Federico Tavan in podcast, e Augh!

Oggi sul PoDcast di PoEcast abbiamo una lettura di Federico Tavan, dal CD allegato a I colôrs da lis vôs. E' nel friulano di Andreis; comunque ho messo anche la traduzione.

In mancanza di notizie complete in rete, lascio qui qualche appunto e ne approfitto per parlare di un suo libro appena uscito: Augh! (ed. Biblioteca dell'Immagine /Circolo Culturale Menocchio, Pordenone 2007).

I primi testi di , nato nel 1949, sono stati pubblicati da Aldo Colonnello nei Quaderni del Menocchio, in ciclostile, a partire dal 1984 (Màcheri, Lètera, Cjant dai dalz e la notissima ). Nel 1994 è uscito Da màrches a madònes (ed. Biblioteca dell'Immagine /Circolo Culturale Menocchio). Dello stesso anno è anche un testo teatrale intitolato L'assoluzione (Circolo Menocchio). Nel 1997 ha pubblicato Cràceles cròceles, sempre nei Quaderni del Menocchio, nel tempo diventati collana di veri e propri libri. Sue poesie sono poi comparse in diverse antologie. Quest'anno è uscito Augh!, a cura di Aldo Colonnello e Paolo Medeossi, in cui si ritrovano buona parte delle poesie precedenti, pochissime inedite, il testo teatrale L'assoluzione ed una selezione delle lettere "dalla nave spaziale" che si sono scambiati Tavan e Medeossi.

Federico Tavan è un poeta importante per la poesia friulana contemporanea, ed è un poeta che vive in difficoltà. Come dice Medeossi nell'introduzione, "Da sempre Federico deve frequentare ospedali, ambulatori medici, centri di igiene mentale, combatte con i soldi di una piccola pensione di invalidità, vive una precarietà che non è mai esibita: è solo descritta come è giusto che sia, ma senza autocommiserazione o rabbia scomposta" (la chiusura di Sumiant la religjon, Sognando la religione: (...) Io muoio su una croce diversa / mordendo i chiodi /e spingendo i piedi / verso il basso a sentire / l'erba che cresce. ). Una storia che comincia nell'adolescenza con la morte della madre, figura che ricorre nelle poesie più commoventi. Maudit, quindi, ma non per posa intellettuale. L'esito , come dice Aldo Colonnello nella sua introduzione, "è essenzialmente poesia di contenuti e di parola detta più che parola scritta". Parola che Tavan dice molto bene: negli anni '90, fino ai primi anni 2000 (quando stava meglio), si è esibito in letture potentissime, soprattutto quando non esagerava con l'istrionismo (perché ad un certo punto era cercato da tutti per quello, e lui lo sapeva).

Augh! è una specie di antologia, preparata con l'affetto che i due curatori provano per Tavan, e importante in un momento di ancora maggiore difficoltà per il poeta. Prendendola come puro documento poetico, testimonia quella che secondo me è l'eterogeneità dei testi di Tavan: picchi altissimi e poesie che si potrebbero dimenticare. C'è però il di più costituito dalle lettere, che soprattutto per chi non conosce Tavan permettono un contatto intimo aggiuntivo con l'autodefinitosi poeta de li pantianes (poeta delle pantegane). Purtroppo l'impaginazione non è stata eseguita con lo stesso affetto della cura: sembra un libro fatto di corsa, irrispettoso delle esigenze grafiche della poesia.

Domenica 15 Aprile 2007 at 3:07 pm | | doubleVie, letture

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