Il Rettore invita tutto il personale universitario e gli studenti all’incontro –dibattito dal titolo “Il futuro dell’Università. Coloreremo ancora la materia grigia?” che si terrà Giovedì 2 dicembre c.m. alle ore 17,00 presso la sala Ajace in Udine.

VDM | Martedì 30 Novembre 2010 at 10:03 pm | | riCercare, succede, vdm | Nessun commento

Rettorato occupato anche a Udine

Dopo le iniziative dei ricercatori (lezioni all'aperto, bancarelle, aperitivi ecc) arriva anche l'occupazione del Rettorato (in mancanza di monumenti di interesse nazionale :) ) da parte degli studenti. Bene. Questo è il sito dell'Osservatorio permanente.

VDM | Venerdì 26 Novembre 2010 at 09:53 am | | riCercare, vdm | Nessun commento