Lunedì 16 Gennaio 2012 at 12:50 pm
Ed ora "Programmazione web lato server" si può compare anche a... Spicchi. E' la nuova collana di ebook di Apogeo, divisi in capitoli o gruppi di capitoli che possono quindi essere "montati" assieme a seconda delle esigenze didattiche.
Programmazione web lato server, gli Spicchi:
- Pagine web statiche
- Siti web dinamici
- Il linguaggio di scripting PHP
- JSP: Java Server Pages
- Java Enterprise Edition: tecniche avanzate
- Tecnologie per il Web 2.0
Venerdì 16 Dicembre 2011 at 9:22 pm
Questi sono i link a pubblicazioni e materiali che ho usato per il mio intervento al convegno "Il pediatra, il bambino, la rete. Luci e ombre" (Palmanova 17 dicembre 2011). Il mio intervento si intitola "Medicina
e rapporti umani/professionali nell'era di Internet e social network".
Un po' di bibliografia:
- Fenton CH. A few fears felt using Facebook. BMJ 2011; 343:d5619
- Jent JF, Eaton CK, Merrick MT, Englebert NE, Dandes SK, Chapman AV, Hershorin ER. The decision to access patient information from a social media site: what would you do? J Adolesc Health. 2011 Oct;49(4):414-20.
- Thompson LA, Black E, Duff WP, Paradise Black N, Saliba H, Dawson K. Protected health information on social networking sites: ethical and legal considerations. J Med Internet Res. 2011 Jan 19;13(1):e8.
- Devi S. Facebook friend request from a patient? Lancet 2011; 377:1141-2
- Pow H. Doctors caught revealing secret patient information in Facebook posts. The Sunday Telegraph September 25, 2010
- Landman MP, Shelton J, Kauffmann RM, Dattilo JB. Guidelines for maintaining a professional compass in the era of social networking. J Surg Educ. 2010 Nov-Dec;67(6):381-6.
- Moubarak G, Guiot A, Benhamou Y, Benhamou A, Hariri S. Facebook activity of residents and fellows and its impact on the doctor-patient relationship. J Med Ethics. 2011 Feb;37(2):101-4.
- McCartney M: We shouldn’t fear social media. BMJ 2011; 343:d4864
- Mansfield SJ, Morrison SG, Stephens HO, Bonning MA, Wang SH, Withers AH, Olver RC, Perry AW. Social media and the medical profession. Med J Aust. 2011 Jun 20;194(12):642-4.
- AMA, NZMA, AMSA. Social media and the medical profession. 2010.
- BMA. Using social media: practical and ethical guidance for doctors and medical students. 2011
- Garante della Privacy. Linee guida in tema di Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse) e di dossier sanitario. G.U. n.178, 3/8/2009.
- Garante della Privacy. Linee guida in tema di referti on-line. G.U. n. 288, 11 dicembre 2009.
E per finire le mie slides (che saranno online subito dopo il convegno).
Lunedì 21 Novembre 2011 at 2:45 pm
E' appena uscita la seconda edizione aggiornata di "Programmazione Web Lato Server" (V.Della Mea, L.Di Gaspero, I.Scagnetto, Apogeo 2011). La seconda edizione è andata esaurita rapidamente, e l'editore ne ha voluto approfittare per eliminare due problemi tipografici, nel contempo aggiornando leggermente i contenuti. Questa edizione in più ha di sostanziale, tra gli esempi anche un'applicazione per Facebook, oltre ad una revisione dei contenuti mirata ad aggiornare eventuali riferimenti a librerie deprecate.
Venerdì 21 Ottobre 2011 at 09:43 am
E' disponibile un posto di assegnista di ricerca sul tema "Formalizzazione ontologica della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF)". Si tratta di un assegno della durata di un anno, rinnovabile almeno per un altro anno (fondi già disponibili). La scadenza per la domanda è il 7 novembre 2011; ulteriori informazioni nell'albo ufficiale (posizione n.5). Il candidato ideale dovrebbe possedere almeno qualche nozione su ontologie e Semantic Web, e lavorerà a contatto con gli esperti della rete dei centri collaboratori dell'OMS per le classificazioni (ed in particolare col centro collaboratore italiano).
