La freccia gialla (V.Pelevin)

Dopo avere letto su Daemon un articolo riguardo la narrativa russa contemporanea, mi era venuta voglia di leggere Pelevin; ne ho approfittato con l'uscita di La freccia gialla (V.Pelevin, Mondadori 2005). Sono tre racconti, di cui il primo, molto lungo, dà il titolo al volume. Questo primo racconto ha sapore kafkiano: la freccia gialla è un treno che corre verso un ponte crollato, abitato da un'intera umanità che pare non essere mai vissuta altrove. Le famiglie vivono negli scompartimenti, i controllori portano da mangiare, personaggi corrotti contrabbandano metalli strappati al treno o al vagone ristorante, cose così. Il protagonista vorrebbe scendere, assieme a pochi altri che di nascosto ogni tanto si recano sul tetto. C'è la Russia attuale, su quel treno.
Gli altri due racconti sono invece testimoni dell'interesse di Pelevin per le filosofie orientali, quasi dei calchi. Non mi sono piaciuti granché; immagino di non avere capito (o non avere voluto capire) qualcosa. Leggerò altro di Pelevin.

Domenica 29 Maggio 2005 at 09:35 am | | letture

due commenti

giovanni

Lodevole voler recensire persino racconti che non ti sono piaciuti. Intanto vedo che che ti occupi freneticamente di eventi culturali, reading, ecc.
Buon inizio d’estate.
G

giovanni , (URL) - 30-05-’05 00:32
Vincenzo

Giovanni, che bello risentirti. L’origine di questo blog è: il quaderno dove segno ciò che leggo. Quindi, principalmente a mio uso, mi segno tutto (esclusa la poesia: di un libro di poesia non sono capace di dire che l’ho letto, rimane sempre aperto).
Per il resto, non sono esattamente frenetico, ed anche un po’ pollo: ho sbagliato stagione…

Vincenzo, (URL) - 30-05-’05 17:55
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