I'm looking for applications for a research fellowship on the topic "Ontological formalization of the International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF)". One year contract, extendible for at least another year (with already available funding). Deadline is 7th November. Further info (in Italian) at the university web site, position no.5, and soon also on EURAXESS (in English). The ideal candidate should know about ontologies and Semantic Web, and he/she will work together with experts of the WHO-FIC network (in particular, with the Italian Collaborating Center).
Giovedì 13 Ottobre 2011 at 08:01 am
Domani sarò all'UdineBarCamp. Non sono cittadino di Udine, ma qualcuno dovrà pur iniziare a pensare a come può interagire una pubblica amministrazione con i suoi utenti.
UdineBarCamp: Una giornata di lavoro per fare brainstorming insieme e per iniziare a seminare ciò che sarà il futuro web del Comune di Udine
Dove: Udine, Via Savorgnana, sede di Friuli Future Forum
Quando: 14 ottobre 2011, 930-17
Cosa: Web e Pubblica Amministrazione. Per iniziare a seminare ciò che sarà il futuro web del Comune di Udine.
Venerdì 07 Ottobre 2011 at 11:12 am
In questi giorni ho incrociato due articoli che suggeriscono la stessa "alternativa" alle metodologie proposte dall'ANVUR per la valutazione: Ricercatori, l'italia si ostina a non adottare criteri europei di Fulvio Esposito e Enrico Alleva (sull'Unità di sabato 1/10/2011) e Poveri ricercatori, frustrati dalle mode e da vecchi preconcetti di Giulio Peruzzi (sul Mattino di Padova di venerdì 7/10/2011).
Entrambi espongono delle critiche su cui posso tranquillamente trovarmi d'accordo. In particolare, più passa il tempo e più mi rendo conto che la sezione relativa ai settori umanistici è ancora distante da soluzioni realmente accettabili.
C'è però un suggerimento che secondo me proprio non funziona.
Entrambi citano una bozza di nota della Commissione Europea intitolata Towards a European Framework for Research Careers, che descrive una classificazione dei ricercatori (in senso generale) in 4 livelli: R1 (first stage), R2 (recognised), R3 (established), R4 (leading).
Secodo Esposito ed Alleva, per ogni livello la nota (citando più o meno letteralmente) presenta una griglia di valutazione assolutamente indipendente dall'area disciplinare, composta da requisiti necessari e competenze auspicabili ma non vincolanti, che secondo loro sono rispettivamente associabili a requisiti di ammissione ed alla formazione di graduatorie. L'ANVUR dovrebbe partire da quelle classificazioni per definire i criteri di ammissione in modo "europeo". Giulio Peruzzi riprende la stessa posizione nell'altro articolo.
Io la nota della Commissione Europea l'ho letta. L'obiettivo è fornire una classificazione dei ricercatori (sempre in senso generale) spendibile sul mondo del lavoro: il ricercatore sa come proporsi, il datore di lavoro sa cosa aspettarsi. Nessun cenno a come valutare: classificare è definire, e non permette di mettere in fila in una graduatoria più persone appartenenti allo stesso livello. Certo, il "datore di lavoro" può essere anche l'università pubblica. Ma che sia una classificazione destinata a ben altro genere di datore (quello che in Italia manca: l'imprenditore che fa ricerca vera) si vede benissimo dalle competenze auspicabili che secondo Esposito ed Alleva dovrebbero servire per formare le graduatorie. Per esempio, due delle competenze auspicabili per il livello R2 sono:
- Understands the agenda of industry and other related employment sectors
- Understands the value of their research work in the context of products and services from industry and other related employment sectors
Voglio proprio vedere una commissione di concorso di un settore umanistico usare regole del genere per stilare una graduatoria.
D'altro canto, le competenze necessarie sono decisamente più ovvie:
- Has demonstrated a systematic understanding of a field of study and mastery of research associated with that field
- Has demonstrated the ability to conceive, design, implement and adapt a substantial programme of research with integrity
- Has made a contribution through original research that extends the frontier of knowledge by developing a substantial body of work, innovation or application. This could merit national or international refereed publication or patent.
- Demonstrates critical analysis, evaluation and synthesis of new and complex ideas
- Can communicate with their peers - be able to explain the outcome of their research and value thereof to the research community
- Takes ownership for and manages own career progression, sets realistic and achievable career goals, identifies and develops ways to improve employability.
- Co-authors papers at workshop and conferences
E sono quelle che già sono più o meno considerate nei concorsi vecchio stampo, dove, nelle valutazioni, si trovano giudizi pertinenti con una valutazione della maturità scientifica, della competenza nel proprio settore, ecc. E che purtroppo però permettono una varietà di interpretazioni, per cui dalla graduatoria finale è a volte difficile risalire a quel "molto buono" invece di "più che egregiamente" che ha fatto la differenza per il vincitore rispetto ad altri candidati.
Alcuni esempi di giudizi ad un concorso, presi a caso usando Google, anonimizzati. Sono tre candidati con i giudizi di due commissari. Chi prendereste?
- C1
- La produzione scientifica della candidata non permette di farsi alcuna idea sulla sua capacita’ di ricerca scientifica autonoma.
- Laureata in XXX con una discreta carriera di studi, presenta titoli che dimostrano interesse per le problematiche della ricerca e della didattica.
- C2
- I lavori presentati evidenziano che il candidato è ancora in una fase di inserimento nella ricerca scientifica autonoma.
- Il profilo complessivo del candidato mostra una produzione discontinua e parziale, che da un lato evidenzia una molteplicità di interessi, mentre da un altro non mette in evidenza capacita' di approfondimento.
- C3
- Il candidato presenta molti lavori nel campo XXX. E’ ben inserito nel proprio campo di ricerca.
- Il profilo scientifico complessivo e' quello di un candidato dalla solida preparazione e indubbie qualità di ricercatore, testimoniate da una produzione scientifica sia in lavori da solo sia in collaborazione con un alto numero di ricercatori a livello internazionale, e da una notevole attività seminariale all'estero. I suoi lavori dimostrano capacita' di affrontare sia questioni XXX generali, sia problemi a cavallo con la XXX.
Lunedì 03 Ottobre 2011 at 10:14 am
Questo pomeriggio (lunedì 3 ottobre 2011) non faccio ricevimento studenti perché ho lezione (spostata all'improvviso, colpa mia).
Invece il mio seminario PHP nel corso di Complementi di Tecnologie Web (ex TW2) sarà domani in seconda fascia invece di mercoledì.
Mercoledì 28 Settembre 2011 at 12:28 pm
Ho incrociato un interessante articolo su NoiseFromAmerika: Le attitudini degli studenti italiani per la matematica e la fisica, dove l'autore ha verificato che percentuale degli studenti che si sono presentati all'ultimo test di ammissione a Medicina consegue un voto sufficiente, cioé >=6,6 (o anche solo decente, >= 5) sui soli quesiti di matematica e fisica (che sono 11).
Il risultato in effetti è sconfortante: nelle quattro sedi analizzate si va dallo 0,55% (Napoli Federico II) al 2,25% di Milano. L'autore usa questo dato per avere un'indicazione sulla formazione scientifica degli studenti, che in teoria dovrebbero essere già abbastanza selezionati. Anche usando come soglia il voto pari a 5, si va dal 2,36% al 7,18%. Dall'altro lato, un numero di studenti tra il 24% ed il 40% riesce a prendere meno di zero (ricordo che una risposta giusta vale 1, una sbagliata -0,25, una non data 0).
Ho replicato l'analisi su sul test di ammissione Udine-Trieste, quest'anno fatto assieme. I sufficienti sono l'1,52% , i "decenti" l'8,77%, i meno di zero il 18%. La media del voto è 1,66. Che pensare? Secondo l'autore dell'articolo, 9 degli 11 quesiti erano risolubili con normali conoscenze dalle elementari alle superiori.
EDIT: ho fatto i conti anche con solo i 242 che hanno superato il test (96 per Udine, 121 per Trieste, 25 per Odontoiatria): sufficienti 7,85%, decenti 32,64%, meno di zero 13,22%, media 3,77. Una popolazione per fortuna un po' diversa, anche se lo stesso un po' preoccupante.